N. 23

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IO, B. C., DESIDERO L’ATEISMO.

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Terzo paragrafo sulla nece, secondo le considerazioni di san Paolo nelle sue Lettere.

Io, B. C., per cominciare questo paragrafo, in modo innovativo e chiaro, esprimo il mio pensiero e la mia convinzione sulla funzione che la nece ha nel genere degli uomini. Io, B. C., penso, reputo e giudico che il modo di vedere e di giudicare la funzione della nece, giudicata da me come necessaria, naturale e indifferente, per tutti gli uomini, e come viene descritta e giudicata dal brano di Giacomo Leopardi, sopra riportato, sia agli antipodi e in contrasto con il modo di vedere e di giudicare la funzione della morte, espressa e manifestata da un celebre lacerto di san Paolo. Ecco come san Paolo, nella Lettera ai Romani, introduce e giustifica, secondo me, in modo irrazionale e fantastico, la funzione della nece, così come è voluta e predestinata dal Dio dei Cristiani. Il brano che giustifica e spiega la funzione della morte, secondo san Paolo, si trova nella Lettera ai Romani, la quale afferma: Adamo e Cristo nella storia umana. Perciò, come a causa di un solo uomo il peccato entrò nel mondo e attraverso il peccato (entrò) la morte, e così la morte dilagò su tutti gli uomini per il fatto che tutti peccarono …”. (Dalla Lettera ai Romani, capitolo 5, versetto 12. Dal libro la Bibbia. Edizione san Paolo. Pagina 1196). Io, B. C., penso, reputo e giudico che la prima fandonia e la prima bugia di codesto pensiero sofistico è quella di affermare e di spiegare come il peccato di Adamo costituì, secondo san Paolo, l’origine del peccato originale. Il fatto che Eva, indotta dal serpente a mangiare la mela dell’albero proibito e poi la porse e la offrì ad Adamo, suo marito, il quale la mangiò anche lui, abbia dato inizio al peccato originale, io, B. C., penso, reputo e giudico, invece, che  sia una delle più grandi tra le balle e le fandonie che siano alla base della religione cristiana, perché è del tutto evidente che non c’è stato nessun Adamo che abbia mangiato la mela, e non c’è stata nessuna Eva, che abbia indotto Adamo a mangiarne a sua volta. Inoltre, io, B. C., penso, reputo e giudico che non ci sia stato nessun Paradiso terrestre, come è descritto e narrato nella Genesi della Bibbia, in quanto la Genesi della Bibbia è tutta una invenzione e una immaginazione dello scrittore di questo libro.  Infatti tutto questo modo di raccontare la creazione della Terra è smentito dalla scienza e dalla evoluzione degli ominidi sul pianeta Terra. Inoltre, io, B. C., penso, reputo e giudico che far derivare la nece dal peccato originale, come afferma san Paolo, sia un’altra grande balla e una enorme fandonia, creata, voluta e inventata dalla fantasia e dalla immaginazione di san Paolo. Inoltre, io, B. C., penso, reputo e giudico che nessun uomo e nessuna donna, che abbia un minimo di cervello normale e razionale, possa accettare e condividere le fandonie e le balle di san Paolo, che formano la base e la dottrina della Chiesa cattolica e cristiana di Roma. Inoltre, io, B. C., penso, giudico e discerno che la spiegazione e la giustificazione di san Paolo sull’origine del peccato originale, che a sua volta ha dato origine alla morte, sia un’altra balla e fandonia dovuta all’ignoranza di san Paolo, perché è scientificamente provato che la Morte, come trasformazione di un essere vivo e animato ad un essere morto ed inanimato, esisteva già prima della creazione dell’uomo; infatti la morte era una legge naturale già presente e connaturata all’inizio della formazione della vita atmosferica e della vita biologica vegetale e animale della Terra. Infatti, la nece era già operante al tempo dei dinosauri e all’apparizione dei primi ominidi, i quali morivano, regolarmente, come tutti gli esseri viventi che abitavano e vivevano sul pianeta Terra. Io, B. C., penso, giudico e reputo che la dimostrazione della Nece, prima della nascita e dell’apparizione dell’uomo sulla Terra, sia una prova certa e inconfutabile della balordaggine e ignoranza di san Paolo e sia, anche, una prova certa della inesistenza di Dio. Inoltre, io, B. C., penso, reputo e giudico che la morte non sia altro che una reazione fisiologica alla cessazione dell’energia elettrica del corpo umano.

Modica, 23/12/2023

Prof. Biagio Carrubba

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