N. 44

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IO, B. C., DESIDERO L’ATEISMO.

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La mia legge del secundum non datur confrontata con altre leggi della fisica e della storia.

Io, B. C., voglio e desidero chiarire, esplicitare ed espletare la mia legge del secundum non datur, confrontata con la legge della fisica, secondo la quale il tempo va dal passato al presente e non dal presente al passato e secondo l’ipotesi dello storicismo, il quale afferma che i fatti storici non sono reversibili, cioè non si possono ripetere se già sono passati, per cui i filosofi dello storicismo affermano che la storia è irripetibile. La mia legge del secundum non datur vige, vale, perdura ed è in vigore in ogni parte dell’universo, il che esclude, elimina, estromette e rifiuta, ovviamente, non solo un altro universo uguale al nostro, fisico, materiale e cosmologico, ma, soprattutto, esclude, anche, la realtà che sta sopra o aldilà del nostro universo. Per questo motivo, io, B. C., penso, reputo e affermo che la mia legge del secundum non datur esclude, elimina, estromette e rifiuta la possibilità che ci possa essere un luogo o uno spazio fisico, dove possa risiedere Dio, sia come logos, o pensiero di pensiero e sia come persona, viva e vegeta.

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Confronto della mia legge del secundum non datur con la legge della fisica del tempo che va sempre in avanti e con l’ipotesi dello storicismo secondo il quale la storia non si ripete.

Come una legge della fisica constata che il tempo va dal passato al presente e non dal presente al passato, ma è una legge che tutta l’umanità osserva e constata ogni minuto in ogni parte del mondo, come i fatti umani appena trascorsi diventano fatti storici, in quanto fanno parte del passato, i quali fatti non si possono più ripetere e quindi sono irreversibili, così anche la mia legge del secundum non datur è una legge universale che riguarda sia la logica e sia la metafisica. Infatti, io, B. C., penso, reputo e giudico che nessun oggetto può clonare o creare sé stesso, o auto crearsi, tranne l’universo, il quale si è creato da sé stesso per autogenesi, ma è rimasto sempre un solo oggetto unico. Mentre Dio non può auto clonarsi, perché se si auto clona nasce un altro clone o doppione uguale al primo, per cui ci sarebbero due oggetti uguali, Dio creatore e Dio creato, ma in sostanza uguali, ma sarebbero due oggetti. Ma siccome due oggetti uguali non hanno senso, così Dio creatore non può creare Dio creato, perché secondo la mia legge del secundum non datur, cioè il secondo non si può creare, dato che ogni oggetto non può avere un suo clone o doppione, vano e inutile, ma deve rimanere un oggetto unico e solo. Quindi lo stesso discorso vale per i fatti storici, i quali non possono clonare sé stessi e quindi non si possono ripetere, perché secondo la mia legge del secundum non datur non si possono avere due eventi storici doppioni o clonati, per cui alcuni filosofi dello storicismo hanno affermato, giustamente, che la storia è irripetibile e irreversibile. Infine, io, B. C., penso, reputo e giudico che, ritenendo valida la mia legge del secundum non datur, affermo che Dio, non avendo una origine o un padre clone che lo ha generato o clonato, non esiste e non può esistere.

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Spiegazione della legge Secundum non datur.

L’esistenza di Dio dovrebbe essere generata da Dio stesso, perché Dio crea sé stesso; ma ciò è impossibile perché, Dio, in quanto infinito ed eterno, non può creare un doppione di sé stesso. Infatti questo doppione sarebbe un doppione inutile e vano. Quindi Dio non può creare sé stesso e non può creare nemmeno un altro universo perché sarebbe un doppione a sé stesso, quindi sarebbe un doppione inutile e vano di sé stesso. Inoltre Dio non può diventare creatore dell’universo perché creerebbe un oggetto altro da sé stesso, ma ciò è impossibile per la legge del secundum non datur, la quale prescrive che non possono esistere due oggetti uguali nello stesso tempo, in contemporanea. Io, B. C., inoltre, penso, reputo e sostengo che questa legge vale, vige ed è in vigore in tutto l’universo. Inoltre, io, B. C., penso, ragiono e discerno che Dio non può esistere dal momento che esiste l’universo: l’uno (Dio) esclude l’altro (universo), per la legge del secundum non datur. Secondo questa legge, o c’è Dio o c’è l’universo; ma siccome noi vediamo soltanto l’universo, Dio è escluso. Inoltre, io, B. C., penso, reputo e suppongo che non possono esistere e convivere due esseri contrastanti e opposti fra di loro, per la legge del secundum non datur. Infatti, se Dio avesse creato l’universo sarebbe fuoriuscito da sé stesso e quindi avrebbe perso la sua propria natura divina, la sua perfezione e la sua integrità, il che non è possibile per un Dio che è infinito, perfetto e integro per definizione. D’altronde, io, B. C., penso, reputo e suppongo che mentre l’universo sia nato da sé stesso, per autogenesi, e cioè dalle sue stesse componenti, dalle sue alte temperature e dalle sue energie primordiali; fattori che fusi insieme hanno dato vita allo scoppio del big-bang.

Modica, 23/12/2023

Prof. Biagio Carrubba

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