N. 40

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IO, B. C., DESIDERO L’ATEISMO.

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Secondo argomento.

La presunta età di Dio.

Io, B. C., penso, giudico e immagino che un buon Dio non avrebbe mai creato dal nulla un universo così sterminato, complesso, complicato, mastodontico e infinito soltanto per il gusto sadico di voler vedere gli uomini e le donne, i bambini, i giovani e i vecchi, ammalarsi, ferirsi, affliggersi, addolorarsi, ambasciarsi, angosciarsi, morire e crepare, fino alla fine dei tempi. Io, B. C., facendo due semplici conti sull’età di Dio, posso dire che Dio, secondo i calcoli degli scienziati, ha l’età del nostro universo, cioè ha l’età di 13,787 miliardi di anni, con un’incertezza di circa 20 milioni di anni; e siccome gli scienziati calcolano anche che l’espansione dell’universo è a metà della sua estensione si può dire che fra 14 miliardi di anni Dio avrà all’incirca quasi 28 miliardi di anni. Ma io, B. C., penso, immagino e suppongo che 28 miliardi di anni sono una bazzecola rispetto all’eternità di Dio, dato che si suppone che Dio è eterno, ab aeterno! Cioè non ha una data di nascita e non avrà nemmeno una data di morte. Io, B. C., penso, immagino e suppongo che Dio, con la sua prescienza, prima ha immaginato l’universo e poi l’ha creato. Dio, quindi, possiede sia la prescienza, sia la scienza degli uomini e sia la post scienza, cioè già conosce tutto ciò che succederà dopo la scomparsa dell’uomo sulla Terra. Mentre gli uomini conoscono già e conosceranno soltanto la scienza, Dio conosce, già, sia la prescienza, sia la scienza e sia la post scienza, cioè tutto quello che succederà dopo la scomparsa del nostro sistema solare e dell’uomo. Quindi, è facile immaginare e pensare che Dio, già, conosca e abbia, già, in mente come sarà la fine del nostro universo, così come la prevedono gli scienziati. Le due ipotesi sulla fine dell’universo sono: prima ipotesi – collasso dell’universo per implosione (Big Crunch); seconda ipotesi – collasso dell’universo per continua espansione (Big Freeze o Big Chill), la quale espansione provocherebbe un universo troppo freddo per sostenere la vita. A queste due ipotesi, io, B. C., aggiungo anche una mia terza ipotesi della quale io ho già parlato nel paragrafo N. 27, dove, per l’appunto, io ipotizzo e immagino un’altra fine dell’universo e cioè quella che il nostro universo non avrà una fine fisica perché può darsi che il nostro stesso universo possa rinascere dalla sua stessa energia elettrica nucleare, così come è avvenuta all’inizio del nostro universo con il big-bang. Infatti, io, B. C., penso, suppongo e ipotizzo che il nostro universo potrebbe rinascere dalla sua stessa energia primordiale e continuare a espandersi senza limiti di tempo e senza mai estinguersi definitivamente. In questo modo il nostro universo si rinnova e rinasce continuamente dalla sua stessa energia elettrica nucleare che circola all’interno dello stesso universo, così da avere un universo che nasce e si rinnova da sé stesso, così come l’Araba Fenice rinasceva dalle sue stesse ceneri. Inoltre, io, B. C., penso, immagino e suppongo che Dio potrebbe avere in mente, anche l’intenzione e il pensiero di creare, programmare e implementare anche un altro universo creato dopo la fine del nostro universo, e così via potrebbe creare ancora altri universi per l’eternità.

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Inoltre, io, B. C., penso, discerno e suppongo che Dio non abbia avuto bisogno di creare il nostro universo soltanto per avere una maggiore comprensione e una maggiore conoscenza di sé stesso, così come ipotizzò e sostenne, all’inizio del 1800, il filosofo tedesco Georg Wilhelm Friedrich Hegel, il quale pensava e identificava Dio con l’assoluto. Io, B. C., penso, reputo e giudico che l’equazione Dio uguale Assoluto sia una equazione e una equiparazione falsa, errata, sbagliata e fallace; per questo motivo, io, B. C., penso, reputo e giudico che l’idealismo di Hegel sia un idealismo anch’esso falso, perdente e fallimentare. Inoltre, io, B. C., penso, reputo e suppongo che l’universo sia nato, da solo, senza l’intervento e il beneplacito di Dio il quale al momento dell’esplosione del big-bang non c’era ad assistere allo scoppio dell’esplosione, per il semplice motivo che Dio non esisteva né prima né dopo del big-bang. Invece, io, B. C., penso, reputo e suppongo che il big-bang si è auto creato da solo, da sé stesso, per autogenesi, in quanto i suoi elementi primordiali e le forze fondamentali dell’universo si fusero insieme. Poi, le alte temperature, che circolavano al loro interno, provocarono l’esplosione del big-bang. Io, B. C., inoltre, penso, reputo e suppongo che le forze fondamentali dell’universo, che ora guidano l’espansione dell’universo, siano state create dall’esplosione del big-bang e quindi erano interne al big-bang stesso. Allora qualcuno potrebbe chiedermi: che centra Dio con il big-bang? La mia risposta a questa domanda è semplice ed è questa: Dio non esiste; esiste l’idea o il concetto di Dio creato dalla mente umana, così come ho cercato di dimostrare nel paragrafo numero 5 di questo articolo culturale, pragmatico, filosofico e teologico. Inoltre, io, B. C., penso, immagino e suppongo che gli uomini abbiano creato l’idea, e il concetto di Dio, soltanto per avere un punto di appoggio e di partenza alla loro esistenza e per dare un fine alla loro esistenza e uno scopo alla natura, alla Terra e all’universo. Praticamente l’idea di Dio si potrebbe paragonare all’idea di Archimede quando disse: datemi una leva e solleverò il mondo, così anche gli uomini possono dire: dateci un punto di inizio o un crick (cioè un Dio materiato) e avremo, così, la forza per sollevare e capire come funziona la Terra e per sapere quale potrebbe essere la fine di tutto l’universo. Insomma, io, B. C., penso, reputo e giudico che l’idea di Dio, e il concetto di Dio, non sono altro che delle ipotesi fittizie, provvisorie, transitorie e transeunte, le quali escludono la vera esistenza di Dio. Io, B. C., penso, reputo e giudico, inoltre, che l’idea di Dio è soltanto un’ipotesi della mente umana che serve per dare un inizio alla spiegazione del mondo. Come Archimede avrebbe sollevato il mondo con una leva, così la mente umana solleva e tenta di spiegare la vita naturale della Terra e dell’universo, con l’idea, o il concetto di Dio, che farebbe e funzionerebbe da leva, come ipotizzava lo scienziato e matematico Archimede. Infine, io, B. C., concludo questo secondo argomento dicendo e affermando che le due ipotesi, quella della leva di Archimede e l’ipotesi di Dio della mente umana, sono soltanto delle ipotesi fittizie, provvisorie, transitorie e transeunte perché né la leva di Archimede potrebbe sollevare il mondo, né l’idea di Dio potrà mai sollevare e spiegare la vita naturale della Terra e intuire il senso e lo scopo dell’universo. Infine, io, B. C., voglio esprimere ed esplicitare un’ultima considerazione sulla presunta età di Dio. Io, B. C., penso, reputo e giudico che se Dio avesse avuto già un’età, nel momento in cui Lui ideò e decise di dare avvio alla nascita del nostro universo, cioè circa 13,787 miliardi di anni fa, così come hanno appurato ed esaminato gli scienziati di oggi, delle stelle e del big-bang, e considerando che Dio, presumibilmente, morirà quando il nostro universo avrà un’espansione il doppio di oggi, cioè quasi 28 miliardi di anni. Io, B. C., quindi, ne deduco che, se anche Dio ha avuto una data di nascita e avrà una data di morte; sia la data di nascita e sia la data di morte di Dio escludono, ovviamente, logicamente e ontologicamente, l’esistenza stessa di Dio come essere infinito, onnisciente e ab aeterno, perché, essendo dio eterno, non può avere né una data di nascita, né una data di morte.  Inoltre e infine, io, B. C., penso, reputo e giudico che se bisogna immaginare Dio, come un essere perfetto, cioè che contiene in sé stesso la perfezione assoluta in ogni aspetto della sua forma, è anche possibile pensare che Dio non può abbandonare e lasciare la sua perfezione perché se uscisse fuori dalla sua perfezione perderebbe e diminuirebbe la sua perfezione e la sua integrità, quindi non sarebbe più perfetto e integro come si può immaginare e pensare un Dio perfetto e assoluto. Infine, io, B. C., penso, reputo e immagino che si possa sempre immaginare un essere perfetto dato che si può sempre immaginare un essere più perfetto dell’essere perfetto, cioè di Dio.

Modica, 23/12/2023

Prof. Biagio Carrubba

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