La primavera siciliana

L'arrivo della Primavera

Come può il poeta/non alzare un bel canto alla Primavera
Meleagro

Si preannuncia con nuovi colori la dolce Primavera.
Esci e vedi il giallo brillante della mimosa in fiore,
guarda con stupore il glicine, le fresie e i papaveri rossi;
osserva con meraviglia le calle e le margherite bianche e gialle.

Sopraggiunge lieve, leggera, soave la primavera
in ogni parte del nostro territorio montuoso:
sui colli, sui prati, sui laghetti, sul mare,
dopo il breve, cupo, tedioso e ombroso inverno.

Arriva aspettata, desiderata, agognata la primavera
con i suoi frutti gustosi e con i suoi dolci saporiti
con le ciliegie, le albicocche, le fragole e le nespole
che riempiono i banchetti, le case e le nostre cucine.

Le giornate, in primavera, si allungano a vista d’occhio;
l’aria chiara, limpida, tiepida, il...

Leggi tutto

I più bei epigrammi di Meleagro di Gadara (Dall’Antologia Palatina)

Gadara

Meleagro di Gadara nacque intorno al 130 a.C. a Gadara, in Siria. In gioventù si trasferì nella città di Tiro dove soggiornò per molti anni; ed infine negli ultimi anni andò a Cos dove morì intorno al 60 a.C.. Meleagro fu tra i primi poeti a raccogliere gli epigrammi precedenti a lui in una nuova antologia da lui chiamata Corona (o Ghirlanda) dato che ogni poeta veniva paragonato ad un fiore di una corona. Il proemio alla sua ghirlanda si trova nel quarto libro dell’Antologia Palatina. Meleagro fu soprattutto un poeta di epigrammi amorosi, erotici ed omoerotici. Per questo motivo Meleagro, in parte, si ricollega agli epigrammi di Asclepiade di Samo.
Meleagro stesso racconta la sua vita, in sintesi, nell’epigramma del settimo libro dell’Antologia Palatina.

Mia nutrice fu la città d...

Leggi tutto

Se Dio gioca con i coriandoli…

Coriandoli in cielo

Se le Muse avessero voluto parlare latino,
avrebbero parlato con la lingua di Plauto”

Elio Stilone

Se Dio dovesse scegliere la lingua
con la quale dirci,
quando avverrà la fine della Terra,
quale linguaggio sceglierebbe?
L’italiano, il tedesco o il cinese?
O un’altra lingua sconosciuta?
Se un italiano, o un tedesco od un cinese
volesse dire a Dio,
quando scenderà dal suo cielo
per finire e definire il nostro universo,
quali parole adopererebbe per dirglielo?!!!

Ci sarà, forse, una nuova torre di Babele?
Qualcuno riuscirà a parlarGli chiaro
a farsi capire e a farsi spiegare da Lui
perché ha creato questo po’ po’ di universo
infinito, grandioso, perpetuo
destinato a perire o a restare in eterno?
Certo la vita umana, bestiale e feroce,
continuerà ad essere uno scherzo e una far...

Leggi tutto

I più bei epigrammi di Asclepiade di Samo (Dall’Antologia Palatina)

Copertina del volume dell'Antologia Palatina che si occupa degli epigrammi erotici

Asclepiade nacque a Samo intorno al 320 a.C., in gioventù si trasferì ad Alessandria d’Egitto. Fu molto noto durante la sua vita e fu elogiato da Teocrito. Callimaco lo considerava un suo avversario e lo inserì tra i “Telchini”. Scrisse molti componimenti lirici ed è rimasto famoso perché Asclepiade diede vita al metro che prende il suo nome “Asclepiadeo maggiore e minore”. Si può affermare, con certezza, che Asclepiade fu un poeta d’amore perché tutti i suoi epigrammi sono incentrati sull’eros. Infatti, Asclepiade declina l’amore in molte sue manifestazioni: la passione, l’entusiasmo, la noia e il piacere erotico.

Fra i più bei epigrammi di Asclepiade spicca, sicuramente, per ironia e simpatia, quello dedicato ai pericoli della vita.
Nevica, grandina, suscita foschìa,

Leggi tutto

I più bei epigrammi di Leonida di Taranto (dall’Antologia Palatina)

Copertina della traduzione di Leonida di Taranto, a cura di Salvatore Quasimodo

Leonida di Taranto nacque intorno al 320 a.C. Scrisse molti epigrammi che sono riportati nell’Antologia Palatina. Intorno al 272 a.C. si trasferì in Epiro alla corte del Re Pirro, quindi raggiunse il Peloponneso, passò in Asia Minore e forse arrivò fino ad Alessandria d’Egitto. Morì intorno al 260 a.C..
Gli argomenti dei suoi epigrammi sono molteplici: alcuni autobiografici che richiamano la tristezza del suo girovagare ed il lamento di morire fuori dalla sua patria, come si deduce dal suo epitafio:

Molto lontano dormo dalla Terra
d’Italia e dalla mia patria, Taranto.
Questo è per me più amaro della morte.
Tale è la vana vita di ogni nomade.
Ma le Muse mi amarono, e per tutte
le mie sventure mi diedero in cambio
la dolcezza del miele.
Il nome di Leonida non è morto.
I doni dell...

Leggi tutto

I più bei epigrammi di Callimaco (Dall’Antologia Palatina)

Antologia Palatina

Callimaco nacque a Cirene sulla costa dell’Egitto, intorno al 310 a.C.. Si vantava di discendere da Batto, antenato fondatore di Cirene. Callimaco, da giovane, si recò ad Alessandria d’Egitto, poi distintosi per la sua cultura iniziò a lavorare alla corte di Tolomeo II Filadelfo (283-246 a.C.) con l’incarico di catalogare i libri della Biblioteca di Alessandria. Dopo la morte del faraone Tolomeo II, lavorò anche per il figlio, Tolomeo III Evergete per la cui moglie, Berenice , Callimaco compose una famosa elegia dal titolo “La chioma Berenice” (245 a.C.) ed un Epinicio nel 244 a.C. Callimaco morì ad Alessandria d’Egitto intorno al 240 a.C.. La Suda (opera che riporta le vite degli antichi scrittori greci e latini) afferma che Callimaco fu autore di oltre 800 rotoli.
Le opere più im...

Leggi tutto

La poesia degli epigrammi.

Antologia Palatina

Con l’inizio dell’età ellenistica (323 a.C.-31 a.C.) si aprì la fase storica definita Ellenismo che aveva il greco come lingua comune (Koiné o lingua parlata) in tutte le monarchie nate dopo la morte di Alessandro Magno (10 giugno 323 a.C.). Dopo le grandi battaglie tra i vari diadochi (successori) nacquero i grandi regni post-greci tra cui si formarono:
il regno di Siria (con capitale Antiochia), il regno di Macedonia (con capitale Pella), il regno d’Egitto (con capitale Alessandria), il regno di Pergamo (con capitale Pergamo), il regno di Battriana (con capitale Battriana). In questi nuovi regni nacquero e si diffusero nuove filosofie elaborate dai più importanti filosofi dell’epoca: Epicuro, Zenone, Pirrone etc...

Leggi tutto

Breve sintesi dell’Eneide (Quarta Parte: Libri X, XI e XII)

Duello finale tra Turno ed Enea

Introduzione alla quarta parte.
Gli ultimi tre libri dell’Eneide hanno un solo tema: descrivere la progressione e lo sviluppo della guerra che si svolge fra Troiani ed Etruschi da una parte e Rutuli e Latini dall’altra parte.
I tre libri (X, XI e XII) svolgono in progress, in un intreccio fra divino e umano, tutti gli episodi di eroismo e le aristie dei combattenti prima di arrivare al duello finale tra Enea e Turno. Enea ha tutto il favore dalla sua parte: gli dei, ad eccezione della potente Giunone, il Fato, il Superfato (riferito al Princeps), l’età di Enea (35/40 anni) per contro l’età di Turno (20/25 anni), la maturità e la lucidità di Enea per contro l’impulsività e l’irruenza di Turno, che preso dal suo furore accetta il duello finale con Enea...

Leggi tutto

Breve sintesi dell’Eneide (Terza Parte: Libri VII, VIII e IX)

Le avventure di Enea

Introduzione alle terza parte.

Il settimo libro apre la seconda esade dell’Eneide: l’esade iliadica. Il modello di riferimento non è più l’Odissea, anche se rimane sempre presente a Virgilio, ma l’Iliade. Enea, partito da Cartagine, prosegue il suo viaggio e arriva nel Lazio, come i greci, partiti dalla Grecia, arrivarono a Troia.
Enea, fin dall’inizio, si presenta come il conquistatore di un nuovo territorio per la sua gente, anche se si presenta con un atteggiamento di uomo pietoso e con il ramoscello di ulivo. Insomma Enea è già un altro Achille mentre Turno, che si crede un altro Achille, sarà spodestato sia dalla sua fidanzata, sia dal suo regno; quindi Turno sarà, in effetti, un altro Ettore che vuole difendere l’Italia e Lavinia...

Leggi tutto

Breve sintesi dell’Eneide (Seconda Parte: Libri IV, V e VI)

Copertina Eneide

Introduzione alla seconda parte.

Con il IV libro comincia la seconda parte della prima esade dell’Eneide; forse la più bella dell’intera opera. I primi sei libri dell’Eneide (prima esade), come si sa, corrispondono e sintetizzano l’Odissea, mentre la seconda esade sintetizza l’Iliade. L’inaspettato suicidio di Didone nel IV libro, l’annuncio di Anchise ad Enea di scendere nell’Ade nel V libro e la grandiosa discesa di Enea negli inferi nel VI libro fanno dei primi sei libri un’opera innovativa e più moderna rispetto ai classici dell’Odissea e dell’Iliade di Omero.
Inoltre Virgilio, nella descrizione e nella discesa negli inferi, tiene conto sicuramente non solo di Omero ma anche di Tito Lucrezio Caro e di Apollonio Rodio...

Leggi tutto