N. 4

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IO, B. C., DESIDERO L’ATEISMO.

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Le fake news di san Paolo sulla presunta resurrezione di Gesù Cristo.

Io, B. C., penso, reputo e giudico che tutte le informazioni, le comunicazioni e i giudizi di san Paolo non siano altro che grosse menzogne, grosse invenzioni ingannevoli per convincere i pagani di allora a convertirsi alla nuova religione del cristianesimo. Io, B. C., penso, reputo e giudico che queste affermazioni di san Paolo sono del tutto gratuite, assurde, astruse e irrazionali, perché non hanno nulla di vero e non poggiano su nessuna verità scientifica e perché sono soltanto delle illazioni e dei sofismi inventate da san Paolo. Io, B. C., non sono d’accordo con questo modo di ragionare di san Paolo perché trovo il suo ragionamento un sofisma, cioè una dimostrazione falsa e non vera. Inoltre, io, B. C., penso, reputo e giudico che, come afferma il vocabolario, i sofismi non sono altro che argomentazioni apparentemente valide, ma in realtà sono ragionamenti fallaci e ambigui dovuti e fondati su errori formali linguistici. E infatti, io, B. C., penso, dico e affermo che san Paolo, continuando sullo stesso argomento e cioè sul rapporto essenziale tra la morte di Gesù Cristo e la conseguente e necessaria resurrezione degli uomini, afferma, formula e scrive molti altri sofismi nello stesso capitolo della lettera indirizzata ai Corinzi. Ecco qui di seguito un altro esempio di sofisma, puro e chiaro, dettato, concepito e scritto da san Paolo: “Ma invece Cristo è stato risuscitato dai morti, primizia di quelli che dormono. Poiché, se per un uomo venne la morte, per un uomo c’è anche la risurrezione dei morti; e come tutti muoiono in Adamo, così tutti saranno vivificati in Cristo. Ma ciascuno al suo posto. Prima Cristo, che è la primizia; poi, alla sua venuta, quelli di Cristo; quindi la fine, quando consegnerà il regno a Dio Padre, dopo aver annientato ogni principato, potestà e potenza.” (Dalla prima lettera ai Corinzi. Capitolo XV. Versetti 20 – 24. Dal libro La Bibbia, edizione san Paolo, a cura di Antonio Girlanda. Pagina 1219). Come è evidente, io, B. C., penso, reputo e giudico che san Paolo, con questo ragionamento, sofistico e cavilloso, afferma, ma sbagliando, che la morte e la resurrezione di Gesù Cristo ha come conseguenza necessaria la resurrezione di tutti gli uomini dopo la morte di Gesù Cristo. Io, B. C., penso, reputo e giudico che questo ragionamento sofistico di san Paolo sia sbagliato, falso e fallace per almeno 2 motivi. Il primo motivo consiste nel fatto che il collegamento tra la morte di Gesù Cristo e la resurrezione dei morti è un Ragionamento fittizio, fallace, illogico, arbitrario e irrazionale perché non c’è nessun collegamento, logico e razionale, tra la morte di Gesù Cristo e la conseguente e necessaria resurrezione degli altri uomini. Il secondo motivo consiste nel fatto che dalla morte di Gesù Cristo non è mai risorto nessuno, il che significa che san Paolo mentiva quando pensava che la morte di Gesù Cristo costituisse la rinascita degli uomini. Ma san Paolo, sempre sullo stesso argomento della morte e resurrezione di Gesù Cristo, non si limita ai sofismi già scritti, ma, imperterrito, continua a scrivere altri sofismi come questo: “Così anche la risurrezione dei morti: si semina nella corruzione, si risorge nella incorruttibilità; si semina nello squallore, si risorge nello splendore; si semina nella infermità, si risorge nella potenza; si semina un corpo naturale, risorge un corpo spirituale”. (Dalla prima lettera ai Corinzi. Capitolo XV. Versetti 42 – 44. Dal libro La Bibbia, edizione san Paolo, a cura di Antonio Girlanda. Pagina 1219). Dunque san Paolo ha dato molta importanza e molto peso alla morte e alla resurrezione di Gesù Cristo. Questa importanza, che san Paolo ha attribuito alla morte e alla resurrezione di Gesù Cristo, è ribadita anche del curatore dalla nota a piè di pagina, il quale afferma: “Cristo è resuscitato: questa realtà è per Paolo il fondamento di tutta la visione cristiana della vita, presente e futura”. (Dal libro La Bibbia, edizione san Paolo, a cura di Antonio Girlanda. Pagina 1219).  Per questa considerazione del curatore, io, B. C., penso, reputo e giudico, inoltre, che anche quest’altro ragionamento sofistico di san Paolo non sia altro che un altro sofisma, netto, pulito e chiaro di san Paolo, per almeno 2 motivi.

Il primo motivo consiste nel fatto che tra la morte fisica di Gesù Cristo e la conseguente e necessaria resurrezione fisica degli altri uomini non c’è nessuna connessione logica e non c’è nessun collegamento necessario tra la resurrezione di Gesù Cristo e la resurrezione degli uomini dopo la loro morte. Io, B. C., penso, reputo e giudico, inoltre, che come non c’è stata la resurrezione fisica di Gesù Cristo non ci sono state nemmeno le resurrezioni fisiche degli altri uomini, morti dopo la morte naturale.

Il secondo motivo consiste nel fatto che non c’è nessun collegamento tra morte naturale e la morte spirituale, per cui tutte le trasformazioni e le metamorfosi indicate e descritte da san Paolo sono trasformazioni fallaci, false e bugiarde, inverosimili e inattendibili. Infatti, io, B. C., penso, reputo e giudico che tutte le lettere di san Paolo sono piene di ragionamenti sofistici; inoltre, io, B. C., penso che, non sono solo le lettere di san Paolo sono zeppe di ragionamenti sofistici e di illazioni, ma l’intera Bibbia è costruita e composta da immagini e ragionamenti falsi e bugiardi. Inoltre, io, B. C., per continuare questo paragrafo di questo libro, culturale e teorico, penso, reputo, giudico e voglio precisare e dichiarare che non è stato, soltanto, san Paolo a scrivere fandonie e fregnacce nel fondare e giustificare la nuova religione del cristianesimo. Io, B. C., penso, reputo e affermo che anche tutti gli altri fondatori e assertori di nuove religioni sono dei pensatori e dei visionari, falsi e imbroglioni, come Gesù Cristo o Maometto, come Budda o Zarathustra, che hanno immaginato e fantasticato un nuovo e falso Dio e hanno fondato, durante la loro vita, le nuove chiese per ingannare, abbindolare, illudere, truffare, raggirare e circuire le popolazioni che li hanno ascoltati, creduti e seguiti. Inoltre, io, B. C., penso, reputo e giudico che la vera colpa del successo delle nuove religioni sia dovuta a tutte le popolazioni di creduloni, di stolti e di pecoroni, che hanno creduto, che hanno ascoltato, che hanno obbedito, che hanno assecondato, che hanno seguito ed eseguito e hanno messo in pratica tutti i culti e tutte le liturgie e hanno adempiuto a tutte le dottrine delle chiese di origine e di appartenenza dei fondatori e assertori delle nuove religioni. Io, B. C., penso, reputo e ritengo che alcuni di questi visionari e di questi fondatori di nuove religioni hanno soltanto predicato, a voce, le loro idee religiose, come Gesù Cristo, mentre altri fondatori delle nuove religioni hanno, anche, scritto dei libri pseudo sacri, come Maometto, il quale dettò il suo insegnamento e la sua dottrina ai suoi amici scribi. Poi, com’è noto, alla morte di Maometto, i suoi amici e i suoi seguaci scrissero il vero e proprio Corano, sul quale, poi, è stata creata la religione dell’Islam. Anche gli altri testi base pseudo sacri delle nuove religioni sono serviti per creare ed edificare le loro chiese, istituzionali, giuridiche e amministrative. Io, B. C., penso, reputo e affermo, però, che la nascita, lo sviluppo e il successo delle nuove chiese siano dovute all’ignoranza e alla fede del popolo minuto, il quale, pur di credere e di sperare nella resurrezione, dopo la loro morte, hanno creduto, acriticamente e corrivamente, a tutte le parole e a tutti gli scritti dei nuovi fondatori delle nuove religioni. Per questo motivo, io, B. C., do la colpa della nascita e della genesi delle nuove chiese non solo all’attività di predicazione, di scrittura e di composizione di questi visionari e fondatori di nuove religioni, ma, soprattutto, penso, immagino e ipotizzo che la maggior colpa del successo delle nuove religioni sia da attribuirsi, però, all’ignoranza delle masse e del popolo bue. Infatti, io, B. C., penso, reputo e giudico che la gente comune, le masse e il popolo, pur di sperare, di credere nella loro resurrezione, dopo la loro morte, credono, si assoggettano, obbediscono ed eseguono tutti i culti, tutti i riti e tutte le liturgie che la chiesa, di origine e di appartenenza, impone, comanda e ingiunge a tutti i fedeli, i seguaci e adepti, di partecipare, seguire e mettere in pratica tutti i culti, i riti e le liturgie come loro impegno e come loro prova affinché dimostrino di credere e di seguire il Dio inventato e fantasticato da ogni visionario religioso e da ogni fondatore metafisico che ha trasmesso la visione di un Dio che non esiste, assicurando ai salvati e ai beati, come contraccambio e come premio, la loro rinascita, dopo la loro morte, e garantendo loro la vita eterna nel Paradiso o in un luogo ameno o in un giardino fiorito, accanto a Dio. Ma, io, B. C., dico, affermo e asserisco che non c’è e non ci sarà nessun paradiso né nessun giardino fiorito che accoglierà le anime degli uomini, dopo la loro morte, perché non c’è nessun Dio che esiste, che non ha creato né il mondo e né l’universo, e non ha creato nemmeno il Paradiso e nemmeno un giardino fiorito dove accogliere le anime dei salvati. Infine, io, B. C., penso, reputo e affermo che l’unica cosa, che c’è dopo la morte degli uomini, è la tomba.

Modica, 23/12/2023

Prof. Biagio Carrubba

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