N. 22

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IO, B. C., DESIDERO L’ATEISMO.

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Secondo paragrafo di mie considerazioni personali sulla nece.

Io, B. C., penso, reputo e giudico che la nece, infatti, non è altro che una trasformazione, fisiologica, naturale e materiale, di ogni corpo nel quale l’energia elettrica, che lo sosteneva e gli dava la vita, finisce di funzionare e di erogare l’energia elettrica per tenere in vita ogni corpo vivente. La vita si può fermare sia di botto, come succede in molti incidenti, imprevisti e imprevedibili, come è capitato a Brandizzo, nel torinese, nella notte tra il 31 agosto e il 1° settembre 2023, quando 5 giovani operai sono morti all’improvviso per un errore umano dovuto all’incomprensione dei 7 operai che lavoravano sopra i binari. Infatti, gli operai, non accorgendosi dell’arrivo del treno in velocità, sono stati colpiti e trascinati via per diversi metri, procurando la morte improvvisa e inaspettata di 5 dei 7 lavoratori ferroviari. La vita, invece, si ferma e cessa di vivere, naturalmente, quando, raggiunta l’età della vecchiaia, il corpo umano si logora e, aggredito dalle malattie, si spegne lentamente tra atroci dolori e sofferenze insopportabili. Insomma, in tutti i casi di nece, sia di morte prematura o di vecchiaia, quando l’energia elettrica finisce di erogare elettricità, il corpo muore e in quel momento subentra la nece, cioè la reazione naturale, fisiologica, materiale e corporale che fa iniziare il processo di putrefazione del corpo umano. La putrefazione, a cui dà inizio la nece, non è altro che il processo di decomposizione con produzione di gas delle sostanze organiche, dovuta a processi enzimatici e microbici. In sostanza, la morte è il processo di putrefazione che subentra, nel corpo, quando il corpo è privo di energia elettrica, prodotta dai mitocondri, ed ormai il corpo umano o di animale si trova in uno stato catatonico e di rigidità muscolare. Per chiarire meglio il processo della cessazione dell’energia elettrica e dell’immediata privazione della vita e dell’inizio, istantaneo, della reazione fisiologica, materiale, corporale e naturale della nece, io, B. C., indico, pongo e porto, come esempio, due esempi di similitudini, chiari e netti. Io, B. C., penso, reputo e suppongo che il primo esempio di similitudine possa consistere ed essere rappresentato, come un colpo di accensione dell’energia elettrica che mette in moto e in funzione la vita o che mette in moto il motore di un’automobile, ma basta un attimo di mancanza di energia elettrica al corpo, allorché subentra, immediatamente e inevitabilmente, la morte, come una reazione, fisiologica e naturale, alla mancanza di energia elettrica nel corpo. Io, B. C., penso, reputo e suppongo che il secondo esempio di similitudine possa consistere ed essere rappresentato, come un colpo di accensione di energia elettrica che mette energia elettrica in una lampadina, la quale, immediatamente e inevitabilmente, illumina una stanza, ma basta un attimo di mancanza di energia elettrica nella lampadina, allorché l’energia elettrica della lampadina si spegne e, immancabilmente e immediatamente, subentra il buio al posto della luce. Io, B. C., penso, reputo e suppongo che, nello stesso modo, di correlazione tra la mancanza di energia elettrica e l’immediata reazione, fisiologica e naturale, della nece, avviene tra gli esseri viventi di questo pianeta Terra. Infatti, ogni qualvolta, l’energia elettrica cessa di esistere e viene a mancare in un corpo, automaticamente e naturalmente, subentra la morte che non è altro che una reazione meccanica che fa partire, immediatamente e istantaneamente, il meccanismo, fisiologico, meccanico, automatico, involontario, istintivo e ripetitivo che funziona automaticamente, materialmente e naturalmente, dentro il corpo ormai divenuto catatonico, freddo, immobile e privo di vita, cioè di energia elettrica. Inoltre, io, B. C., penso, reputo e giudico che la nece non sia altro che una reazione meccanica che non ha nessuna coscienza di sé stessa, ma che agisce, naturalmente e materialmente, senza sapere se agisce su dei bambini o su dei giovani o su dei vecchi, e agisce e funziona allo stesso modo sia in qualsiasi territorio del mondo e sia su qualsiasi corpo umano e animale, dovunque abitino, si trovino e vivano. Questo concetto della morte naturale, come reazione fisiologica e materiale, che avviene dentro ad ogni corpo umano e animale, è insito alla natura stessa. Io, B. C., per concludere questo paragrafo, riporto e illustro un pensiero attinente e perfettivo, espresso e sviluppato, molto bene, dal grande poeta Giacomo Leopardi, in un brano del suo Zibaldone. Ecco cosa scrive G. Leopardi sulla inevitabilità della morte: “La natura, p. necessità della legge di distruz. e riproduz., e p. conservare lo stato attuale dell’universo, è essenzialm. regolarment. e perpetuam. persecutrice e nemica mortale di tutti gli individui d’ogni gen. e specie, ch’ella dà in luce; e comincia a perseguitarli dal punto med. in cui li ha prodotti. Ciò, essendo necessaria conseg. dell’ord. attuale delle cose, non dà una grande idea dell’intelletto di chi è o fu fautore di tale ordine.” (Dallo Zibaldone, 4485 – 86 (11 aprile 1829). Inoltre, Giacomo Leopardi ripete lo stesso concetto nell’abbozzo dell’Inno Ad Arimane. Re delle cose, autor del mondo, arcana malvagità, sommo potere e somma intelligenza, eterno dator dei mali e reggitor del moto, io non so se questo ti faccia felice, ma mira e godi ec. contemplando eternam. ec. produzione e distruzione ec. per uccidere partorisce ec. sistema del mondo, tutto patimento. (Da Giacomo Leopardi. CANTI. Edizione Newston & Compton editore. Pagina 291).

2

Ma, io, B. C., penso, reputo e giudico che, come ho già chiarito e spiegato nei paragrafi precedenti, la nece sarà vinta, debellata ed eliminata tra 10 o al massimo 20 anni, quando le scienze mediche e biologiche, ma già gli scienziati del corpo umano, i medici e i biologi di oggi, fin da adesso, stanno predisponendo una serie di farmaci e di stili di vita che permetteranno al corpo umano di allungare la vecchiaia e consentiranno perfino di annientare la terribile e terrificante nece. Infatti, io, B. C., penso, reputo e suppongo che tra 10/20 anni le scienze mediche e biologiche riusciranno a mantenere in vita l’energia elettrica prodotta dai mitocondri e in questo modo si avrà un corpo umano sempre pieno di energia elettrica che allungherà la vecchiaia ed eliminerà la nece. Dunque, la nece non entrerà in funzione perché la sua azione-reazione non sarà più necessaria alle attuali leggi della natura che impone e obbliga l’entrata in funzione della reazione della nece, ogni qualvolta il corpo umano rimane privo di energia elettrica. Quindi, io, B. C., penso, reputo e affermo, inoltre, che il grande poeta Giacomo Leopardi non poteva mai immaginare né anticipare il grande progresso delle scienze mediche, biologiche e di tutte le altre scienze attuali, le quali, fra 10/20 anni, elimineranno quasi completamente la nece, per tutti gli uomini e le donne che si potranno permettere di acquistare e seguire le indicazioni mediche e gli stili di vita suggeriti e consigliati da tutti gli esperti del settore. Quindi, io, B. C., reputo, penso e suppongo che la vecchiaia non sarà più una parte di vita, sentita e vissuta, come una età degenerata, fragile, malata e precaria, ma sarà vissuta e goduta come un’età piacevole, gradevole e confortevole, per cui si può dire e immaginare, fin da ora, che la vecchiaia sarà un’età bella e degna di essere vissuta. Inoltre, io, B. C., penso, reputo e suppongo che anche la nece non sarà più il terribile processo di putrefazione del corpo umano, ma sarà aspettata, sempre con timore e tremore, perché già si sa che sarà vinta, debellata ed eliminata dalla faccia della Terra. La prova provata che la nece sarà debellata, vinta ed eliminata, ce l’ha data la malattia del cancro. Infatti, come il cancro 100 anni fa era una malattia, praticamente, invincibile e inguaribile, ma oggi sappiamo che il cancro è una malattia che si può vincere e guarire. Infatti, le scienze biologiche, genetiche e mediche di oggi, hanno creato e prodotto una serie di farmaci adatti e capaci di curare e guarire molte forme di cancro. Così, anche, fra 10 o al massimo 20 anni, gli scienziati medici, biologici e genetici, che stanno studiando e capendo l’origine e la reazione della nece, già hanno capito come funzionano i mitocondri, i quali fabbricano l’energia elettrica di tutto il corpo umano. Io, B. C., penso, reputo e suppongo che quando i medici, i biologi e i genetisti del corpo umano riusciranno a comprendere, perfettamente e concretamente, la funzione dei mitocondri e l’energia elettrica del corpo umano, allora anche questi scienziati, medici, biologi e genetisti, riusciranno a scoprire, a creare e a produrre tutte le medicine e gli stili di vita capaci di debellare, annientare ed eliminare la terribile e terrificante nece. Io, B. C., penso, reputo e suppongo che fra 10 anni o al massimo 20 anni la nece, che altro non è se non una reazione fisiologica, naturale e materiale, sarà, una volta per tutte, debellata, annientata ed eliminata, in modo definitivo e completo, per milioni di uomini e di donne, di bambini e di vecchi, che potranno godere di una lunga gioventù, di una lunga vecchiaia, fino ad avere e a vivere una vita quasi immortale. Insomma, io, B. C., da profano, penso, reputo e suppongo che, quando gli scienziati, medici, biologi e genetisti, riusciranno a non far finire l’energia elettrica dei mitocondri e cioè riusciranno a produrre l’energia elettrica, continua e sufficiente, dei mitocondri, la quale rifornirà, continuamente e adeguatamente, l’energia elettrica all’intero corpo umano, allora, sempre gli scienziati, medici, biologi e genetisti, riusciranno, anche, a creare e a produrre una serie di farmaci e di medicine capaci di garantire l’energia elettrica, continua e sufficiente, a tutto il corpo umano, cosicché il corpo umano non cesserà di vivere e, quindi, la nece, come reazione fisiologica e naturale, non entrerà in funzione come il processo di putrefazione e di decomposizione del corpo umano. Io, B. C., penso, reputo e giudico, inoltre, che tutto questo accadrà e si verificherà tra 10 o al massimo 20 anni, ma contemporaneamente sorgeranno per l’umanità tanti altri problemi, ardui e difficili da risolvere, per cui la prossima generazione di umanità avrà una vita più lunga e più piacevole, ma piena di difficoltà ambientali, di lavoro e di occupazione, come già è stato previsto e rappresentato nel bellissimo film “I sopravvissuti” di Richard Fleischer del 1973. Infine, per chiudere questo paragrafo, in modo positivo e propositivo, io, B. C., penso, reputo e giudico che, se il grande e giovane poeta Giacomo Leopardi fosse vissuto oggi, allora è possibile immaginare, pensare e ipotizzare che, anche lui, potrebbe vivere una vecchiaia piacevole e confortevole, ed è possibile anche supporre che anche il grande poeta Giacomo Leopardi potrebbe vivere a lungo lontano dalla terribile e terrificante nece e, forse, vivere una vita quasi immortale.

Modica, 23/12/2023

Prof. Biagio Carrubba

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