N. 31

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IO, B. C., DESIDERO L’ATEISMO.

1

La mia weltanschauung. 

Io, B. C., personalmente, non riesco ad immaginarmi di entrare in un monastero e di restarci per più di 5 minuti. Infatti, io, B. C., all’idea di entrare e stare dentro un monastero, per un’intera giornata, impazzirei dopo 5 minuti di silenzio, di raccoglimento e di isolamento che si vede e si respira in un qualsiasi monastero del mondo. Io, B. C., non potrei mai pensare di alzarmi la mattina e pregare; fare colazione e pregare; uscire dal monastero e pregare; pranzare e pregare; passeggiare e pregare; rientrare e pregare; cenare e pregare; spogliarmi e pregare; coricarmi e pregare e avere come chiodo fisso il pensiero unico del Dio dei cristiani. Per me, la vita dei monaci e delle suore, che vivono dentro monasteri, conventi o chiese di qualsiasi religione del mondo, è un’esistenza sprecata, sacrificata e vana, perché dedicata a un Dio che non esiste. Inoltre, io, B. C., poiché sono ateo, non credo e non seguo la Chiesa cristiana e cattolica di Roma perché sorretta dai Vangeli e da altri vari testi pseudo sacri, come Gli atti degli Apostoli di san Luca, come l’Apocalisse di san Giovanni e come le lettere di san Paolo. Infatti, io, B. C., penso, reputo e giudico che questi testi pseudo religiosi siano dei testi pseudo sacri e pieni di menzogne e ricolme di patacche e di fandonie. Io, B. C., penso, reputo e giudico che tutte le fandonie, le bugie, le patacche e le sofisticazioni contenute in questi testi pseudo sacri non assicurano e non danno nessuna garanzia sulla resurrezione dei corpi dopo la loro morte. Inoltre, io, B. C., penso, giudico e affermo che, per fortuna, la maggioranza della gente odia la vita dei monasteri e se ne sta libera, fuori da essi, mentre qualche centinaio di milioni di uomini e donne, sparsi in tutto il mondo, si fanno abbindolare e ingannare da questi testi pseudo sacri e si rinchiudono dentro le celle dei monasteri rendendo la propria vita infelice, disgraziata, monca, unilaterale, vuota, aberrante, perversa, alienante e quindi poco più che inservibile. Io, B. C., riporto qui di seguito il brano del Vangelo nel quale Gesù invita i suoi discepoli a seguirlo: “Allora Gesù disse ai suoi discepoli: <<Se uno vuol venire dietro a me, rinneghi sé stesso, prenda la sua croce e mi segua. Poiché chi vuol salvare la propria vita la perderà; chi invece perderà la propria vita a causa mia, la troverà>>” (Dal Vangelo san Matteo, capitolo 16, versetti 24 – 25. Pagina 1062). Io, B. C., personalmente, penso, suppongo e immagino che, se oggi un pseudo profeta, che si proclamasse figlio di Dio, mi dicesse di rinnegare me stesso e di rinunciare alla mia famiglia, per seguire lui, il quale, parlando di un Dio qualsiasi, promettesse la resurrezione e la vita eterna dopo la morte, io lo lascerei e lo abbandonerei all’istante perché non potrei mai abbandonare la mia vita e la mia famiglia per le promesse e le lusinghe, illusorie e ingannevoli, di un ciarlatano, chiaramente invasato dal pensiero di Dio. Inoltre, io, B. C., penso, reputo e discerno che se i monaci, le suore e i preti scelgono la strada ecclesiastica di farsi monaci, suore e preti soltanto per avere letto e seguito questo comandamento di Gesù, io, B. C., penso, reputo e suppongo che questi monaci, suore e preti sono, veramente, degli schiocchi, degli ingenui e degli idealisti perché non si può scegliere una vita così sacrificata e isolata per fare piacere e compiacere a un Dio che non esiste. Insomma, io, B. C., mi comporterei come il giovane ricco che non seguì Gesù per non abbandonare e lasciare i sui beni. Ecco il brano del Vangelo nel quale il giovane ricco decide di non seguire e di non accettare l’invito di Gesù. “Gesù a lui: <<Se vuoi essere perfetto, va’, vendi quello che hai e dallo ai poveri, e avrai un tesoro in cielo: poi vieni e seguimi>>. All’udir ciò, il giovane se ne andò afflitto, poiché aveva molte ricchezze”. (Dal Vangelo san Matteo. Capitolo 19. Versetti 21 – 22. Pagina 1065). Io, B. C., sono sicuro, immagino e suppongo che, come me e come il giovane ricco, oggi giorno, farebbero la stessa cosa miliardi di persone che, sicuramente, non rinuncerebbero alla propria vita, alla propria famiglia e ai propri beni per seguire un predicatore e un millantatore invasato da Dio. infatti, io, B. C., penso, reputo e giudico che se, oggi, un qualunque giovane religioso venisse a chiederci, a noi uomini e donne postcontemporanei, di seguirlo, in nome di un Dio qualsiasi, io, B. C., penso, immagino e suppongo che nessun uomo e nessuna donna di questo mondo lo seguirebbe, anzi lo guarderebbe con occhi, biechi e maligni, e lo caccerebbe a pedate nel sedere. Inoltre, io, B. C., penso, reputo, giudico e suppongo che non ci sia nessun uomo e nessuna donna a questo mondo che possa rinunciare e rinnegare sé stesso per vivere una vita isolata e sacrificata e per seguire un invito e un comandamento inutile, alienante, vano, superficiale e inconsistente. Inoltre, io, B. C., penso, giudico e affermo che le religioni, il sacro e le fedi siano e costituiscano dei preconcetti mentali e linguistici che inficiano, invalidano, contraddicono e screditano il modo di guardare, osservare, contemplare e studiare la bellezza della natura e delle stelle. Infatti, secondo i religiosi e gli apostoli del sacro e della fede, la bellezza della natura e delle stelle è dovuta alla generosità e alla bontà del suo creatore, o Dio o Allah, come si preferisce chiamarlo, mentre io, B. C., penso, giudico, discerno e suppongo che la bellezza della natura, delle stelle e dell’intero universo sia dovuta alla materia stessa e sia insita, innata, congenita, connaturale e connaturata alla materia stessa che ha creato ogni cosa vivente nell’universo, conosciuto e non conosciuto, visibile e invisibile. Quindi, io, B. C., infine, penso, giudico e affermo che, per tutte le mie considerazioni e le mie riflessioni, espresse e manifestate in questo lungo paragrafo, filosofico e teologico, antireligioso e anti fideistico, bisogna rinnegare, abiurare e fare la palinodia di ogni forma di religione, di ogni forma di sacro, di ogni forma di fede e di ogni forma di confessione religiosa. Io, B. C., a conclusione di questo paragrafo, filosofico e teologico, voglio riportare e far conoscere una bellissima poesia di Bertolt Brecht che, in sintesi, spiega e illustra la mia weltanschauung sulla religione e sull’inesistenza di Dio. Infatti, io, B. C., penso, reputo e giudico che Dio non abbia creato il mondo soltanto per creare degli uomini che soffrono, si ammalano e muoiono. Su questo punto, io, B.C., non oso pensare e non posso supporre che Dio abbia creato gli uomini soltanto per vederli soffrire, ammalare, ambasciarsi e morire e soltanto per il gusto e il piacere di farli morire. Infine, io, B. C., penso, reputo e suppongo che gli uomini muoiono come tutti gli animali e come tutti gli esseri viventi su questa Terra. Infine, io, B. C., sono sicuro che, dopo l’esizio globale di tutti gli esseri animati e inanimati del mondo, non vi sarà più nessuna resurrezione e non vi sarà nessun Dio che accoglierà i buoni nel Paradiso e non vi sarà anche nessun Dio che manderà i cattivi all’Inferno, come è scritto e previsto nell’Apocalisse di san Giovanni evangelista (Apocalisse capitolo 20. Versi 11-15. Capitolo 21. Versi 1-8). Invece, io, B. C., sono sicuro, affermo e asserisco che, dopo la morte, gli uomini muoiono per sempre, così come, alla fine del nostro universo, moriranno anche tutti gli animali, domestici, mansueti e feroci del mondo. Ecco il bellissimo testo poetico di Brecht.

Gegen Verfuhrung

                                                           Contro la seduzione

                                                                                   1

                                                           Non lasciatevi traviare!

                                                           Non ritorna più nessuno.

                                                           Il giorno è al limitare;

                                                           il vento della notte potete fiutare:

                                                           non viene l’altra mattina.

                                                                                   2

                                                           Non lasciatevi ingannare

                                                           che la vita sia poca cosa.

                                                           Bevetela a rapide sorsate!

                                                           Non vi potrà bastare

                                                           quando dovrete andarvene!

                                                                                   3

                                                           Non lasciatevi consolare!

                                                           Di tempo, non ne avete troppo!

                                                           Lasciate il marcio a chi è redento.

                                                           La vita è il bene più immenso:

                                                           non è più vostra, dopo.

                                                                                   4

                                                           Non lasciatevi traviare

                                                           a sgobbo e logoramento!

                                                           La paura, come vi può ancora toccare!

                                                           Con tutte le bestie dovete morire

                                                           e dopo non viene più niente.

Infine, io, B. C., per tutti questi motivi e per tutte queste mie riflessioni, sopra esposte, atee e laiche, penso, dico e affermo che, da quando ho cominciato a invecchiare, il mio Ateismo è divenuto sempre più ateo, più sicuro, arcigno e feroce. In conseguenza di questa mia convinzione morale e sociale, io, B. C., mi fa piacere rivolgermi a tutti gli atei del mondo e a tutta la gente del mondo e prego tutti coloro che mi vogliono dare ascolto di seguire questi miei ultimi appelli finali, riportati e trascritti nel prossimo paragrafo.

Modica, 23/12/2023

Prof. Biagio Carrubba

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