N. 3

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IO, B. C., DESIDERO L’ATEISMO.

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La grande bugia e la grande falsità di san Luca, quando racconta la caduta dal cavallo di san Paolo e la sua conversione al cristianesimo.

Con questo nuovo paragrafo N.3, io B. C., avviso i lettori che inizio e do vita ad una nuova serie di paragrafi, i quali, pur rientrando nel tema generale dell’inesistenza di Dio, contengono alcune mie riflessioni, alcune mie considerazioni e alcune mie digressioni, varie e variegate, le quali esprimono ed esplicano il mio pensiero su alcuni temi particolari e collaterali al tema centrale e fondamentale del libro. Inoltre, io, B. C., voglio precisare che le mie riflessioni e le mie considerazioni vertono su temi e argomenti molto diversi e vari tra di loro; riflessioni che vanno dalla stretta attualità politica italiana ad alcune mie considerazioni personali su alcuni fatti storici, oppure dalla poesia alla letteratura, ed inoltre, anche, dalla logica all’astronomia o, anche, raccontando fatti particolari e singolari del mio paese. Inoltre mi fa molto piacere aver citato, anche, alcuni titoli di film a me molto cari. Ovviamente, io, B. C., analizzo e commento, enormemente e grandemente, molti brani della Divina Commedia, molti brani dei Vangeli e molti lacerti delle Lettere di san Paolo. Io, B. C., preciso che tutto questo girovagare e arzigogolare su tanti argomenti, vari e diversi fra di loro, hanno lo scopo di alleggerire e di rendere più sorprendente il tema generale di questo libro, che rimane sempre quello dell’inesistenza di Dio. Quindi, d’ora in poi i lettori troveranno dei paragrafi che per argomento, tema e stile sono molto diversi fra di loro e, nel loro susseguirsi, non seguono argomenti contigui e collegati fra di loro, passando, per l’appunto, da un argomento all’altro, senza soluzione di continuità, ma sempre seguendo il filo logico del tema generale, l’inesistenza di Dio. Insomma, io, B. C., avverto i lettori che, d’ora in avanti, troveranno dei paragrafi che si discostano molto sia dai paragrafi precedenti e sia da quelli che seguono, creando così un gioco variopinto e multicolore per dare una maggiore suspense, una maggiore sorpresa e una maggiore curiosità, tra un argomento e un altro e tra un paragrafo e un altro, ai lettori. Inoltre, io, B. C., voglio precisare e avvisare i lettori che dovranno armarsi di pazienza per seguire il filo logico delle mie argomentazioni distribuito nei vari paragrafi, i quali, per temi e per stile, possono andare davanti oppure ritornare ad argomenti già composti e approfonditi prima in paragrafi precedenti, per cui si crea un gioco di luci ad intermittenza che si accendono e si spengono in base all’argomento già trattato in precedenza o rispetto a quello che segue. In ultimo, io, B. C. voglio precisare, ancora una volta, ai lettori che questo mio modo di scrivere tutti i vari paragrafi dipende dal fatto che, come ho scritto nella prima pagina del libro, il mio modo di scrivere e di pensare, che passa di palo in frasca, asseconda il mio estro fantasioso e segue, anche, il mio umore, variabile e umbratile, della giornata. 

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Io, B. C., penso, reputo e ritengo, anche, che tutte le Lettere, scritte da san Paolo alle comunità religiose cristiane del suo tempo, non siano altro che lettere retoriche, utopistiche e consolatorie, inventate ed elaborate di sana pianta dal neofita, ma molto furbo e colto, san Paolo. Io, B. C., dopo aver letto tutte le Lettere di san Paolo, penso, reputo e giudico che queste Lettere sono piene di sofismi e di illazioni, le quali si possono definire, con un linguaggio contemporaneo, lettere ricolme di fake news, perché contengono bufale, notizie false, notizie fasulle o pseudonotizie e contengono, anche, informazioni false e fuorvianti. Io, B. C., penso, reputo e giudico che le Lettere di san Paolo, false e fuorvianti, ebbero molto successo, tanto che indussero diversi pagani e alcuni ebrei, nel corso dei secoli, a convertirsi e ad accettare la nuova religione del cristianesimo. Inoltre, le Lettere di san Paolo diventarono il testo fondamentale, religioso e cristiano, teologico e filosofico, di base per tutti gli intellettuali pagani che si convertirono al cristianesimo, come Lattanzio, san Girolamo e, soprattutto, sant’Agostino di Ippona, e molti altri. Inoltre, io, B. C., giudico che queste lettere non siano altro che delle vere e proprie fandonie eccelse e delle menzogne elaborate e circostanziate da san Paolo, che era un nuovo seguace, focoso e istruito, della religione cristiana. San Paolo indirizzò le sue Lettere sia ai suoi conoscenti, come la Lettera a Tito, e sia a tutte le incerte, esigue e fragili comunità cristiane del suo periodo, come la Lettera ai Romani e come la Lettera agli ebrei. Come è noto, san Paolo fece molti viaggi in molte città, della Siria e della Grecia, per predicare e insegnare la nuova religione del cristianesimo alle nascenti, fragili, esigue e incerte comunità cristiane. Io, B. C., penso, reputo e suppongo che ogni volta che san Paolo ritornava da un viaggio, con il quale aveva visitato le varie comunità, come la comunità di Corinto, come la comunità di Efeso, come la comunità di Colosse, come la comunità di Tassalonica, inviava a queste nuove e nascenti comunità cristiane le sue Lettere, sia per ricordare la nuova dottrina del cristianesimo e sia per tranquillizzare e rassicurare i vari capi di queste comunità cristiane sulla verità del cristianesimo. Per tutti questi viaggi e per tutte queste attività, frenetiche e intense, di insegnamento della catechesi cristiana, san Paolo è stato definito Apostolo dei Gentili (Appellativo derivato dal latino biblico gentes, gentiles), perché, così, san Paolo chiamava Gentili tutte le genti politeiste e monoteiste che non appartenevano alle sue nuove comunità nascenti cristiane. Inoltre, io, B. C., penso, reputo e giudico che la prima fandonia che riguarda san Paolo sia proprio la sua caduta da cavallo, nella quale lui sentì la voce di Gesù Cristo. L’episodio della caduta dal cavallo di san Paolo è raccontato, descritto e narrato da san Luca nel suo libro Atti degli apostoli. Ecco le parole di san Luca: “(Saulo) strada facendo, mentre stava avvicinandosi a Damasco, d’improvviso una luce dal cielo gli sfolgorò d’intorno: caduto da cavallo, udì una voce che gli diceva:<<Saulo, Saulo, perché mi perseguiti?>>. Egli rispose: <<Chi sei, o Signore?>>. E quegli:<<Io sono Gesù che tu perseguiti; ma alzati in piedi, entra nella città e ti sarà detto ciò che devi fare.>> … Saulo si alzò da terra e, aperti gli occhi, non poteva vedere nulla. Allora, prendendolo per mano, lo condussero a Damasco>>. (Da La Bibbia. EDITORE SAN PAOLO –  a cura di Antonio Girlanda. –Lacerto tratto dagli Atti degli apostoli, capitolo 9, versetti 3 – 8. Pagina 1167). Io, B. C., penso, reputo e giudico che la voce di Gesù Cristo che richiama san Paolo, sulla via di Damasco, al cristianesimo non sia altro che una grande bufala e una grande fantasia costruite ad arte per razionalizzare e giustificare sé stesso e di giustificare e di razionalizzare la conversione di san Paolo al cristianesimo. Io, B. C., penso, reputo e giudico, in primis, che tutte le bufale, le balle e le fandonie, che sono contenute nelle lettere di san Paolo, spiegano, in parte, la nascita del cristianesimo, perché i Gentili e i neoconvertiti cristiani credettero, ingenuamente e illusoriamente, a tutte le bufale, alle fandonie e alle fake news che il furbo, scaltro, malizioso e maldicente san Paolo scrisse nelle sue Lettere. Io, B. C., penso, reputo e giudico che, al di là dell’importanza storica di san Paolo, dovuta alle sue Lettere, la religione cristiana è, certamente, una religione assurda, inverosimile e priva di ogni razionalità. Ma, il cristianesimo, con il passare dei secoli, grazie alle balle e alle fandonie contenute nei 4 Vangeli e alle balle e alle menzogne contenute nelle lettere di san Paolo, ebbe una grande visibilità e una grande credibilità tra i poveri e i diseredati pagani del suo tempo, i quali, abitando e vivendo nel mondo latino, sotto l’Impero Romano, si convertirono in massa, nel corso di 5 secoli, alla nuova religione del cristianesimo. In secundis, sulla base di queste mie considerazioni e riflessioni, io, B. C., oggi me ne sto alla larga da ogni forma di sacro e da ogni genere di religioni, che esistono sulla faccia della Terra, perché considero tutte le religioni del mondo delle pure invenzioni e menzogne che hanno il solo scopo di ingannare e illudere la gente onesta e credulona. Insomma, io, B. C., non ho nessuna fiducia e nessuna stima per gli uomini di Chiesa, di qualsiasi religione essi siano, e non ho nemmeno fiducia né stima per i Papi, chiunque loro siano e da qualunque religione loro provengano. Perciò, io, B. C., quando vedo in TV il Papa o qualunque altro prelato, di qualsiasi altra religione, cambio subito canale, per non ascoltare le loro parole e le loro prediche, perché, io, B. C., so, perfettamente, che le loro prediche e i loro discorsi sono fondati sul nulla, sulle menzogne e sulle fantasticherie sia dei 4 Vangeli e sia di altri testi di base, pseudo sacri, come il Corano della religione islamica o altri testi pseudo sacri delle religioni orientali. Inoltre, io, B. C., penso, reputo e giudico che qualsiasi altro testo ritenuto sacro dai suoi fedeli e adepti, per me, è in realtà, un testo pieno di bugie e ricolmo di menzogne costruite, scritte e circoscritte ad arte per falsificare la realtà e per offuscare la coscienza del popolino che crede a tutte le menzogne e alle fandonie scritte in testi pseudo sacri di qualsiasi religione e di qualsiasi popolo a cui si riferiscono, pur di credere e di sperare alla loro salvezza e alla loro resurrezione, dopo la loro morte corporale e terrena. Infatti, io, B. C., penso, reputo e giudico che questi testi pseudo sacri, dalla Bibbia al Corano e ad altri testi pseudo sacri di altre religioni, sono stati scritti per creare un sistema ideologico e teologico fittizio, menzognero, illusorio e ingannevole verso le masse popolari ignoranti, ma che sono, anche, creduloni, ingenui e sprovveduti verso tutto ciò che è sacro e religioso. Infatti queste masse popolari, di stolti e di creduloni, credono, confidano, contano, prestano fede, si fidano e hanno fiducia nei testi pseudo sacri e hanno una fede, cieca e insensata, in tutti i religiosi di qualsiasi religione, pur di sapere, di credere e di sperare di avere la loro resurrezione dopo la loro morte. Io, B. C., penso, giudico e affermo che l’umanità non avrà mai nessuna resurrezione dopo la loro morte, considerando il fatto che l’umanità è nata da un’evoluzione biologica: dai primi organismi acquatici, poi che si trasformarono anfibi, i quali poi uscirono dall’acqua e con il passare dei millenni si trasformarono prima in dinosauri, poi, con la scomparsa dei dinosauri si affermarono gli animali mammiferi, che a loro volta si trasformarono in ominidi, dai quali nacquero gli homo erectus, quindi gli homo di Neanderthal e infine gli homo sapiens sapiens. Quindi, io, B. C., penso, reputo e giudico che come l’umanità si è generata da questa evoluzione biologica, terrestre e mortale, così ha e avrà, anche, una nece, biologica, terrestre e mortale.

Modica, 23/12/2023

Prof. Biagio Carrubba

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