1
Io, B. C., dico e affermo che la Premier Meloni, dopo la grande vittoria dei “NO” e dopo la sonora sconfitta dei “SI”, ha detto e ha affermato che lei non si vuole dimettere dal suo governo, ma che vuole andare avanti, pensando e proponendo, anche, di raggiungere l’obbiettivo della riforma elettorale. Io, B. C., dico e affermo, inoltre, che alla Premier Meloni, in questo referendum di marzo 2026, non è bastato e non è stato sufficiente, per vincere il referendum, la sua solita maschera, di trucco e di cosmesi, con la quale nasconde il suo viso, triste e pallido, perché i giovani, questa volta, non si sono fatti ingannare, né sedurre, né dai suoi finti capelli biondi e né dal suo viso liscio e tondo; anzi, la maggioranza dei giovani elettori non ha votato per lei, né per il suo partito FdI. Infatti, la maggioranza dei giovani elettori, che è andata a votare, ha votato per il “NO”, facendo vincere, così, la coalizione di centro sinistra che difendeva la Costituzione italiana e la Democrazia. Io, B. C., penso, reputo e giudico che l’importanza dei giovani, che hanno votato “NO”, si vede e si è vista dal fatto che, nel 2022, i giovani elettori hanno votato per la Meloni e non hanno dato nessun voto alla Schlein. Invece, i giovani elettori e una buona parte di astensionisti, nell’ultimo referendum del 2026, non hanno votato per la Meloni, ma hanno dato il loro voto alla Schlein, determinando, così, la vittoria del “NO” e la grande vittoria della Democrazia. Io, B. C., penso, reputo e giudico, inoltre, che la Premier Meloni, dopo la sconfitta dei “SI”, punta, soprattutto, ad affermare la sua rivincita, ma anche la sua ripicca, la sua rabbia, la sua protervia e la sua superbia per la sconfitta ricevuta. Insomma, io, B. C., penso, reputo e giudico che la Premier Meloni vuole vincere la battaglia del suo governo proponendo la sua riforma elettorale, chiamata “Stabilicum”, sia alla commissione elettorale, sia a tutto il Parlamento e sia, anche, al tutto il popolo italiano. Infatti, la Premier Meloni ha proposto la sua riforma elettorale con l’intenzione e con l’intendimento di truffare gli italiani, come già era accaduto, prima con la legge Acerbo (n. 2444 del 18 novembre 1923), e poi con la legge truffa, legge 31 marzo 1953, n. 148 (meglio nota come legge truffa dall’appellativo usato durante la campagna elettorale di quell’anno) del 1953, presentata dal relatore Mario Scelba. La riforma elettorale, cioè lo “Stabilicum”, della Premier Meloni e del suo governo di centro destraprevede e prescrive che la coalizione di partiti che raggiunge il 40% dei voti, ottiene, automaticamente, il premio di maggioranza equivalente al 15% di voti in più. Quindi, con un solo colpo, la coalizione di maggioranza otterrebbe una maggioranza del 55% di Deputati e di Senatori, il che equivarrebbe ad avere nel Parlamento una maggioranza schiacciante e un governo assoluto, sotto la nuova Duce che verrebbe scelta dalla coalizione di maggioranza vincente. È facile immaginare che la Premier Meloni, con questa riforma elettorale, pensa, spera e immagina di vincere le prossime elezioni del 2027. Quindi, la Premier Meloni spera di essere riconfermata e di diventare la nuova Duce per altri 5 o anche 10 anni di governo e di autocrazia, sotto il suo potere personale.
2
Io, B. C., dico e affermo che la Premier Meloni, con questa assurda riforma elettorale, mostra, ancora una volta, il vezzo dei dittatori, come Giulio Casere e come Napoleone Bonaparte, i quali, ambedue i dittatori, proposero una elezione al capo di Stato che avesse la forma della dittatura a vita. Ma, com’è noto, sia Giulio Cesare e sia Napoleone Bonaparte, non furono mai eletti a dittatori a vita, anzi, i due dittatori, fecero una brutta e violenta fine. Giulio Cesare fu ucciso sotto i pugnali dei suoi nemici repubblicani; Napoleone Bonaparte finì la sua vita politica, statale e militare sotto le cannonate degli inglesi e morì, sconsolato e solo, nella lontana e sperduta isola africana di Sant’Elena. Io, B. C., penso, reputo e giudico, inoltre, che l’appropriarsi del 15% di voti in più, senza passare dalle elezioni del popolo, è un furto di voti, di Deputati e di Senatori. Ora, mentre, nel 1840, il filosofo francese Pierre-Joseph Proudhon, affermò e proclamò che la proprietà è un furto, oggi, io, B. C., dico, affermo e asserisco che il premio di maggioranza del 15%, voluto e previsto dalla riforma elettorale della Premier Meloni, è un furto, vero e proprio, ai danni di tutta la Democrazia italiana, di tutti gli altri partiti politici e di tutto il popolo italiano. Infatti, io, B. C., dico e affermo che, sia tutti i partiti politici, sia la Democrazia italiana e sia l’intero popolo italiano, oltre a subire la beffa e l’inganno di essere truffati e ingannati, dalla nana, finta bionda, ignorante, antitaliana, antidemocratica, neo e post fascista Premier Meloni e dal suo governo, gli italiani subirebbero, anche, il danno, ingente e irrecuperabile, di vedere, sia il Parlamento italiano e sia lo Stato italiano, trasformati e cambiati, sotto i loro occhi, impotenti e increduli, attoniti e stralunati. Inoltre, gli italiani stenterebbero a credere che la nana, finta bionda, ignorante, antidemocratica e antitaliana Premier Meloni riuscirebbe nell’obbiettivo di trasformare l’Italia, da nazione, “giardino d’Europa” nella nazione brutta e arida d’Europa. Inoltre, io, B. C., penso, reputo e sono sicuro che gli italiani non vogliono che la Premier Meloni riuscirebbe a realizzare l’obiettivo e il sogno dei due suoi predecessori: Gianfranco Fini e Giorgio Almirante, i quali hanno sognato di trasformare l’Italia in uno Stato post fascista, senza mai riuscirci. Io, B. C., penso, reputo e giudico che sia il Parlamento italiano e sia il governo italiano, se la Premier Meloni facesse approvare e promulgare la sua riforma elettorale lo “Stabilicum”, così e com’è, passerebbero e si trasformerebbero, dall’attuale Repubblica italiana, liberale e antifascista, e si trasformerebbero e degenererebbero in uno Stato totalitario fascista, antidemocratico e antiliberale, a danno e a beffa di tutti gli elettori e di tutto il popolo democratico italiano. In conclusione, io, B. C., dico e affermo che la legge della riforma elettorale, lo Stabilicum, presentata dalla Premier Meloni e da tutto il governo di centro destra, è una legge elettorale iniqua, truffaldina, anticostituzionale, antidemocratica e ingannatrice di tutti gli altri partiti italiani, di tutta la Democrazia italiana e dell’intero popolo italiano.
Modica, 03/04/2026 Prof. Biagio Carrubba







Commenti recenti