N. 24

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IO, B. C., DESIDERO L’ATEISMO.

1

Il pensiero negativo della religione sulla nece e il pensiero positivo della scienza sulla nece.

Inoltre c’è spiegato il paragone e la rassomiglianza tra la vita triste e infelice dei monaci e delle monache, e la vita costrittiva e reclusa dei detenuti e delle detenute nelle carceri.

Io, B. C., penso, reputo e giudico che la nece faccia parte della natura e sia una legge necessaria e funzionale alla natura stessa, dal momento che nascere, crescere e morire sono le condizioni fondamentali della vita degli uomini sulla Terra. Ma è certo che i medici, i biologi, i fisiologi e tutti gli scienziati, che si occupano del corpo umano, dell’ambiente naturale e della natura, quando scopriranno la vera natura e funzione della morte sul pianeta Terra, scopriranno e capiranno, anche, come la vita stessa dell’uomo si possa ricreare e rigenerarsi soltanto da sé stessa. Inoltre, gli scienziati del corpo umano, i biologi, i medici e tutti gli altri scienziati capiranno, anche, come allungare la vecchiaia, tramite delle medicine appropriate, e, finalmente, scopriranno e capiranno, anche, come eliminare la nece. Infatti, io, B. C., penso, reputo e discerno che la nece non sia altro che una reazione naturale, materiale e fisiologica alla mancanza dell’energia elettrica del corpo umano. In questi giorni ho ascoltato e appreso, da diversi servizi televisivi su questo tema, che già diversi scienziati medici hanno capito come curare e guarire molte malattie della vecchiaia e già sono in procinto di produrre, concepire e generare medicinali e farmaci capaci di curare e guarire molte malattie della vecchiaia. Io, B. C., penso, reputo e giudico che, con queste medicine e con stili di vita appropriati alla terza età, la vecchiaia si allungherà di molto, diventerà più longeva e la vita stessa sarà vissuta, bene e sana, fino alla fine, senza imbattersi nella terribile e terrificante morte. Inoltre, io, B. C., penso, auspico e suppongo che gli scienziati del corpo umano, i medici e i biologi di oggi, nel giro di 10/20 anni, riusciranno a capire, a concepire e a controllare come si origina e si perpetua la vita umana nelle cellule umane, mantenendo inalterato e integro il famoso filamento del telomero, allungando la vecchiaia ed eliminando la nece. Inoltre, io, B. C., penso, reputo e giudico che gli uomini, le donne e tutti gli esseri viventi, per il solo fatto di nascere e vivere su questa Terra dovrebbero acquistare, acquisire e accrescere, naturalmente e automaticamente, il diritto a vivere una vita naturale, più sana e longeva, e a trascorrere una vecchiaia lunga, serena e salutare, priva di malattie e di scansare perfino, anche, la terribile e terrificante nece. Infatti, io, B. C., penso, reputo e auspico, che tutti gli uomini e tutte le donne, che vivono e abitano su questo pianeta Terra, dovrebbero avere, acquisire e acquistare il diritto a vivere una dilettevole, gradevole, gioiosa, vibrante, esuberante, vivida e divertente vecchiaia e rendere e far diventare, così, la vita umana, più lunga, più gradevole, più divertente e più piacevole. Questa mia proposta di una vita longeva e sana è l’esatto opposto del mito della dea Aurora, la quale chiese a Giove di rendere Titone, il suo giovane amante, immortale e vicino a sé, ma la dea Aurora dimenticò di chiedere anche la giovinezza per Titone, cosicché il giovane Titone invecchiò a dismisura ed ebbe una lunghissima vecchiaia, ma priva di giovinezza e di gioia, per cui la dea rimase scontenta e delusa da Giove. Per continuare questo paragrafo, io, B. C., penso, reputo e giudico che le Scienze postcontemporanee di oggi, con le loro scoperte e con i loro studi, si evolvono, progrediscono e migliorano il proprio status di ricerca e di sperimentazione, in modo autonomo e indipendente, rispetto al progresso dei popoli e nei confronti dello sviluppo delle società umane. Inoltre, io, B. C., penso, reputo e giudico che le Scienze postcontemporanee di oggi, in modo particolare, si sono distaccate completamente da tutte le teologie del mondo, da tutte le religioni del mondo e da tutte le chiese del mondo, perché, ormai, il fine e gli obiettivi delle Scienze postcontemporanee sono completamente diversi e opposti rispetto alle finalità e agli obiettivi di tutte le religioni, le teocrazie e le confessioni religiose del mondo. Io, B. C., penso, reputo e giudico, inoltre, che solo il pensiero della Scienza sia un pensiero forte e positivo, mentre il pensiero della religione sia un pensiero debole e negativo. Infatti, io, B. C., penso, reputo e giudico che il pensiero scientifico sia forte perché si basa su ipotesi e teorie scientifiche comprovate e studiate nei vari istituti scientifici di tutto il mondo. Inoltre, io, B. C., penso, reputo e giudico che il pensiero scientifico sia positivo perché ha come obiettivo, pratica e prassi la cura di tante malattie e la speranza di superare e vincere anche la morte. Invece, io, B. C., penso, reputo e giudico che il pensiero religioso sia un pensiero debole perché lusinga e inganna miliardi di persone a credere a un Dio che non esiste e che non potrà mai portare nessuna utilità e nessuna salvezza all’umanità. Inoltre, io, B. C., penso, reputo e giudico che il pensiero religioso sia, anche, un pensiero negativo perché costringe miliardi di persone a ubbidire e a sobbarcarsi l’idea e il concetto di Dio come un fardello, pesante, grave e ponderoso, per tutta la vita e a inchinarsi con umiltà e con soggezione davanti ai capi delle rispettive religioni. Inoltre, io, B. C., penso, reputo e giudico che tutte le religioni di tutto il mondo, con il loro pensiero, debole e negativo, rendono miliardi di persone schiavi dell’idea, ingannevole e illusoria, di Dio e aumentano la servitù, la schiavitù e la acriticità sia alle istituzioni politiche e sia alle istituzioni religiose. Inoltre, io, B. C., penso, reputo e discerno che le religioni di tutto il mondo, fanno crescere le idolatrie e le superstizioni e obbligano e costringono milioni di persone ad indossare tonache nere, abiti talari, abiti per preti, abiti per l’alto clero, sai per i monaci e per le monache e abiti ecclesiastici per l’uso di paramenti sacri e per le molteplici funzioni religiose. Questi abiti religiosi ecclesiastici, oltre ad avere la funzione di differenziare e diversificare gli adepti e i presuli di una religione dagli adepti e dai presuli di tutte le altre religioni del mondo, sono, anche, fastidiosi, irritanti, sgradevoli, preoccupanti, problematici e indisponenti a solo guardarli. Io, B. C., penso, reputo e giudico, inoltre, che gli abiti religiosi rendono e fanno apparire tutti gli adepti e tutti i presuli, che appartengono alla stessa religione e alla stessa chiesa, goffi, brutti, diversi e ineleganti, rispetto e nei confronti degli abiti talari ed ecclesiastici delle altre religioni. Inoltre, io, B. C., penso, reputo e giudico che tutte le religioni di tutto il mondo fanno aumentare e accrescere, ogni giorno, la paura e lo spavento per la terribile e terrificante morte e tolgono a migliaia di uomini la libertà del libero pensiero, inducendoli all’assorbimento, all’assimilazione e all’obbedienza dell’unico pensiero religioso, debole e negativo, delle dottrine religiose. Infatti, le religioni di tutto il mondo hanno avuto la loro ragion d’essere perché hanno sempre affermato e assicurato che le loro dottrine e le loro teorie religiose offrono e garantiscono la vita eterna ai loro seguaci, ai loro adepti e ai loro credenti, dopo la loro morte. Inoltre, io, B. C., penso, reputo e giudico che tutte le religioni del mondo inducono alla schiavitù verso i capi religiosi, tolgono la libertà di pensiero perché assoggettano tutti i credenti alla volontà e agli ordini del Papa e degli altri capi religiosi che comandano e guidano la loro chiesa e la loro religione. Insomma, io, B. C., penso, reputo e affermo che tutti gli abiti religiosi, neri e particolari, e tutte le divise ecclesiastiche che differenziano i credenti e i seguaci di una religione dai credenti e dai seguaci di tutte le altre religioni del mondo, equivalgono e rassomigliano alle divise dei carcerati, anche se oggi i detenuti indossano i vestiti e casacche particolari per essere identificati all’interno del carcere. Io, B. C., per finire questo paragrafo, voglio esprimere un’altra mia considerazione sugli abiti ecclesiastici di tutte le religioni del mondo. Infatti, quando, io, B. C., incontro o vedo preti, vestiti con i loro abiti ecclesiastici, o monaci con i loro sai, o quando vedo in TV vescovi, con i loro abiti talari violacei, o quando vedo cardinali, con i loro abiti talari rossi, o quando vedo perfino il Papa, con il suo abito talare bianco, fastidiosi e indisponenti, provo un grande sentimento di fastidio, di pietà e di pena verso di loro. Inoltre, io, B. C., provo, avverto un uguale sentimento di pena e di fastidio quando vedo in TV detenuti nelle carceri con le loro divise particolari o con i loro abiti speciali di carcerati.  Per questa sensazione fastidiosa e per questo sentimento indisponente, io, B. C., voglio proporre un altro mio obiettivo, completo e immediato, a questo mio libro e cioè quello di vedere tutti i religiosi di tutte le religioni del mondo, liberati e disimpegnati, sia dalle ideologie religiose e teocratiche. Ma, io, B. C., auspico, desidero vedere, anche, e constatare che tutti i religiosi, gli adepti e i presuli di ogni religione rinuncino e si liberino dai loro abiti ecclesiastici e religiosi. Infatti, io, B. C., auspico, confido e desidero che tutti gli adepti di tutte le religioni del mondo abbandonino e si liberino dai loro fastidiosi, indisponenti e neri abiti talari e auspico che i monaci e le monache lascino per terra i loro sai e le loro tonache che soffocano e stringono i loro corpi e flagellano le loro membra, costringendoli a un supplizio sia fisico che morale. Inoltre, io, B. C., auspico, confido e desidero che i monaci, le monache e tutti coloro che vivono nei monasteri e nei conventi, una volta svestiti dai loro sai e dalle loro tonache, si possano guardare liberamente e senza condizionamenti religiosi e ritrovarsi, così, nudi con sé stessi per gioire del loro corpo e, così, prendere coscienza della loro condizione naturale che non è quella di stare conficcati dentro un saio, o un cilicio o una tonaca, ma è quello di liberarsi di questi abiti costrittivi e punitivi che li tengono sotto pressione e rendono, nei monasteri e nei conventi, la loro vita triste e infelice. Inoltre, io B. C., auspico, confido e desidero che tutti gli uomini religiosi di tutte le religioni del mondo rinuncino e abbandonino gli abiti religiosi di clausura e possano ritrovare la gioia e la leggerezza degli abiti laici, secolari e profani della nostra società civile. Inoltre, io, B. C., spero, desidero e confido che tutti i religiosi del mondo ritrovino e si riapproprino e rivivano il senso laico, ateo, areligiosi e terreno della vita e, così, riprendersi, anche, a vivere e a godere la loro vita libera e senza costrizioni, né esterne, né fisiche, né ideologiche e né religiose. Inoltre, io, B. C., paragono e assomiglio la vita, monastica e clericale, di tutti i religiosi del mondo a quella dei carcerati, i quali anche loro sono costretti a indossare vestiti, abiti e casacche contrassegnati da numeri che li identificano come detenuti e quindi costretti ad abitare dentro celle anguste e carceri soffocanti. Io, B. C., paragono e assomiglio la vita monastica e clericale dei religiosi con la vita dei carcerati perché, oltre alla costrizione degli abiti costrittivi e coercitivi che sono costretti a portare, hanno molti aspetti in comune, tra cui: 1-vivere in promiscuità con tanti altri religiosi e detenuti; 2-subire la volontà e i comandi dei superiori, sia che siano laici o religiosi; 3-avere una libertà personale ristretta e ridotta, determinata dalle ore di entrata e di uscita dalle celle carcerarie o dalle celle monastiche; 4-mangiare cibi già preordinati e preconfezionati e cotti da cuochi, che scelgono e cucinano menù per loro; 5-non avere più la libertà personale e non potere uscire liberamente dai monasteri senza avere il permesso dei capi religiosi o dei capi dello Stato; 6-liberarsi da tutti gli abiti religiosi che pesano come dei cilici medievali, pungenti e grossolani che affliggono il corpo, umiliato e tramortito, sia dei monaci, delle monache e sia il corpo dei detenuti nelle carceri. Infine, dunque, io, B. C., propongo e auspico come obiettivo e fine di questo libro il desiderio di persuadere e convincere tutti i religiosi del mondo, di qualsiasi religione, a rinunciare alla loro ideologia religiosa, ad abbandonare la loro fede nel sacro e ad abiurare al loro sentimento di misticismo per riabbracciare e rivivere le passioni terrene e laiche di tutti gli uomini atei, civili, liberi, terreni, etici, educati e mortali. Infine, io, B. C., auspico, confido e affermo che il mio desiderio più grande consista e sia quello di vedere tutti i religiosi del mondo a gioire, a condividere e a rivivere la vita sociale e civile degli atei e auspico, inoltre, di sentire tutti loro, monaci, monache e tutti i religiosi del mondo, a dire che non credono più a nessun Dio dal momento che sono consapevoli che non esiste nessun Dio a cui pregare e a cui rivolgere tutte le preghiere o a cui inviare tutte le maledizioni e le bestemmie per la loro vita triste e infelice, costretti a vivere in edifici chiusi e angusti soltanto per delle scelte di vita ideologiche sbagliate e infauste.

Modica, 23/12/2023

Prof. Biagio Carrubba

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