Una analisi della poesia “L’Assiuolo” di Giovanni Pascoli.

Una analisi della poesia
“L’Assiuolo” di Giovanni Pascoli.

La poesia è la poesia numero 95 di Myricae, fu scritta nel 1897 e pubblicata nella IV edizione di Myricae del 1897.

Testo della poesia

Dov’era la luna? Ché il cielo
notava in un’alba di perla,
ed ergersi il mandorlo e il melo
parevano a meglio vederla.
Venivano soffi di lampi
da un nero di nubi laggiù;
veniva una voce dai campi:
chiù…

Le stelle lucevano rare
tra mezzo alla nebbia di latte:
sentivo il cullare del mare,
sentivo un fru fru tra le fratte;
sentivo nel cuore un sussulto,
com’eco d’un grido che fu.
Sonava lontano il singulto:
chiù…

Su tutte le lucide vette
tremava un sospiro di vento:
squassavano le cavallette
finissimi sistri d’argento
(tintinni a invisibili porte
che forse non s’aprono più?);
e c’era quel pia...

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Un’analisi della poesia “X agosto” di Giovanni Pascoli.

Un’analisi della poesia
“X agosto” di Giovanni Pascoli.

La poesia, X agosto, è la poesia numero 80 di Myricae e fu scritta da Pascoli nel 1896 e pubblicata nella IV edizione di Myricae del 1897.

Testo della poesia

San Lorenzo, io lo so perché tanto
di stelle per l’aria tranquilla
arde e cade, perché si gran pianto
nel concavo cielo sfavilla.

Ritornava una rondine al tetto:
l’uccisero: cadde tra spini:
ella aveva nel becco un insetto:
la cena dei suoi rondinini.

Ora è là come in croce, che tende
quel verme a quel cielo lontano;
e il suo nido è nell’ombra, che attende,
che pigola sempre più piano.

Anche un uomo tornava al suo nido:
l’uccisero: disse: Perdono;
e restò negli aperti occhi un grido
portava due bambole in dono…

Ora là, nella casa romita,
lo aspettano, aspettano in...

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Una analisi dell’opera poetica “Canti di Castelvecchio” di Giovanni Pascoli.

Una analisi dell’opera poetica
“Canti di Castelvecchio”
di Giovanni Pascoli.

Un’altra grande opera poetica di Giovanni Pascoli è “Canti di Castelvecchio”. Il libro fu pubblicato per la prima volta nell’aprile del 1903 e la seconda edizione è dell’agosto dello stesso anno. La terza edizione è del 1905 accresciuta di tre poesie; la quarta edizione è del 1907 con l’aggiunta della poesia “Viatico”; la quinta è del 1910 ed in questa apparve in appendice “Diario autunnale” e la sesta uscì nel 1912 e fu l’ultima curata dal poeta ed uscita postuma. Infine la settima edizione uscì nel 1914 a cura della sorella Maria, la quale aggiunse altre due poesie: “Il compagno dei taglialegna” (poesia nr. 4) e “La capinera” (poesia nr. 21)...

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Le poesie refrattarie dall’opera poetica “Lasciami, non trattenermi” di Mario Luzi.

Le poesie refrattarie dall’opera poetica
“Lasciami, non trattenermi”
di Mario Luzi.

I
Introduzione e presentazione dell’opera poetica.

L’ultima, grande, bellissima, straordinaria, opera poetica di Mario Luzi “Lasciami, non trattenermi” pubblicata postuma nel 2009 (Garzanti editore), non finisce mai di stupire neanche a distanza di 10 anni dalla sua pubblicazione. Io, B. C., nel rintracciare le ultime poesie del grande poeta toscano, mi sono accorto che alcune di esse non appartenevano a nessuna tematica già svolta e analizzata da me, nelle mie precedenti recensioni poetiche. Poiché, dunque, queste ultime poesie ritrovate da me non appartenevano a nessuna tematica già rilevata, io, B. C...

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Una analisi dell’opera poetica Myricae di Giovanni Pascoli.

Una analisi dell’opera poetica
Myricae di Giovanni Pascoli.

La prima raccolta poetica di Giovanni Pascoli è “Myricae”. Il titolo della raccolta (che è il nome latino delle tamerici, piccoli arbusti comuni sulle spiagge) riprende un verso di Virgilio (Egloga IV, 2: “Arbusta iuvant, humilesque myricae”), che Pascoli mette come epigrafe all’inizio della raccolta. Pascoli stesso spiega il significato e la scelta di questo titolo: “Myricae è la parola che usa Virgilio per indicare i suoi carmi bucolici: poesia che si eleva poco da terra – humilis”. Il titolo Myricae apparve per la prima volta come titolo di un gruppo di 9 poesie pubblicate il 10 – agosto 1890.
La prima edizione di Myricae è luglio 1891 e comprendeva 22 poesie.
La seconda edizione è gennaio 1892 e comprendev...

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Una breve biografia di Pascoli Giovanni e alcune sue opere poetiche.

Una breve biografia di Pascoli Giovanni
e alcune sue opere poetiche.

Giovanni Pascoli nacque a San Mauro di Romagna in provincia di Forlì il 31 dicembre 1855 da Ruggero Pascoli e da Caterina Alloccatelli Vincenzi, quarto di 10 figli. Il padre era l’amministratore della tenuta agricola “La Torre” della nobile famiglia Torlonia, originaria di Roma. Nel 1862 Giovanni Pascoli insieme ai fratelli Giacomo e Luigi entrò nel collegio “Raffaello” di Urbino, diretto dai padri Scolopi, e vi rimase fino al 1871. Il 10 agosto del 1867 il padre Ruggero Pascoli fu ucciso con una fucilata mentre tornava in calesse da Cesena a San Mauro. Gli autori del delitto non furono mai arrestati, anche se molti indizi accusavano un mandante e due esecutori...

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Le poesie autobiografiche di Mario Luzi. Dall’opera poetica “Lasciami, non trattenermi”.

Le poesie autobiografiche di Mario Luzi.
Dall’opera poetica “Lasciami, non trattenermi”.
I

Introduzione e presentazione dell’opera poetica.

L’ultima opera poetica, straordinaria e strabiliante, di Mario Luzi è stata, sicuramente, “Lasciami, non trattenermi” (Garzanti editori. Pubblicata postuma 2009), composta tra il 2002 e il 2005, anno della improvvisa morte del poeta...

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Il mio giudizio critico personale su “La tregua” di Primo Levi.

Il mio giudizio critico personale
su La tregua di Primo Levi.

Io (Biagio Carrubba) trovo il racconto – testimonianza La tregua, insieme a “Se questo è un uomo”, un romanzo completo, esaustivo, bello, armonico, istruttivo, pedagogico, moralmente alto, e trovo che i due aspetti della testimonianza e del racconto sono entrambi necessari l’un l’altro al successo finale del romanzo. La testimonianza è importante per non dimenticare l’obbrobrio commesso e per non ricaderci un’altra volta, cosi come riscriverà ancora Levi nell’ultima sua opera saggistica “I sommersi e i salvati” del 1986...

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La continuità e le differenze fra “La tregua” e “Se questo è un Uomo” di Primo Levi.

La continuità e le differenze fra “La tregua”
e “Se questo è un Uomo” di Primo Levi.

I

La tregua è la reale continuazione di “Se questo è un Uomo” in quanto racconta il viaggio di ritorno da Auschwitz a Torino, che effettivamente Levi compì dal 27 gennaio 1945 al 19 ottobre 1945. Ora “La tregua” presenta elementi strutturali di continuità con “Se questo è un Uomo”, ma presenta anche altri elementi costitutivi in diversi aspetti che si differenziano con “Se questo è un Uomo”.

Gli elementi di continuità sono.
1) Il linguaggio dei due racconti è simile: lucido, chiaro, preciso, nitido, lineare, geometrico, uniforme, coeso, fatto di parole di un italiano colto e alto, pieno di parole forbite che formano un registro linguistico robusto e massiccio, ampio e note...

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Una sintesi del racconto – testimonianza “La tregua” di Primo Levi.

Una sintesi del racconto – testimonianza
“La tregua” di Primo Levi.

Io, B. C., propongo, con voluttà e diletto, una sintesi del bel libro “La tregua” di Primo Levi.

I° Capitolo. Il disgelo.
Nel primo capitolo, Levi racconta e descrive il momento del giorno 27 gennaio 1945, quando Levi e il suo amico Charles, mentre stavano trasportando alla fossa comune il corpo morto di Somogyi, il primo dei morti fra i compagni di camera, scorsero da lontano la prima pattuglia di soldati russi: “Erano quattro giovani soldati a cavallo che procedevano guardinghi, coi mitragliatori imbracciati, lungo la strada che limitava il campo” (pagina 10). Subito dopo loro due rientrarono nel campo e lo dissero agli altri prigionieri...

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