LA BELLEZZA DELLA POESIA LATINA (16). Dall’opera “L’ars Amatoria” di Publio Ovidio Nasone (43 a.C. / 17 d.C.), brani scelti sull’Arte di sedurre e di far all’amore.

Introduzione

L’Arte di amare è un poemetto didattico, composto di tre libri e scritto in distici elegiaci, che ha come tema dominante l’arte della seduzione e delle concquiste amorose. L’arte di amare si differenzia molto dall’opera precedente di Ovidio, Amores. Infatti, Ovidio, mentre negli Amores, era al pari dei poeti elegiaci, un poeta innamorato; ora, invece, nell’Arte di amare è un maestro d’amore (praeceptor Amoris), che impartisce i suoi precetti d’amore sia ai giovani, sia alle fanciulle romane. Ovidio, in qualità di maestro d’amore e come esperto nell’arte della seduzione, si mostra imparziale ed equo sia nei confronti dei giovani e sia nei confronti delle giovani romane...

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LA BELLEZZA DELLA POESIA LATINA (15). DAGLI “AMORES” DI OVIDIO ( 43 a.C. – 17 d.C. ), LE PIU’ BELLE ELEGIE, DEDICATE, ISPIRATE E CENTRATE SU CORINNA

Elegie per Corinna

Amores

Biografia di Publio Ovidio Nasone (Publius Ovidi Nasonis).

Publio Ovidio Nasone nacque a Sulmona nel 43 a.C. nel territorio dei Peligni, (Abruzzo) da una agiata e antica famiglia equestre. Da fanciullo studiò retorica a Roma insieme al fratello maggiore di un anno, che morì prematuramente. Ovidio, invece, si dedicò quasi subito alla poesia perché, come scrisse, gli veniva facile scrivere in versi. Intorno al 20 a. C. pubblicò la sua prima opera poetica con il titolo Amores che gli diede molta notorietà e ricchezza. Subito dopo frequentò il circolo poetico di Messalla Corvino, dove conobbe Tibullo e altri poeti del circolo. Poi entrò a far parte del circolo poetico di Mecenate e quindi frequentò anche la corte di Cesare Ottaviano Augusto...

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LA BELLEZZA DELLA POESIA LATINA (14). DALLE “ELEGIE” DI SESTO PROPERZIO (50 a.C. – 15 a.C.). LE ELEGIE PIU’ BELLE DEDICATE, ISPIRATE E CENTRATE SU CINZIA.

ELEGIE DI PROPERZIO.

BIOGRAFIA DI PROPERZIO.
Sesto Properzio nacque ad Assisi intorno al 50 a.C., da famiglia agiata appartenente alla classe equestre. Da giovane si trasferì a Roma dove entrò in contatto con il circolo di poeti neoterici suoi coetanei, tra cui il giovane Tullo, nipote di L.V. Tullo che fu Console con Ottaviano nel 33 a.C. e con il quale entrò in stretta amicizia. A Roma Properzio conobbe una donna, una liberta, di cui si innamorò subito e che la seguì per cinque anni. Il vero nome di Cinzia era, però, Hostia. Da questa esperienza amorosa, Properzio scrisse il suo primo libro di elegie nel 29 a.C. e pubblicato nel 28 a.C....

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LA BELLEZZA DELLA POESIA LATINA (13). DA “I CANTI” di G. V. CATULLO (84 a.C. – 54 a.C.). I CARMI PIU’ BELLI DEDICATI, ISPIRATI E CENTRATI SU LESBIA.

CARMI DI CATULLO.

Introduzione.

La poesia latina, dopo gli inizi storici con Ennio e con Lucilio, ricominciò, alla grande, con i poeti neoterici e con il bel canzoniere di Gaio Valerio Catullo che, per fortuna, ci è pervenuto per intero. E’ un canzoniere lirico – amoroso dettato a Catullo dal suo amore e dalla sua passione per la giovane amante, di nome Clodia, già sposata con Metello Celere, ma che Catullo chiama col nome di Lesbia, in onore e in omaggio alla poetessa greca Saffo. Il canzoniere, che ha per titolo “I CANTI”, contiene anche tanti altri bei carmi ispirati e centrati su altri temi, come: l’amicizia, la società civile, il Carpe Diem, i canti di nozze e la politica a lui contemporanea...

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LA BELLEZZA DELLA POESIA LATINA (12). DAL “CORPUS TIBULLIANUM” LE ELEGIE D’AMORE DI SULPICIA,(I SEC. a.C.) NIPOTE DI M.V. MESSALLA CORVINO (64 a.C. – 8 d.C.).

ELEGIE DI SULPICIA

Introduzione

Il “CORPUS TIBULLIANUM” è composto da 4 libri, poi riuniti in 3 libri dagli amanuensi che trascrissero l’intero Corpus poetico elegiaco di Tibullo. Il primo e il secondo libro sono composti dalle elegie di Albio Tibullo (50 a.C. – 18 a.C.).
Il terzo libro, quello unificato, comprende, invece, le elegie di un poeta sconosciuto di nome Ligdamo. Dopo queste elegie vi è il “Panegyricus Messallae” di autore ignoto. Seguono poi le “ELEGIE SULL’AMORE DI SULPICIA”, e le elegie di Sulpicia. Ma è facile comprendere che tutte le elegie che riguardano Sulpicia sono scritte o da Sulpicia stessa oppure da un altro poeta che parla con la voce di Sulpicia.
Io, Biagio Carrubba, credo che a comporre tutte le elegie sia stata Sulpicia stessa che parla in prima p...

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LA BELLEZZA DELLA POESIA LATINA (11). “ELEGIE DELLA VECCHIAIA”, di MASSIMIANO, ILLUSTRE POETA SCONOSCIUTO DEL VI SEC. d.C.

Il componimento poetico “Elegie della vecchiaia” è stato scritto, in latino, quasi sicuramente, tra il 545 e 555 d.C. dal poeta elegiaco “Massimiano” come lui stesso si auto nomina nella IV elegia dell’opera poetica. Gli studiosi ammettono anche altre date di composizione, ma la data più probante rimane questo decennio. Il componimento poetico è composto di 6 elegie di varia lunghezza.
La prima elegia è composta da 292 versi;
la seconda elegia è composta da 74 versi;
la terza elegia è composta da 94 versi;
la quarta elegia è composta da 60 versi;
la quinta elegia è composta da 154 versi;
la sesta elegia è composta da 12 versi.
Tutte le elegie sono scritte in distici elegiaci.
Il tema dell’opera poetica è La vecchiaia del protagonista Massimiano, il quale racconta la sua vi...

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LA BELLEZZA DELLA POESIA LATINA (10). LA POESIA DI A.M. SEVERINO BOEZIO, L’ULTIMO GRANDE FILOSOFO DEL VI SEC. d.C.

La “Consolatio Philosophiae” è stata l’ultima grande opera filosofica della cultura latina, scritta in latino, da Severino Boezio (n. 475-480 d.C., m. 524 d.C.).
In questa opera poetica-filosofica Boezio espone ed esprime tutto il suo pensiero filosofico e riesce a sintetizzare le tre grandi filosofie a lui antecedenti: la filosofia greca, la filosofia romana e la filosofia cristiana. Boezio parte dalla sua condizione di prigioniero, ingiustamente accusato dall’Imperatore Teodorico e tradotto nel carcere di Pavia, dove scrive per l’appunto “La consolazione della filosofia”. Per questo motivo, Boezio fa parte di tutti i filosofi uccisi dal potere politico: a cominciare da Socrate, Seneca e tanti altri fino a lui. Gli viene in soccorso la Filosofia che lo aiuta a superare l’ingiusta...

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LE MIE ULTIME FOTO, MOLTO IMPORTANTI, RITROVATE PER CASO E PUBBLICATE CON PIACERE.

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Modica 07/ 05/ 2016                                                                 Prof. Biagio Carrubba

 

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Cos’è la poesia.

Ma continuano a vivere i tuoi versi: su di essi Ade,
il ladrone spietato, non potrà allungare la mano.
(da Ad Eraclito–Poesia di Callimaco – vv. 5 e 6.
Traduzione di Giuseppe Zanetto).
I
La poesia è, innanzitutto, una effezione artistica-creativa della mente umana. La poesia è anche una produzione critica-riflessiva basata sulla distinzione di parole e langue. La parole è l’aspetto individuale e creativo del linguaggio e dipende dalle variazioni attuate da ciascun parlante; la parole è, quindi, l’esecuzione personale; è un atto di volontà e di intelligenza...

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LA BELLEZZA DELLA POESIA LATINA ( 9 ). POESIE LATINE SULLE ROSE, FIORE SIMBOLO DI VENERE, DEA DELLA BELLEZZA E DELL’AMORE.

Introduzione.

L’Anthologia latina (VI sec. d.C. ), per fortuna, ha raccolto e conservato una buona quantità di poesie sulle rose, fiore simbolo di Venere, dea della bellezza e dell’amore. La raccolta delle poesie inizia con una poesia di Floro, poeta del II sec. d.C., contemporaneo e amico dell’Imperatore Adriano, con il quale ebbe anche uno scambio epistolare e poetico. La poesia di Floro inaugura il florilegio di poesie sulle rose che rappresentano e simboleggiano la giovinezza e la bellezza della vita che rapidamente fugge via, portandosi con sé le gioie e l’amore della gioventù. Da questa considerazione vistosa e nota a ciascun uomo nasce la prima poesia parenetica di Floro, a cui seguono altre poesie dello stesso argomento, dello stesso stile e dello stesso messaggio poetico...

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