N. 2 -“POESIE POSTCONTEMPORANEE 2024” PRIMO ARTICOLO TEORICO, POLITICO E POETICO 2024

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PARAGRAFO N. 2

Io, B. C., penso, reputo e giudico che il linguaggio postcontemporaneo di oggi deve evitare, anche, il linguaggio personale, evanescente e metaforico, della poesia postmoderna, che è nata e si è sviluppata nella seconda metà del ‘900, a partire dal grande poeta toscano Mario Luzi per terminare con la grande poetessa milanese Alda Merini. Invece, io, B. C., penso, reputo e giudico, inoltre, che il linguaggio poetico postcontemporaneo dei poeti postcontemporanei di oggi deve essere composto, prevalentemente e ordinariamente, da un linguaggio chiaro e semplice, ma ricco di una sintassi articolata e manipolata; linguaggio poetico postcontemporaneo capace di adeguarsi e di adattarsi a descrivere, a interpretare e a rappresentare il mondo politico, civile, culturale e scientifico del nostro tempo, cioè del nostro attuale Zeitgeist. Io, B. C., inoltre penso, reputo e giudico che il linguaggio poetico postcontemporaneo deve adoperare poche figure retoriche, pochi tropi e poca simbologia, perché l’uso esagerato di queste figure retoriche devia, corrompe, trasforma e trasfigura l’attuale situazione politica, sociale, civile, politica e culturale del nostro tempo, cioè del nostro Zeitgeist. Infatti, io, B. C., penso, reputo e giudico che il linguaggio poetico tradizionale, ermetico, simbolico e pieno di figure retoriche, disorienti, confonda e devii la comprensione della realtà postcontemporanea agli amanti e ai lettori di poesie. Insomma, i poeti postcontemporanei di oggi devono adoperare un linguaggio aderente, connesso, combaciante e contiguo alla realtà storica, politica, civile, sociale, ideologica, filosofica, scientifica e spirituale di oggi, aggiungendo poco della loro vita personale, privata e intima, parlando poco di introspettivo, esprimendo poco del proprio io e descrivendo poco del proprio ambiente famigliare ed evitando di parlare dei propri sentimenti religiosi. Io, B. C., ho notato, ho studiato e ho osservato che questi ultimi temi e argomenti poetici – vita privata molto introspettiva, molti elementi del proprio io e molti sentimenti religiosi – sono le caratteristiche fondamentali e distintive della poesia contemporanea, nata all’inizio del XXI secolo e tuttora in corso in moltissimi poeti italiani, come il toscano Franco Marcoaldi e due altre poetesse italiane, ancora molto attive in Italia. Invece, io, B. C., penso, reputo e giudico che, mentre i poeti Contemporanei devono tralasciare, per l’appunto, nelle loro poesie, l’aspetto personale, privatistico, famigliare e religioso, i poeti postcontemporanei si devono accontentare di adoperare un linguaggio poetico essenziale, realistico e politico, il quale rappresenti, descriva, indaghi e interpreti l’attuale società postcontemporanea, così complessa e articolata, tutta basata sul linguaggio on line dei computer, dei social media e dell’intelligenza artificiale. Inoltre, io, B. C., penso, reputo e giudico che i poeti postcontemporanei, quindi, possono fare uso, anche, del linguaggio dei computer, dei social media e dell’intelligenza artificiale per avvicinarsi, quanto più possibile, al mondo produttivo, scientifico, culturale, digitale on line e creativo delle nostre care società postcontemporanee, le quali, a loro volta, creano, sviluppano e incrementano lo Zeitgeist del nostro tempo. Inoltre, io, B. C., penso, reputo e giudico che, come la società e la cultura italiana creano, sviluppano, aumentano e incrementano uno Zeitgeist italiano, sociale, politico e culturale del nostro tempo, così i poeti postcontemporanei italiani devono utilizzare un linguaggio poetico personale, realistico ed essenziale che rappresenti, descriva e interpreti lo Zeitgeist italiano. Inoltre, i poeti postcontemporanei di tutto il mondo devono sapere, anche, rappresentare, descrivere, indagare e interpretare lo Zeitgeist internazionale, così come viene creato, sviluppato e incrementato da tutte le nazioni del mondo. Io, B. C., per continuare e chiarire, ancora una volta, il linguaggio poetico postcontemporaneo, suggerisco un altro consiglio per quanto riguarda la forma del linguaggio poetico postcontemporaneo che io stesso uso e adopero nelle mie poesie postcontemporanee che ho scritto e composto in questo libro, teorico, politico e poetico del 2024. Infatti tutte le mie poesie postcontemporanee, presentate in questo libro, hanno la stessa forma e cioè hanno una stesura, che parte dalla metà della pagina e la cui scrittura prosegue tutta allineata e compatta a destra, senza interruzione dei versi poetici, così come avviene, invece, nella poesia classica tradizionale (1800 – 1980), poi nella poesia postmoderna (1980 – 2005) e, infine, nella poesia postcontemporanea (2005 – 2024).

Modica, 27/04/2024 Prof. Biagio Carrubba

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