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L’inutile “servo encomio” della Premier Meloni.
Io, B. C., penso, reputo e giudico che la Premier Meloni, dando maggiore importanza e maggiore valore soltanto alle forze dell’ordine e alle forze di difesa, sminuisce, diminuisce, riduce, svalorizza e sfigura tutte le altre categorie di lavoratori, i quali, anche loro, invece, contribuiscono, cooperano, collaborano e partecipano a creare, attivamente e collettivamente, il benessere, la cultura e la civiltà di tutto il popolo italiano. Insomma, io, B. C., penso, reputo e osservo che la Premier Meloni, con i suoi encomi e con i suoi elogi alle forze dell’ordine e alle forze armate, crea una diseguaglianza, una difformità, un disaccordo e una discrepanza tra le forze dell’ordine, viste, valorizzate e considerate, come forze superiori, come forze privilegiate e forze raccomandate, cosicché tutte le altre categorie di lavoratori e di cittadini italiani risultano, come classi di lavoratori inferiori, comuni, sminuiti e ordinari, e quindi relegati e valutati, come un insieme di sottoclassi di lavoratori sottopagati, impiegati inferiori, cittadini sminuiti, pensionati svalorizzati, operai precari e giovani disoccupati. Infatti, la Premier Meloni, ormai da anni, si oppone e impedisce alla introduzione del salario minimo, nella produzione industriale e artigianale, creando e producendo, così, un grande danno, una grande immobilità e una grande miseria fra tutti i lavoratori, gli impiegati e gli imprenditori italiani, bloccando, così, di fatto, lo sviluppo agricolo, artigianale e industriale del commercio e dello sviluppo economico, sociale, civile e culturale italiano. Quindi, io, B. C., dico e affermo che la Premier Meloni, ogni volta che ostenta, declama ed enuncia le lodi e gli encomi delle forze di polizia e delle forze armate, si comporta come affermano i famosi versi della poesia “Il 5 maggio” di Alessandro Manzoni, nei quali il Manzoni prendeva le distanze dai seguaci, opportunisti e adulatori, di Napoleone. Infatti, i versi del Manzoni affermano e attestano che il poeta prendeva le distanze dalla codardia e dalla pusillanimità di chi seguiva, volontariamente e pedissequamente, Napoleone Bonaparte.
Ecco i famosi versi della poesia “Il 5 maggio”:
Lui folgorante in solio
vide il mio genio e tacque;
quando, con vece assidua,
cadde, risorse e giacque,
di mille voci al sonito
mista la sua non ha:
vergin di servo encomio
e di codardo oltraggio,
sorge or commosso al subito
sparir di tanto raggio;
e scioglie all’urna un cantico
che forse non morrà.
(Da Il 5 maggio. Versi 13, 24).
Orbene, io, B. C., penso, reputo e giudico che la Premier Meloni, con i suoi encomi e con le sue lodi alle forze dell’ordine e alle forze armate, si comporta come gli adulatori e gli opportunisti, occasionali e superficiali, che lodavano ed encomiavano Napoleone Bonaparte. Invece, io, B. C., penso, reputo e presumo che la Premier Meloni encomi e lodi le forze dell’ordine, le forze armate, l’arma dei carabinieri e tutte le forze di difesa italiane (polizia di confine, polizia ferroviaria, polizia costiera, ecc.) per ingraziarsi, conquistare, accattivarsi, cattivarsi e propiziarsi la simpatia, il feeling e i voti degli alti e medi gradi della polizia, gli alti e medi gradi delle forze armate, degli alti e medi gradi dell’arma dei carabinieri e tutti gli altri alti e medi gradi delle forze di difesa italiane. Io, B. C., invece, non encomiando e non lodando né le forze armate, né il governo della Premier Meloni, sono uguale al poeta A. Manzoni, il quale non mescolò la sua voce di poeta alle lodi e alle adulazioni degli opportunisti verso Bonaparte, per cui, io, B. C., elevo la mia voce poetica, priva di servile omaggio sia al potere politico e sia alla ideologia di destra, sperando che la mia poesia e il mio cantico forse non morranno. Inoltre, io, B. C., innalzo, sollevo e ascendo la mia poesia alla mia indipendenza di pensiero e alla mia libertà, libera e vergine, da ogni condizionamento politico e ideologico, come Alessandro Manzoni dice di sé stesso:
sorge or commosso al subito
sparir di tanto raggio;
e scioglie all’urna un cantico
che forse non morrà.
Insomma, io, B. C., dico e affermo che la Premier Meloni, con i suoi tanti encomi e con le sue tante adulazioni alle forze dell’ordine e alle forze di polizia, è diventata una delle tante voci, opportuniste e ipocrite, che adulano le forze dell’ordine e le forze armate, tanto per farsi bella ai loro occhi, tentando e cercando di ottenere e trarne voti, fiducia e credito verso il suo partito e per sé stessa. Inoltre, io, B. C., dico, affermo e suggerisco alla Meloni di non ripetere più i suoi inutili encomi e di non mostrare più il suo inutile “servo encomio” alle forze di polizia e alle forze armate, perché tutte le forze dell’ordine e le forze armate sanno e conoscono, già, per proprio conto, che il loro principale e fondamentale compito è quello di difendere i confini dell’Italia e di proteggere l’intera popolazione italiana. Infatti, le forze dell’ordine, l’arma dei carabinieri e le forze armate sanno, perfettamente, culturalmente e coscientemente, che il loro dovere-diritto è quello di assicurare e di proteggere tutti i cittadini italiani. Insomma, mentre le forze dell’ordine sono preposte per prevenire e fare rispettare le leggi italiane dalla delinquenza e dai reati interni all’Italia, le forze armate sono predisposte per difendere i cittadini italiani dai potenziali attacchi militari esterni in caso del terzo conflitto mondiale. Quindi, io, B. C., penso, reputo e giudico che è inutile, tedioso, fastidioso, pesante e vano che la Premier Meloni ripeta e replichi, ogni volta, le sue lodi, i suoi encomi e la sua falsa retorica alle forze dell’ordine e alle forze armate, perché i suoi encomi e le sue lodi, inutili e futili, non servono a niente, ma producono e creano, soltanto, confusione, sconcerto, delusione e ingiustizia tra tutti i cittadini italiani.
Modica, 23/12/2025 Prof. Biagio Carrubba








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