N. 26

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IO, B. C., DESIDERO L’ATEISMO.

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Confronto tra la cosmologia e la filosofia medievale e le scienze postcontemporanee di oggi.

Io, B. C., desidero fare delle altre considerazioni sulle visioni delle scienze filosofiche e scientifiche medievali e confrontarle con le vedute delle scienze postcontemporanee di oggi, le quali ci danno una rappresentazione vera e reale di tutto l’attuale universo.

Inizia qui il confronto e lo scontro tra la scienza teologica, la cosmologica e la filosofica medievale e le scienze postcontemporanee di oggi che con i suoi potenti telescopi, con i satelliti spaziali, con i suoi potenti strumenti tecnologici e telematici e con l’Intelligenza Artificiale (IA) ci dà un’immagine imponente, vera, reale e maestosa dell’intero universo e dei rapporti umani all’interno di tutte le varie e variegate società del mondo.

Primo confronto e scontro tra la filosofia e cosmologia medievale e le scienze postcontemporanee di oggi.

Io, B. C., penso, reputo e suppongo che, mentre la visione delle scienze teologiche e cosmologiche medievali si ferma ed esalta il concetto dell’excessus mentis, concetto che esprime la vacuità e l’inconsistenza delle scienze teologiche e cosmologiche medievali, la veduta delle scienze astronomiche postcontemporanee di oggi, invece, ci fa conoscere con i suoi potenti telescopi la vera dimensione dell’universo. Io, B. C., penso reputo e suppongo, inoltre, che, mentre la visione delle scienze teologiche e cosmologiche medievali si ferma nel concetto dell’estasi metafisica che, però, non approda a nessun risultato scientifico reale e concreto, la veduta delle scienze postcontemporanee di oggi, invece, oltre a farci conoscere le dimensioni dell’universo, oggi è anche in grado di sconfiggere e vincere la morte. Infatti, molti medici e biologi parlano di medicine capaci di rallentare il processo di invecchiamento e di allungare il processo di longevità del corpo umano, fino a debellare e ad eliminare la terribile e terrificante nece. Inoltre, io, B. C., penso che gli scienziati, i medici, i fisiologi e i biologi di oggi parlano di come non fare invecchiare le cellule del corpo attraverso un sistema di medicine e di alimentazione buona e di una vita attiva fino a tarda età; condizioni che permetteranno al corpo umano di non perdere la sua energia elettrica che mantiene in vita il suo corpo. Quindi la prospettiva di ciò che avverrà tra 10/20 anni è quella, non solo di avere una lunga vecchiaia, ma addirittura la scienza di oggi vincerà, quasi sicuramente, la nece, perché se il corpo umano non finirà la sua energia elettrica, attraverso una vita attiva e di buona salute, allora la nece, che è una reazione fisiologica, naturale e materiale, non subentrerà più alla cessazione dell’energia elettrica del corpo umano. Quindi la nece non può più dare inizio al suo processo di decomposizione e di putrefazione del corpo umano, il quale, con la sua energia elettrica interna, ancora sussistente, vibrante e vigorosa, potrà prolungare la sua vecchiaia e, infine, il corpo umano potrà, anche, vincere, sconfiggere ed eliminare la terribile e terrificante nece.

Secondo confronto e scontro tra la filosofia e cosmologia medievale e le scienze postcontemporanee di oggi.

Io, B. C., penso, ritengo e suppongo che, mentre la mistica divina medievale, con il suo eccentrico excessus mentis, non porta niente di nuovo e di concreto perché tutte le immagini, che provengono dalla mistica divina e dallo excessus mentis, sono delle immagini fasulle, immaginifiche e fittive, finte, inventate e plasmate di sana pianta dai mistici e dai filosofi medievali. Questa immagine dello excessus mentis, con una sola parola, possono essere definite con le immagini inventate delle fiction. Le scienze postcontemporanee di oggi, invece, insieme alla loro Intelligenza Artificiale di oggi (AI) e insieme ai sistemi online e insieme ai sistemi comunicativi di grande valore scientifico e tecnico, hanno tutto l’interesse, la capacità e gli strumenti di produrre, studiare, indagare, di farci conoscere e di rappresentare l’intero universo per quello che è, nella sua immensità, nella sua oggettività, nella sua maestosità e, soprattutto, nelle sue vedute cosmologiche prive di ogni influenza negativa e metafisica e prive di ogni pregiudizio religioso.

Terzo confronto e scontro tra la filosofia e cosmologia medievale e le scienze postcontemporanee di oggi.

Io, B. C., penso, reputo e giudico, anche, che, mentre la visione delle scienze cosmologiche e teologiche medievali non aveva nessuna idea concreta e realistica dell’universo per quello che è e quindi, i filosofi, i mistici e i teologi medievali, sulla scorta delle loro conoscenze, avevano costruito una visione metafisica e mistica falsa e sbagliata, ma capace di soddisfare il loro bisogno metafisico e mistico, adeguato ai loro tempi, per cui la visione cosmologica e teologica medievale non era altro che una visione tutta basata sulla fiction medievale, ma capace ed adeguata, anche, a soddisfare i gusti estetici della cultura fisica, cosmologica, metafisica e mistica del Medio Evo, invece le nostre società postcontemporanee sono così ricche e così opulente di strumenti scientifici e tecnici che rendono la nostra vita, di tutti i giorni, sempre più gradevole, più piacevole, più bella e più intensa, cosicché ogni uomo e ogni donna, al solo pensiero di staccarsi da essa, prova un grande dolore interiore, perché la nece continua a far paura e timore a tutti. Ma io, B. C., penso, reputo e suppongo che la nece, ormai, ha i decenni contati e presumo che tra 10/20 anni, perché se agli scienziati tutto gli va bene, nel loro progresso scientifico e tecnico, essi saranno in grado di curare moltissime malattie della vecchiaia fino a vincere e ad eliminare la stessa nece e allungare, così, la vita stessa ad una data indeterminata. Infine, io, B. C., penso, reputo e suppongo che gli scienziati della prossima generazione saranno in grado di promuovere una serie di farmaci potenti che manterranno l’energia elettrica nel corpo umano, cosicché la nece, che è una reazione fisiologica naturale e materiale, non può entrare in funzione e non potrà dare avvio al processo di putrefazione e di decomposizione del corpo umano.

Quarto confronto e scontro tra la filosofia e cosmologia medievale e le scienze postcontemporanee di oggi.

Io, B. C., penso, reputo e giudico che mentre la visione delle scienze cosmologiche, filosofiche, teologiche e mistiche medievali avevano come progetto quello di avvicinarsi, sempre di più, alla visione di Dio e avevano anche lo scopo, chiaro e netto, di provare, di sentire e di sperimentare la visione diretta di Dio, attraverso la propria esperienza personale e cioè attraverso il concetto dell’excessus mentis, invece la veduta delle scienze postcontemporanee di oggi ha il progetto di aumentare le conoscenze dello scibile umano e ha, anche, lo scopo, chiaro e distinto, di aumentare la piacevolezza, la bellezza, la gradevolezza e la longevità della vita di tutti i giorni a miliardi di persone. In effetti, Dante Alighieri concepisce, elabora e costruisce tutta la sua Divina Commedia, basata e costruita su una grandiosa e spettacolare fiction, per avvicinarsi e arrivare, con il suo intelletto e con la sua excessus mentis, al cospetto e davanti a Dio. Infatti, Dante Alighieri, alla fine del XXXIII canto del Paradiso, riesce a immergersi e a sprofondare nella Luce Divina che promana dal punto luminoso che è l’origine di Dio, realizzando e provando, così, la sua estasi, estatica ed estetica. Infatti, nel XXXIII canto del Paradiso, Dante Alighieri non fa altro che esprimere, manifestare e descrivere la sua excessus mentis, la quale lo porta a sprofondarsi nella Luce Divina che viene emanata da un punto luminoso, cioè da Dio. In sintesi, io, b. C., penso, reputo e giudico che, mentre gli scienziati postcontemporanei di oggi lavorano per produrre e aumentare il benessere e la felicità generale dell’intera umanità, i filosofi, i mistici e i teologi medievali lavoravano soltanto per produrre e aumentare il godimento e l’estasi, estatica ed estetica, di pochi intellettuali, come quella descritta dal sommo poeta Dante Alighieri nel XXXIII canto del Paradiso o come quella vissuta dalla mistica, suora e santa, Caterina da Siena (1347 – 1380).

Modica, 23/12/2023

Prof. Biagio Carrubba

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