Introduzione all’opera poetica “La terra impareggiabile” di S. Quasimodo.

Introduzione all’opera poetica “La terra impareggiabile”
di S. Quasimodo.

“La terra impareggiabile” è la nona opera poetica di Salvatore Quasimodo. È composta da ventisette poesie divise in cinque sezioni che sono molto diverse tra di loro sia per temi che per argomenti ma unite nella forma, nella bellezza e nello stile personale del poeta. L’opera fu pubblicata nel 1958 e raccoglie le poesie scritte tra il 1955 e il 1958. L’epigrafe dell’opera è: “Dico che i morti uccidono i vivi” Eschilo, Coefore, verso 886. La prima sezione è “Visibile, invisibile” e contiene 9 poesie di carattere personale tutte su argomenti diversi e scritte in occasioni diverse. La poesia più famosa e bella di questa sezione è, senza dubbio, “Al Padre” (poesia nr. 7)...

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Le coincidenze parallele tra Salvatore Quasimodo e Nazim Hikmet

Le coincidenze parallele tra Salvatore Quasimodo e Nazim Hikmet

Ho scelto queste tre poesie di Salvatore Quasimodo e di Nazim Hikmet perché trovo che entrambi i poeti, nella loro autobiografia, abbiano degli elementi in comune ed in particolare il fatto che negli ultimi 5 anni della loro vita hanno conosciuto il loro terzo grande amore. Entrambi i poeti furono coevi e vissero quasi contemporaneamente le stesse esperienze storica. Infatti Quasimodo nacque nel 1901 e Hikmet nel 1902; Quasimodo morì nel giugno del 1968 e Hikmet nel giugno del 1963. Entrambi i poeti furono ospitati e stimati dall’URSS; Quasimodo nel 1958-1959 e Hikmet dal 1952 al 1963...

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Il percorso poetico, culturale, ideologico e personale di Salvatore Quasimodo.

Il percorso poetico, culturale, ideologico e personale di Salvatore Quasimodo.

Il percorso poetico, culturale, ideologico e personale di Salvatore Quasimodo inizia negli anni ’20 del 1900 e si svolge tra la Sicilia e la città di Roma. Tra il 1919 e il 1929 Quasimodo inizia il suo apprendistato poetico e scrive le sue prime poesie tra cui la bellissima “Vento a Tindari”. Tra il 1929 e il 1942 Quasimodo, come la maggior parte dei poeti italiani, scrive poesie ermetiche. È probabile che Quasimodo scrisse le sue prime opere poetiche ermetiche sia perché l’ermetismo era l’unica poetica consentita dal regime fascista, anche se mal tollerata e criticata aspramente, sia forse, perché, Quasimodo condivideva appieno l’ermetismo...

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Introduzione alla poesia “A SILVIA ” (Canto n. XXI) di G. Leopardi.

Introduzione alla poesia “A SILVIA “
(Canto n. XXI) di G. Leopardi.

Il Leopardi compose questa poesia tra il 19 e il 20 aprile del 1828, subito dopo “IL RISORGIMENTO”. Il poeta si trovava a Pisa e spinto da una forza interiore lirica e poetica, come aveva scritto nel “Risorgimento”, riprende a poetare, ispirandosi a Teresa Fattorini, una sua conoscente morta dieci anni prima nel 1818 a Recanati...

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Le ultime poesie d’amore di Salvatore Quasimodo.

Le ultime poesie d’amore
di Salvatore Quasimodo.

Le poesie scritte da Salvatore Quasimodo tra il 1960 e il 1963 esprimono un periodo difficile per il poeta perché era rimasto solo, dopo la separazione dalla moglie Maria Cumani. Si può dire che, senza dubbio, in questi tre anni Quasimodo visse un periodo molto difficile e di solitudine sul piano personale attenuato, però, dal conferimento del premio Nobel ricevuto nel 1959, sia dalla relativa fama, e sia dai suoi frequenti viaggi in tutto il mondo...

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L’opera poetica DARE E AVERE di Salvatore Quasimodo

L’opera poetica DARE E AVERE di Salvatore Quasimodo

“DARE E AVERE” è la decima, ed ultima opera, di Salvatore Quasimodo, pubblicata nel 1966. L’opera raccoglie le poesie scritte dal 1959 al 1966. In totale, l’opera è formata da 23 poesie tutte di una sola strofa. Le poesie sono di argomenti, di generi e di stili diversi e sono disposte senza seguire l’ordine cronologico della loro stesura. Le poesie, inoltre, non rispettano l’ordine degli stili e non seguono neanche i temi e gli argomenti trattati dal poeta. Le poesie presentano, invece, una frastagliata e disordinata cronologia...

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Introduzione al canto “IL RISORGIMENTO” (Canto n. XX) di Giacomo Leopardi.

Introduzione al canto “IL RISORGIMENTO”
(Canto n. XX) di Giacomo Leopardi.

Il canto “IL RISORGIMENTO” ha una importanza particolare e fondamentale all’interno dell’intera raccolta poetica di Leopardi. Esso costituisce un hapax, (cioè è un esempio unico di componimento all’interno della raccolta dei canti) perché è scritto nell’insolito metro, per Leopardi, della strofetta metastasiana. Il poeta si trovava a Pisa dal novembre 1827 e dopo qualche mese di buona salute, fisica e psicologica, sentì rinascere dentro di sé l’ispirazione poetica, dopo 6 anni di aridità poetica...

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INTRODUZIONE AI GRANDI IDILLI DEI “CANTI” DI GIACOMO LEOPARDI.

INTRODUZIONE AI GRANDI IDILLI DEI “CANTI” DI GIACOMO LEOPARDI.

I GRANDI IDILLI.

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I primi due grandi idilli furono scritti dal Leopardi nell’aprile del 1828, a Pisa, quando si risvegliò in lui la tanto attesa ispirazione poetica, dopo il periodo di aridità poetica patita tra il 1824-1828, nel qual tempo il Leopardi aveva scritto buona parte delle “Operette Morali”. Il Leopardi compose gli altri idilli a Recanati, dove rientrò nel novembre del 1828 e vi rimase fino all’aprile del 1830...

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“AL CONTE CARLO PEPOLI ” (Epistola poetica n. XIX) di G. Leopardi.

“AL CONTE CARLO PEPOLI “.
(Epistola poetica n. XIX) di G. Leopardi.

Leopardi compose la poesia “Al Conte Carlo Pepoli” per esaudire l’invito del Conte Pepoli a recitare pubblicamente un suo componimento nel Casino dei Nobili presso l’Accademia dei Felsinei, di cui Pepoli era vicepresidente. Leopardi lesse per la prima volta in pubblico la poesia la sera del lunedì di Pasqua del 28 marzo 1826. Leopardi, nel canto, partendo dalla descrizione della vita nobiliare del Conte, espone il suo pensiero filosofico che aveva già esposto in quegli anni nelle “Operette Morali” (1824)...

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Introduzione alla poesia “ALLA SUA DONNA”. (Canzone n. XVIII) di G. Leopardi.

Introduzione alla poesia “ALLA SUA DONNA”.
(Canzone n. XVIII) di G. Leopardi.

La poesia “ALLA SUA DONNA” fu composta da Leopardi nel settembre 1823 quando perdurava ancora la delusione del viaggio che il giovane Leopardi fece a Roma (novembre 1822 – maggio 1823) e quando l’aridità poetica diventava sempre più duratura. Ultima delle dieci canzoni pubblicate in B 24, ebbe il posto definitivo al numero 18 (forse perché sentita, come spiega il Fubini, come sintesi delle Canzoni e degli Idilli). E secondo me, Biagio Carrubba, è incontestabile che la poesia è aspra, cerebrale, razionale, tutta costruita sul sentimento della disperazione e della rabbia per la perduta vena poetica che non c’era più...

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