Introduzione alla poesia ALLA LUNA (idillio nr. XIV) di G. Leopardi.

Introduzione alla poesia ALLA LUNA
(idillio nr. XIV) di G. Leopardi.

“ALLA LUNA” è la poesia numero XIV dell’opera “Canti” di Leopardi. L’idillio fu scritto probabilmente nel giugno del 1819 o 1820 quasi in contemporanea a “L’Infinito”. Ambedue le poesie hanno come tema di fondo il ricordare, che per Leopardi è sempre piacevole; Ne “L’INFINITO” Leopardi contemplava l’infinito, mentre ne “ALLA LUNA”, rievoca e ricorda le cose passate, anche se tristi, e anche se il ricordo stesso fa risorgere e rinforza il dolore passato e la causa del dolore. “ALLA LUNA”, insieme a “L’INFINITO”, formano due poesie gemelle, perché nascono dal medesimo colle da dove il giovane poeta, già consapevole del suo stato fisico e della sua futura tristezza esistenziale, guardava la luna e l’orizzonte...

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Introduzione a “I Piccoli Idilli” e all’INFINITO di G. Leopardi.

Introduzione a “I Piccoli Idilli”
e all’INFINITO di G. Leopardi.

I piccoli idilli sono cinque canti, che Leopardi definì: “situazioni, affezioni, avventure storiche del mio animo”, (Da Memorie e disegni letterari 12 che si trova nei I Mammut, Newton edizione, vol. I, pag. 1113), sottolineando il carattere soggettivo ed esistenziale di questi testi, in contrapposizione al significato civile e tendenzialmente oggettivo delle coeve canzoni. Queste poesie, composte tra il 1818 e il 1821, sono: “L’INFINITO”, “LA SERA DEL DÌ DI FESTA”, “ALLA LUNA”, “IL SOGNO”,” LA VITA SOLITARIA”. La parola Idillio deriva dalla parola greca eidylion che significa “piccola immagine” o “quadretto campestre”...

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Introduzione al canto “IL PASSERO SOLITARIO”. Canto XI di G. Leopardi.

Introduzione al canto “IL PASSERO SOLITARIO”.
Canto XI di G. Leopardi.

La prima idea di questo bellissimo canto risale al 1820 ma fu concepito tra il marzo e il maggio del 1829, terminato tra il 1833 e il 1834 e stampato per la prima volta nell’edizione napoletana dei Canti del 1835. Molti passi del canto richiamano direttamente sia “La quiete dopo la tempesta”, sia “Il sabato del villaggio” che “Le Ricordanze”. Il Leopardi però inserì questo canto al numero XI dell’opera, prima dei “Piccoli Idilli”, forse per motivi di percorso culturale ed esistenziale. Il canto è composto da tre strofe libere di diversa lunghezza con rime sparse per un totale di 109 versi...

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Introduzione al Canto “ULTIMO CANTO DI SAFFO”. Canzone IX di G. Leopardi.

Introduzione al Canto “ULTIMO CANTO DI SAFFO”.
Canzone IX di G. Leopardi.

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Il Leopardi compose questo canto dal 13 al 19 maggio del 1822, come si legge nella postilla, che insieme alla premessa, accompagna il testo autografo. Molte letture e molti fattori concorsero alla maturazione e stesura del canto: in primis le letture di Ovidio. Nella premessa del 1822 che accompagnava il testo originario Leopardi spiega la genesi della canzone. “Il fondamento di questa Canzone sono i versi che Ovidio scrive in persona di Saffo, epist. 15, v. 31 segg.”. La lettura di Ovidio fece scoprire a Leopardi che lui aveva lo stesso problema della poetessa greca Saffo...

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“ASPASIA MON AMOUR” di Giacomo Leopardi, riduzione scenica di Biagio Carrubba.

“ASPASIA MON AMOUR” di Giacomo Leopardi, riduzione scenica di Biagio Carrubba.

Le cinque bellissime poesie del “Ciclo di Aspasia” sono state scritte dal Leopardi in relazione alla sua struggente passione amorosa per la bella signora fiorentina Fanny Ronchivecchi, sposata con il naturalista Antonio Targioni. Esse rappresentano un periodo ben preciso della vita del poeta, dal 1830 al 1834-1835, e sanno descrivere in maniera sublime tutto il processo del suo innamoramento, del suo amore, e le forti emozioni che egli provò suscitate e provocate dal comportamento di indifferenza o dagli atteggiamenti per lo meno ambigui della signora.
La prima poesia, “IL PENSIERO DOMINANTE”, esprime tutto il potere dell’amore che il poeta subisce alla maniera dei poeti stilnovisti...

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Introduzione alla poesia “ASPASIA”. Canto XXIX di G. Leopardi.

Introduzione alla poesia “ASPASIA”.
Canto XXIX di G. Leopardi.

Il canto “Aspasia” è il ventinovesimo della raccolta “I Canti” di Giacomo Leopardi. Esso sicuramente chiude definitivamente le poesie dedicate ed ispirate alla signora Fanny Targioni Tozzetti per la quale Leopardi scelse il soprannome di Aspasia che ha dato il nome a tutto il ciclo. Il canto “Aspasia” fu scritto tra il 1834 e il 1835 a Napoli quando ormai il giovane e triste poeta si era adeguato e rassegnato anche alla nuova vita napoletana ed erano passati due anni dal suo trasferimento da Firenze. A Napoli, Leopardi, con l’animo più sereno e pacato, ma sempre con viva rabbia e delusione verso Fanny e verso l’amore, scrive l’ultimo componimento in ricordo di Fanny che lui, per due più anni, amò molto intensamente...

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Introduzione alla poesia “A SE STESSO”. Canto XXVIII di G. Leopardi.

Introduzione alla poesia “A SE STESSO”.
Canto XXVIII di G. Leopardi.

“A SE STESSO” è la quarta poesia del ciclo di Aspasia. È, certamente, la poesia più drammatica e più dolorosa di tutto il ciclo. Leopardi esprime in questa poesia tutto il suo intenso dolore che la sentita e viva passione, verso la bella signora Fanny Targioni Tozzetti, gli aveva procurato. Leopardi è consapevole che questa passione amorosa per Fanny sia l’ultima possibilità che la sua breve vita gli poteva dare e quindi “A SE STESSO” è la poesia del “non ritorno all’amore” vissuto in prima persona. Di lì a poco, insieme al sodale amico Antonio Ranieri, Leopardi partì per Napoli, dove scrisse l’ultima poesia del ciclo di Aspasia per la bella Fanny...

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Introduzione al canto “CONSALVO” (Canto XVII) di G. Leopardi.

Introduzione al canto “CONSALVO”
(Canto XVII) di G. Leopardi.

Consalvo è la terza poesia del Leopardi, che il poeta scrisse nell’autunno del 1832. La poesia nasce dalla pressione e dalla passione che la signora Fanny Targioni Tozzetti suscita nel poeta. Era il momento di maggiore fuoco per Leopardi, che frequentava spesso la casa della signora nella speranza di chiederle un bacio, anche se non aveva mai avuto il coraggio di dichiararle il suo amore. Il Leopardi, rifacendosi al poema di Girolamo Graziani “Il conquisto di Granada”, scrisse questa poesia, sublimando in questo modo la sua spinta libidica interiore...

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Introduzione alla poesia “AMORE E MORTE” (Canto XXVII) di G. Leopardi.

Introduzione alla poesia “AMORE E MORTE”
(Canto XXVII) di G. Leopardi.

“Amore e morte” fu scritta dal Leopardi nel 1832 a Firenze, mentre frequentava la signora Fanny Ronchivecchi Targioni Tozzetti; la poesia fa dunque parte del ciclo delle poesie che il poeta scrisse preso dall’accesa passione amorosa per Fanny Targioni Tozzetti. Le prime quattro poesie furono scritte a Firenze nel vivo dell’infatuazione amorosa e sono: “Il pensiero dominante”, “Amore e Morte” “Consalvo”, “A sé stesso”...

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Introduzione alla poesia “IL PENSIERO DOMINANTE” di G. Leopardi.

Introduzione alla poesia “IL PENSIERO DOMINANTE”
(Canto XXVI) di G. Leopardi.

Nel 1830 il Leopardi ritornò a Firenze, dove conobbe la giovane e bella signora Fanny Ronchivecchi, sposata al medico Antonio Targioni Tozzetti. Il poeta frequentò la casa della bella signora e se ne innamorò, ma non rivelò mai il suo amore per la giovane donna, anche perché lei sembrava innamorata di Antonio Ranieri. Nacque, così, un gioco delle parti nel quale il Leopardi ebbe la peggio, perché dovette fare buon viso a cattivo gioco...

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