INTRODUZIONE ALL’OPERA POETICA ERATO E APOLLION DI S. QUASIMODO.

INTRODUZIONE ALL’OPERA POETICA
ERATO E APOLLION DI S. QUASIMODO.

Quasimodo pubblicò la terza opera poetica ERATO E APOLLION nel 1936 con una importante e chiarificante introduzione del poeta e critico letterario Sergio Solmi. L’opera comprendeva anche poesie già scritte nei volumi precedenti. Le poesie continuavano sia i contenuti sia la forma, i temi e lo stile di OBOE SOMMERSO. Le poche poesie nuove sono dedicate alle due figure del titolo: Erato e Apollion. Erato era una delle nove muse protettrice della poesia amorosa e Apollion era una divinità medioevale che proteggeva il ciclo naturale della terra, la riproduzione dei terreni e la distruzione dei campi. Le prime tre poesie sono dedicate alle due divinità. La prima poesia è SILLABE A ERATO, la seconda poesia è CANTO DI APO...

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INTRODUZIONE ALL’OPERA POETICA OBOE SOMMERSO DI S. QUASIMODO.

INTRODUZIONE ALL’OPERA POETICA
OBOE SOMMERSO DI S. QUASIMODO.

Nel 1929 Quasimodo si reca a Firenze invitato da Elio Vittorini, che aveva sposato la sorella di Quasimodo. Vittorini lo introduce nell’ambiente letterario della Rivista “Solaria”. Qui Quasimodo conosce Arturo Loria, Alessandro Bonsanti, Gianna Mancini, Eugenio Montale. Salvatore Pugliatti scrisse la prima recensione e spiegazione della poesia “VENTO A TINDARI” sul numero I del gennaio 1932.
Nel 1930 la Rivista “Solaria” pubblica il primo libro di poesie di Quasimodo dal titolo “ACQUE E TERRE”. Quasimodo discute di poesia con i poeti Angelo Barile e Adriano Grande...

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INTRODUZIONE AL CANTO “IL SABATO DEL VILLAGGIO” (CANTO N. XXV) DI G. LEOPARDI.

INTRODUZIONE AL CANTO “IL SABATO DEL VILLAGGIO”
(CANTO N. XXV) DI G. LEOPARDI.

Questo canto fu scritto dal Leopardi subito dopo “LA QUIETE DOPO LA TEMPESTA”, nei giorni tra il 20 e il 29 settembre del 1829. Riprende e sviluppa lo stesso tema, tanto che si possono considerare due poesie gemelle, sia per la tesi, sia per la forma, sia per il linguaggio poetico con le quali furono scritte. Ugo Dotti così presenta i due canti: “Ciascuno dei due canti, insomma, così profondamente congiunti anche tra loro da formare un vero e proprio dittico, costituisce, nonostante l’apparente scissione formale, un vero e proprio unicum, come tale pensato e realizzato”...

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INTRODUZIONE AL CANTO “LA QUIETE DOPO LA TEMPESTA”. CANTO XXIV DI G. LEOPARDI.

INTRODUZIONE AL CANTO “LA QUIETE DOPO LA TEMPESTA”.
CANTO XXIV DI G. LEOPARDI.

Il mese di settembre porta sovente forti e burrascosi temporali, che finiscono subito dopo, con il ritorno del sereno che rende pulito e nitido il cielo, lavato dalla pioggia. Credo che da uno di questi temporali il Leopardi abbia preso lo spunto per scrivere, di getto, il bel canto, “LA QUIETE DOPO LA TEMPESTA”, scritto tra il 17 e il 20 settembre 1829, mentre si trovava a Recanati, nella sua casa natale. E proprio qui egli scrisse questo capolavoro poetico nel quale, alla descrizione fisica della realtà naturale del dopo temporale, fa seguire la sua concezione della vita, che volente o nolente, contiene molta verità sulla condizione esistenziale degli uomini...

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INTRODUZIONE ALL’OPERA POETICA GIORNO DOPO GIORNO DI SALVATORE QUASIMODO.

INTRODUZIONE ALL’OPERA POETICA GIORNO DOPO GIORNO
DI SALVATORE QUASIMODO.

Quasimodo scrisse GIORNO DOPO GIORNO tra il 1943 e il 1945. Le venti poesie seguono dunque il periodo di guerra che va dall’8 settembre 1943 e il 1945, cioè seguono le ansie e la gioia per la liberazione d’Italia. Le poesie non seguono un andamento cronologico; le poesie scritte nel 1943 sono poste nella seconda parte dell’opera, mentre le poesie scritte nel 1945 sono collocate nella prima parte dell’opera e l’ultima poesia è UOMO DEL MIO TEMPO scritta il 23 – 12 – 1935 che chiude l’opera come suggello del tema trattato e cioè la condanna della guerra e contiene anche l’appello finale di rinnegare gli uomini, I PADRI, che hanno voluto il conflitto della II guerra mondiale.
Il 1945 è un anno im...

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PRESENTAZIONE DI TRE POESIE SULLA GIOIA DI VIVERE.

PRESENTAZIONE DI TRE POESIE SULLA GIOIA DI VIVERE.

La prima poesia è una scopiazzatura d’autore di Madre Teresa di Calcutta.
La seconda poesia è un intingolo d’Amore di Emily Dickinson.
La terza poesia è una parafrasi della celebre canzone O sole mio.

                              1
Se vuoi gioire della gioventù, scegli l’Amore,
se vuoi godere della vita, vivi l’Amore,
se vuoi amare una donna, plaudi l’Amore,
se vuoi amare un uomo, loda l’Amore,
se vuoi inseguire la felicità, invoca l’Amore,
perché l’Amore è gioia, è libertà, è vita,
è aiuto, è mutuo soccorso, difendilo.
(Da una poesia di Madre Teresa di Calcutta).

                              2

Se potrò vivere un Amore, lo vivrò,
se potrò alleviare un Amore, lo far...

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Presentazione di due poesie sull’amore di John Keats.

Presentazione di due poesie sull’amore
di John Keats.

Io, Biagio Carrubba, presento due nuove poesie d’amore che ho scoperto quest’anno e che mi sono piaciute tantissimo. A queste due poesie ne aggiungo una mia inedita scritta sullo stesso argomento. L’autore di questi due bellissimi sonetti è John Keats (1795-1821). Questi due sonetti sono senza dubbio espressioni della poesia romantica inglese del primo Ottocento. Le due poesie sono dedicate ed ispirate alla sua giovane innamorata, Fanny Brawne, che per un breve periodo fu la sua musa ispiratrice. Credo che la brevissima e sfortunata vita di John Keats abbia similarità con la breve e sofferta vita di giacomo Leopardi. Entrambi sarebbero stati coetanei nella loro età storica se Keats non fosse morto prematuramente...

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L’amore è un’esplosione di colori

L’amore è un’esplosione di colori

                              I
L’amore ha i colori vividi e gai dell’arcobaleno.
L’amore è il rosso della passione
è il rosso del tuo cuore;
L’amore è l’arancione del romanticismo
è l’arancione della tua pelle;
L’amore è il giallo della gelosia
è il giallo dei tuoi capelli biondi;
L’amore è il verde della speranza
è il verde dei tuoi occhi;
L’amore è il blu del mare mosso
è il blu del tuo animo;
L’amore è l’indaco della fatalità
è l’indaco del tuo charme e del tuo pathos;
L’amore è il violetto dell’affettività
è il violetto del tuo tenue afflato e del tuo eros.

                              II

L’amore è libertà perché quando
decidi di scegliere ...

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LA VITA NON È SOGNO (Integrale). 1946 – 1948 di S. QUASIMODO.

LA VITA NON È SOGNO (Integrale).
1946 – 1948 di S. Quasimodo
I

La settima opera poetica di Salvatore Quasimodo continua la svolta ormai irreversibile avvenuta con la sesta opera poetica Giorno dopo giorno, la quale inaugurava la poesia civile e corale del poeta. Quasimodo abbandonava ormai definitivamente i temi e il linguaggio della poesia ermetica e utilizzava le idee scritte sul primo discorso sulla poesia “POESIA CONTEMPORANEA (1946)”, Quasimodo è ormai nella scia dell’uomo nuovo, dell’uomo da rifare come scriveva nella conclusione di quel primo scritto. Anche nel secondo scritto sulla poesia “L’UOMO E LA POESIA (1946)”, Quasimodo riprendeva e riaffermava l’importanza della svolta etica e della poesia che poteva vincere il dolore e portare la verità al popolo...

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Introduzione al libro poetico “LA VITA NON È SOGNO” di Salvatore Quasimodo.

Introduzione al libro poetico (parte centrale).
“LA VITA NON È SOGNO” di Salvatore Quasimodo.

Nella prima poesia LAMENTO PER IL SUD, Quasimodo vede ora il Sud non come una terra felice, un eden a cui vuole ritornare, ma ora Quasimodo vede il Sud per quello che è: un territorio e una regione piena di povertà e di ingiustizia sociale, perché dominata dalla malaria, dall’arretratezza economica e dai fanciulli disoccupati che sono costretti a vivere, all’addiaccio, in mezzo alle montagne. E qui Quasimodo, descrivendo questa scena, sembra anticipare la strage di Portella della Ginestra...

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