N. 43

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IO, B. C., DESIDERO L’ATEISMO.

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Fine del terzo argomento. Ecco la mia prima prova, decisiva e principale, che dimostra,

in modo inoppugnabile e incontrovertibile, l’inesistenza di Dio.

Io, B. C., voglio portare ancora un’altra prova e dimostrazione, logica e filogenetica, ma né scientifica e né epistemologica, ancora più certa, tagliente e più convincente, sul tema dell’inesistenza di Dio. Ecco il mio ragionamento, finale e decisivo, per dimostrare, ancora una volta, l’inesistenza di Dio. Qui di seguito, io, B. C., esprimo, dispiego e dipano, ancora una volta, il mio ragionamento personale e decisivo che dimostra, con sicurezza, l’inesistenza di Dio. Io, B. C., penso, immagino e suppongo che, nel nostro universo, ogni cosa, ogni oggetto e ogni particella abbia una propria forma, una propria dimensione e una propria massa, sebbene insignificanti e invisibili, come i quark degli atomi o come il bosone di Peter Higgs. Dunque, io, B. C., penso, immagino e suppongo che anche Dio, come essere infinito, onnisciente e ab aeterno, deve avere una massa, una dimensione e una forma, sebbene siano insignificanti e invisibili. Ma io, B. C., penso, reputo e giudico che se Dio avesse una forma, una dimensione e una massa, sebbene invisibili e insignificanti, sarebbe anche lui composto da forma, dimensione e massa, cioè sarebbe anche lui creato e avrebbe una forma, una dimensione e una massa come tutti gli oggetti e le cose di questo mondo e di questo universo. Io, B. C., penso, immagino e suppongo, però, che Dio non può avere né una forma, né una dimensione e né una massa, sebbene insignificanti e invisibili, perché se avesse una forma, una dimensione e una massa, significherebbe essere già creato da qualcos’altro che gli avrebbe dato, conferito e assegnato sia una forma, sia una dimensione e sia una massa. Quindi, io, B. C., penso, suppongo e ritengo che togliere a Dio la forma, la dimensione e la massa, significa, anche, escludere l’esistenza di Dio. Quindi, siccome io, B. C., non voglio ripetere lo stesso errore di san Tommaso e cioè pensare di spezzare questa catena e dire: siccome non si può procedere all’infinito, bisogna ipotizzare che ci sia un punto di partenza, cioè Dio, l’essere necessario, e pensiero di pensiero, che sia il punto di avvio, e di arrivo, di tutto l’universo e che, a sua volta, abbia la proprietà di dare vita e l’esistenza ad altri oggetti, propongo, come dimostrazione della mia tesi sull’inesistenza di Dio, la nuova ipotesi e cioè l’idea che Dio non esiste perché, io, B. C., penso, presumo e giudico che Dio non abbia né una forma, né una dimensione, né una massa. Dunque, per procedere e sviluppare il ragionamento di questo terzo argomento, io, B. C., penso, immagino e suppongo che la mancanza della forma, la mancanza della dimensione e la mancanza della massa sia il ragionamento capace di togliere, giustificare ed escludere l’esistenza di Dio, per cui, io, B. C., penso e affermo che Dio non esiste. Inoltre, io, B. C., penso, suppongo e immagino che la mancanza della forma, della dimensione e della massa di Dio comprovi e confermi la mia prova, più certa e più razionale, dell’inesistenza di Dio, perché la mancanza della forma, della dimensione e della massa confermano e dimostrano l’inesistenza di Dio. Infatti, se Dio avesse una forma, una dimensione e una massa non sarebbe più ab aeterno, ma sarebbe creato e morituro come ogni cosa e ogni essere del nostro universo. Dunque, io, B. C., continuo questo argomento affermando che Dio non può esistere per la semplice ragione che Dio non può avere né una forma, né una dimensione e né una massa. inoltre, io, B. C., penso, reputo e giudico, ed è ovvio, che nessun oggetto, nessuna cosa e nessun essere può avere una esistenza sua propria se non ha una forma, una dimensione e una massa. Infatti, io, B. C., penso, reputo e suppongo che Dio non esisteva prima del big-bang perché non avendo né forma, né dimensione, né massa era, cioè, un essere vuoto e non poteva nemmeno crearsi dal nulla, non poteva, cioè, auto crearsi, perché per crearsi ci vuole sempre qualcuno che crei qualcos’altro. Ci vuole sempre un Dio padre che crei un Dio figlio, il che è impossibile poiché Dio non può muoversi, in quanto Dio è primo motore immobile. Del resto, io, B. C., immaginando e pensando a questo Dio vuoto, mi viene di fare una semplice somma; infatti, sommando le 3 proprietà (forma, dimensione e massa di Dio) si ottiene la seguente addizione: (mancanza di forma) + (mancanza di dimensione) + (mancanza di massa) = si ottiene il niente e il vuoto. Inoltre, io, B. C., penso che Dio non può avere nessuna forma, nessuna dimensione e nessuna massa e quindi non può avere nemmeno né una propria voce, né un proprio pensiero, perché se avesse tutte queste proprietà sarebbe un oggetto e un essere creato e non eterno, e quindi perituro, il che esclude l’esistenza di Dio. Quindi, io, B. C., affermo e asserisco, ancora una volta, che Dio, non avendo né una forma, né una dimensione, né una massa, né una voce, né un pensiero, non esiste. Quindi, io, B. C., penso, reputo e suppongo che Dio senza le sue proprietà euclidee di forma, dimensione e massa sia il vuoto e quindi Dio, non avendo niente, non ha nemmeno la vita e quindi Dio non esiste. Quindi, io, B. C., escludo, categoricamente, chiaramente e razionalmente, l’esistenza di Dio. Infine, io, B. C., penso, reputo e giudico che una ulteriore prova su questo argomento è data dal fatto che ogni popolo, ogni tribù e ogni gruppo umano, esistenti sul pianeta Terra, abbiano dato e conferito una diversa forma, dimensione e massa al proprio Dio. infine, io, B. C., penso, reputo e giudico che ogni forma del proprio Dio sia stata divergente da tribù a tribù, da popolo a popolo e da epoche storiche diverse a epoche storiche diverse.  Così, Dio, sin dalle prime riflessioni e sin dalle prime rappresentazioni, ha assunto, sempre, una miriade di forme diverse da popolo a popolo e da tribù a tribù diverse.

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Io, B. C., penso, auspico e desidero che il miglior modo possibile di continuare questo libro, ponderato e riflessivo, sul tema dell’inesistenza di Dio, sia quello di dimostrare, una volta per tutte, l’inesistenza di Dio, con altre e decisive riflessioni e considerazioni, culturali, filosofiche e teologiche, le quali dimostrino e avvalorino l’assurdità e l’infondatezza di tutte le religioni e di tutte le confessioni del mondo. Inoltre, io, B. C., penso, auspico e desidero, anche, procedere in questo libro con una dimostrazione, logica e razionale, la quale mostri e dimostri, una volta per tutte, l’assurdità e l’incongruenza della dottrina religiosa della Chiesa Cattolica e Apostolica di Roma. Infatti, il prossimo paragrafo è tutto dedicato alla dimostrazione, logica e razionale, che spieghi e dimostri l’inesistenza di Dio e, quindi, l’inutilità e la pericolosità di tutte le religioni del mondo e di tutte le chiese organizzate e strutturate che servono alla diffusione delle dottrine delle religioni e delle teocrazie del mondo. Infine, io, B. C., per dare e aumentare un po’ di suspense a questo libro, trascriverò e riporterò, anche nei prossimi paragrafi, di questo libro, la prova dimostrativa e decisiva, logica e razionale, la quale, insieme a tutte le altre riflessioni, culturali, filosofiche e teologiche, dimostri, provi, comprovi e avvalori, una volta per tutte, la mia tesi sull’inesistenza di Dio.

Modica, 23/12/2023

Prof. Biagio Carrubba

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