N. 7

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IO, B. C., DESIDERO L’ATEISMO.

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Elenco di alcuni esempi di cattivi Papi della Chiesa di Roma, che hanno favorito il dominio delle potenze straniere sull’Italia.

Come è noto, la Chiesa di Roma ha sempre svolto una funzione negativa e distruttiva nei confronti dell’Italia. Già Dante Alighieri, nella Divina Commedia e Niccolò Machiavelli, nel Principe, hanno messo in rilievo il ruolo negativo che la Chiesa ha avuto nei confronti dell’Italia. Un esempio, che vale per tutti, è il ruolo negativo che hanno avuto i due Papi francesi, Urbano IV (1261 – 1264) e Clemente IV (1265 – 1278) i quali offrirono il regno di Napoli a Carlo d’Angiò, che scese in Italia ed occupò il regno di Manfredi, cioè il Re della Sicilia e dell’Italia del sud. Carlo d’Angiò scese in Italia nel febbraio del 1265 e, l’anno dopo, Carlo d’Angiò sconfisse Manfredi nella famosa battaglia di Benevento, del 26 febbraio 1266, instaurando e istituendo, così, il dominio francese in tutta l’Italia del sud, ad eccezione della Sicilia che, dopo la guerra dei Vespri siciliani (1282 – 1302), passò nelle mani degli Aragonesi di Spagna. Con la vittoria di Benevento, gli Angioini francesi dominarono l’Italia del sud per quasi due secoli, quando lasciarono il posto agli Aragonesi di Spagna; infatti nel 1442 Alfonso V d’Aragona, sconfiggendo gli angioini, conquistò e diventò Re del regno di Napoli e Re del regno di Spagna. Come è evidente da questi fatti storici, l’invito dei due Papi a Carlo d’Angiò è stata la causa scatenante ed efficiente del dominio straniero in Italia; dominio che continuò dal 1200 fino agli inizi del 1900. Il dominio straniero, in Italia, era, però, già cominciato nel X secolo con il dominio arabo (XI e XII secolo), poi era continuato con il dominio normanno (XII secolo), poi era proseguito con il dominio tedesco di Federico II di Svevia (prima metà del XIII secolo), al quale si sovrappose, per l’appunto, il dominio francese degli Angioini, sostituito poi dal dominio spagnolo. Infine l’Italia subì, anche, il dominio austriaco fino al 1918. Un altro esempio negativo dell’ingerenza della Chiesa di Roma, a sfavore dell’Italia, fu, certamente, la richiesta di Papa Bonifacio VIII, che richiese l’intervento di Carlo di Valois, fratello del Re di Francia, Filippo IV il Bello. Carlo di Valois, nel novembre del 1301, entrò a Firenze, apparentemente come paciere, ma in realtà con il compito di favorire i Guelfi neri e fargli riprendere il potere a Firenze. I Guelfi neri, nel 1302, presero il potere a Firenze e cominciarono a confiscare e a distruggere tutti i beni dei Guelfi bianchi; inoltre i Guelfi neri mandarono in esilio tutti gli esponenti dei Guelfi bianchi, tra cui Dante Alighieri che si trovava sulla via del ritorno da Roma per ritornare a Firenze. Il 27 gennaio 1302 Dante, saputa la notizia della vittoria dei Guelfi neri a Firenze, non fece più ritorno a Firenze e così cominciò la sua vita, disagiata e triste, di esiliato e di girovago, solo e soletto, in molte corti dell’Italia centro settentrionale. Dante Alighieri, durante l’esilio e il girovagare per le corti italiane, ideò, elaborò e cominciò a scrivere e a comporre la celeberrima opera della Divina Commedia (1306 – 1321). Dopo il 1300 i rapporti tra la Chiesa di Roma e gli Stati regionali italiani furono sempre conflittuali e contrastanti fino ad arrivare all’unità d’Italia, nel 1861. Dopo la Breccia Porta Pia, nel 1870, la Chiesa di Roma perse tutti i suoi possedimenti territoriali in Italia, tranne il piccolo territorio dello Stato Vaticano a Roma. Dopo l’instaurazione del regime fascista, nel 1922, il Governo fascista sovvenzionò e tutelò la Chiesa romana, come struttura gerarchica ed ecclesiastica, con i famosi Patti Lateranensi dell’11 febbraio del 1929. Mussolini, quindi, con la sua dittatura fascista, inserì, integrò e sottomise la Chiesa di Roma all’interno del proprio Stato fascista e la soggiogò all’interno del regime fascista; ma ambedue, sia la struttura ecclesiastica e sia lo Stato fascista, ricavavano vantaggi e favori dalla strana e coercitiva alleanza politica ed istituzionale, tra il regime fascista e lo Stato Vaticano. A proposito di fascisti e di Chiesa di Roma, l’altro giorno, io, B. C., ho visto in TV i due capi: la leader del partito del post fascismo e Premier del Governo in carica e il Papa, capo della Chiesa di Roma di oggi. Io, B. C., vedendo i due, uno di fronte all’altra, Papa e Papessa, due brutture gerarchiche e due brutte persone, che si scambiavano moine e gesti affettuosi, cambiai subito canale perché so quanto danno e disastri stanno portando e porteranno all’Italia; e cambiai canale anche per non vedere e non ascoltare queste due figure, bugiarde e ipocrite, così negative e distruttive per l’Italia. Infatti, io, B. C., penso, reputo e giudico che la papessa sia una ignorante cattedratica e una leader bassa di statura e bassa di cultura, quasi una nana, che rappresenta malamente e regressivamente i valori della democrazia italiana. Infatti la leader del partito Fratelli d’Italia, con il suo Governo, sta trasformando lo Stato italiano da Stato democratico e parlamentare in uno Stato repressivo, poliziesco e totalitario, così come fece il suo idolo politico e predecessore Benito Mussolini. Io, B. C., inoltre, penso, reputo e giudico che le idee, involutive e di estrema destra, della leader di Fratelli d’Italia e Premier del Governo italiano siano delle idee retrograde e regressive per gli italiani; idee e controriforme che stanno portando l’Italia ad affiancarsi e a diventare alleata di Stati e di Governi antidemocratici, reazionari e repressivi, come la Polonia e l’Ungheria di Orban. Inoltre, io B. C., penso, reputo e giudico che l’altro, il Papa, sia un pontefice poco aggiornato e inchiodato alle sue idee religiose, antiquate e anacronistiche, che guida la Chiesa cattolica cristiana, gerarchizzata, secondo i suoi giudizi teologici e ideologici, ma senza trasmettere e inviare nessun messaggio di uguaglianza tra tutti i popoli del mondo. Infatti questo Papa non fa altro che ripetere e anteporre il vano nome di Dio in tutti i messaggi e i proclami che lancia dalla sede papale di Città del Vaticano; ma è evidente che questi messaggi e proclami lanciati e letti da piazza san Pietro non producono nessun effetto positivo, come è accaduto per la guerra tra Ucraina e Russia. Infatti, io, B. C., penso, reputo e giudico che questo Pontefice, nonostante i suoi numerosi appelli alla pace tra le due nazioni, continua a sostenere e ad affermare che vuole una pace, vana e inutile, che si dimostra, però, sempre più vana e irraggiungibile tra russi e ucraini. Io, B. C., penso, reputo e presagisco che la pace tra russi e ucraini non verrà subito e sarà determinata soltanto dalle armi e dai soldati in lotta tra di loro sul campo di battaglia. Infine, io, B. C., quando vedo comparire davanti a me un prete o un monaco, una suora o una monaca, mi allontano subito da costoro perché non crederei ad una sola parola di ciò che essi direbbero sulla esistenza di Dio. Infatti, mentre loro dicono, affermano e sostengono l’esistenza di Dio, perché sperano, illusoriamente e ingannevolmente, nella loro resurrezione post mortem, io, B. C., invece, nego, assolutamente e convintamente, l’esistenza di Dio perché sono sicuro che non esiste. Quindi, io, B. C., cercherò, ora, di dimostrare, logicamente e ontologicamente, l’inesistenza di Dio con i miei ragionamenti e con le mie riflessioni, logiche e ontologiche, che, d’ora in poi, io, scriverò e riporterò, nei seguenti paragrafi. Infine, io, B. C., penso, affermo e asserisco, fin da ora, che non ci sarà mai nessuna mia resurrezione dopo la mia morte. Infatti, io, B. C., penso, reputo e affermo che, dopo la mia morte, di me resterà, in un primo tempo soltanto la mia tomba, poi soltanto la polvere delle mie spoglie e infine nient’altro. Ma, io, B. C., penso, reputo e affermo che nemmeno coloro, i quali oggi fanno bella vista di sé nei libri di storia, saranno ricordati perché, alla fine dei tempi, anche loro scompariranno dai libri della storia e dalla faccia della Terra.

Modica, 23/12/2023

Prof. Biagio Carrubba

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