N. 58

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IO, B. C., DESIDERO L’ATEISMO.

Primo elogio dell’ateismo e della vita atea.

Le mie soddisfazioni sui risultati raggiunti di questo libro.

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Io, B. C., penso, reputo e giudico che se tutti i miei ragionamenti fin qui esposti e se l’ultima prova, decisiva e definitiva, e se le mie dimostrazioni, logiche e razionali, fin qui esposte in tutti i paragrafi precedenti, sono giusti e corretti, allora, io, B. C., posso gridare ad alta voce che la miglior vita, quella naturale e mortale, è la vita atea, cioè quella che fa parte della prima dimensione, mentre la seconda dimensione comprende una vita illusoria, ingannevole e falsa, perché fa vivere una dimensione metafisica, mistica e fideistica che non serve a niente e che distorce, degenera e deforma la percezione della vera realtà, naturale e mortale. Per cui, io, B. C., ora, asserisco, pratico e affermo, inoltre, che la migliore vita umana è la vita atea, la quale dà la giusta dimensione e la giusta comprensione della vita naturale e mortale, togliendo ed eliminando le false illusioni che si generano sulla presunta resurrezione della vita, proprio come fanno e vivono gli uomini credenti della seconda dimensione. Inoltre, io, B. C., penso, reputo e giudico che la vita vissuta da ateo sia una vita libera, leggera e franca perché non è condizionata da nessuna sovrastruttura e mentalità metafisica, fideistica e religiosa, condizioni e fattori che opprimono e ossessionano la vita di tutti i giorni per tutti coloro che credono e seguono tutte le varie imposizioni, culti, riti e liturgie di tutte le religioni sparse nel mondo. Detto tutto questo, io, B. C., penso, reputo e giudico che alla fine di questi ultimi paragrafi ho risolto, anche, il piccolo giallo sull’inesistenza di Dio, perché la legge, logica e universale, del secundum non datur nega, rifiuta e confuta l’esistenza di Dio, come dimostrato nei paragrafi precedenti. Io, B. C., inoltre, penso, affermo e asserisco che Dio non ha nessuna esistenza, nessun corpo, né fisico né mentale, non ha nessuna identità, non ha nessuna forma e non ha nessuna voce, perché Dio non esiste, perché secundum non datur. Inoltre, io, B. C., come un detective, che ho indagato e, dopo che ho risolto il caso sull’inesistenza di Dio, alla fine delle indagini, però, non ho trovato il corpo di Dio. Io, B. C., penso, reputo e giudico che, mi sembra logico il fatto che io non abbia trovato il corpo di Dio, perché Dio non esistendo non ha un corpo e quindi non mi è stato possibile trovarlo. La mancanza del corpo di Dio mi fa ricordare, anche, il bellissimo e divertente film dal titolo Il commissario Lo Gatto, interpretato da Lino Banfi, il commissario Lo Gatto. Alla fine della sua indagine, come il commissario Lo Gatto non trova il corpo della vittima perché non c’era stato nessun omicidio, così, anche io, B. C., alla fine delle mie indagini, non ho trovato il corpo di Dio, perché non c’è nessun corpo di Dio nell’universo. Inoltre, io, B. C., voglio e desidero continuare questo paragrafo esprimendo altre due considerazioni. La prima considerazione riguarda tutte le persone che vivono nella seconda dimensione, che credono e seguono la propria religione e il proprio Dio, perché provo tristezza, dispiacere e dolore per queste persone. La seconda considerazione riguarda la fine della mia indagine positiva, che ha avuto successo nello scoprire l’inesistenza di Dio, e, per questo risultato soddisfacente, io, B. C., sono contento e felice per me perché mi sento libero da ogni idea e concetto di Dio. Purtroppo, io, B. C., non avendo trovato il cadavere di Dio, penso, reputo e suppongo che vi saranno altri detective, volenterosi e determinati, che, a loro volta, indagheranno e investigheranno per trovare e sapere dove si trova il cadavere di Dio. Ma, io, B. C., penso, reputo e suppongo che nessuno mai riuscirà a trovare il corpo morto di Dio, poiché Dio non esiste non esiste nemmeno il suo corpo, e quindi nessun detective riuscirà mai a trovarlo sulla faccia della Terra e nemmeno nell’intero universo. Insomma, io, B. C., sono anche contento e felice perché sono riuscito a dimostrare, una volta per tutte, con la prova e la legge, decisiva e definitiva, del secundum non datur di aver dimostrato l’inesistenza di Dio, come volevasi dimostrare all’inizio del mio primo articolo, dove, per l’appunto, indicavo gli obiettivi del libro. Inoltre, io, B. C., mi sento soddisfatto e felice perché ho realizzato il mio scopo e l’obiettivo, principale e fondamentale, di questo libro e della mia esistenza, e cioè quello di contrastare, denigrare, criticare, distruggere ed eliminare tutte le false e opprimenti ideologie religiose e di diffamare, screditare, svalutare e svalorizzare tutte le teocrazie di tutte le religioni del mondo. Infatti, all’inizio del primo paragrafo del libro, io, B. C., avevo, già, scritto, previsto e prescritto che il mio obiettivo da conseguire e da raggiungere della mia esistenza, era quello di risolvere e dare una risposta al mio dubbio esistenziale che consisteva nel risolvere il mio cruccio esistenziale, cioè quello riguardante l’inesistenza di Dio. Infatti, il mio primo articolo era iniziato con questa incoazione e con questa premessa: “Il mio cruccio esistenziale e filosofico è stato, da sempre, fin da quando frequentavo il liceo scientifico di Scicli (1968 – 1973), quello di dimostrare l’Inesistenza di Dio”.

Modica, 26/12/2023

Prof. Biagio Carrubba

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