N. 15

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IO, B. C., DESIDERO L’ATEISMO.

1

Primo paragrafo sul tema della protostoria.

La mia scansione e la mia proposta sulla cronologia della evoluzione umana:

dall’evoluzione degli ominidi alla preistoria, dalla protostoria alla storia vera e propria.

Saltando di palo in frasca, io, B. C., in questo paragrafo di questo mio libro, filosofico, teologico, culturale, politematico, policromatico ed eclettico, voglio proporre e suggerire la mia scansione del tempo cronologico della evoluzione umana: dall’evoluzione degli ominidi alla preistoria, dalla protostoria alla storia vera e propria. Ecco qui di sotto la linea del tempo da me proposta, con le date approssimative, per individuare con una maggiore precisione le varie fasi e la scansione temporale dalla evoluzione umana alla storia scritta, vera e propria.

Da circa 4.000.000 fino a 300.000 anni fa.                 Da circa 300.000 a 25.000 anni fa.

Primo periodo dell’evoluzione umana                          Secondo periodo della preistoria umana.

Da circa 25.000 a 15.000 anni fa.                                   Da circa 15.000 anni fa ad oggi.

Terzo periodo della protostoria umana.                        Quarto periodo della storia umana vera e propria fino ad oggi.

È noto che la protostoria, vera e propria, sia cominciata, all’incirca, quasi 25 mila anni fa, quando i gruppi umani, discendenti dall’homo sapiens sapiens, lasciarono, definitivamente le caverne, e dopo che finirono di abitare le grandi grotte naturali, cominciarono a costruire le prime palafitte, poi costruirono le prime case, poi edificarono i primi villaggi e infine fondarono le prime città in molti territori del mondo. Nella storia, vera e propria, da 15.000 anni fa ad oggi, scritta ed operosa, i grandi gruppi umani, nel corso dei secoli, si suddivisero in grandi gruppi famigliari e, questi ultimi, si divisero, poi, in famiglie sempre più ristrette formando generazioni di famiglie, di Re e di Faraoni, che si riconoscevano di padre in figlio, tramandandosi i ricordi di famiglia, ma lasciando in eredità, anche, i beni personali e familiari e le proprietà terriere ai propri figli o ai propri nipoti, creando e costituendo, così, la prima forma di proprietà privata. Da queste grandi trasformazioni, sociali e civili, nacquero, prima in Africa e poi in Europa, anche, le prime grandi civiltà, grandiose e maestose, come la civiltà egiziana, che si sviluppò sulle sponde del lunghissimo ed immenso fiume Nilo. Infatti, io, B. C., penso, giudico e suppongo che la proprietà privata sia nata dal lascito e dalla eredità dei Faraoni e dei Re ai propri discendenti, dicendo loro: “Questo potere, questo trono e queste terre sono miei, figlio mio, te li lascio come mia eredità e come proprietà privata; se riuscirai a conservali e a ingrandirli come vuoi tu, allora sarai un Re, figlio mio!”. Io, B. C., penso, immagino e suppongo che la proprietà privata abbia avuto, così, una origine nobiliare e regale; con questo sistema e con questa pratica, inoltre, i Faraoni e i Visir emarginarono, scartarono, estromisero, esclusero e scacciarono la maggioranza della popolazione dal potere e dalle proprietà terriere, costringendo, così, migliaia di contadini e di poveri, divenuti schiavi, a lavorare per il Faraone e per i nobili. In questo modo e con questa pratica gli schiavi e i contadini venivano impiegati e forzati a lavorare, per ordine dei Faraoni, nella costruzione delle grandi piramidi, ancora oggi esistenti in Egitto. La civiltà egiziana amministrava e governava, inoltre, molte città e diversi villaggi, dove abitavano i cittadini e gli schiavi; inoltre la civiltà egiziana dominava, anche, le popolazioni che abitavano e vivevano lungo le rive del fiume Nilo e governava, anche, le popolazioni che vivevano, si espandevano e si estendevano su tutto il grande territorio egiziano. Inoltre i faraoni, in Egitto, erano considerati e adorati come Dei, la cui religione implicava molti rituali e culti ben circonstanziati, come la complessa pratica della mummificazione dei Faraoni, i quali, dopo la loro morte, venivano sepolti nelle piramidi costruite ed adibite per ospitare i Faraoni e i gran Visir. Anche in Europa si affermarono grandi popoli e grandi civiltà: come gli Etruschi in Italia e, in Grecia, i Dori e gli Achei, che conquistarono molti territori e si stabilirono nella penisola greca e nel Peloponneso e, subito dopo, cominciarono a navigare il mar Mediterraneo per vendere e comprare merci con altri popoli limitrofi. Da queste grandi trasformazioni, sociali e civili, nell’area mediterranea, io, B. C., penso, ritengo e suppongo che, nel medesimo tempo, le prime popolazioni storiche, da 25 mila anni fa a questa parte, avevano già chiaro in mente il concetto e l’idea di Dio. Infatti, tutti questi popoli adoravano o un solo Dio, come il popolo ebreo, oppure veneravano molti dei, come i popoli dell’Europa meridionale: i popoli italici e i popoli greci. Io, B. C., penso, reputo e suppongo, come è noto, che prima dei 25 mila anni della storia scritta c’era già stata la lunga epoca della preistoria che durava già, almeno, da 300 mila anni, all’incirca, dall’homo Neanderthal, che aveva popolato tutta l’Europa, all’homo sapiens sapiens, il quale aveva popolato l’Europa e si era stabilito, anche, in ogni parte del mondo. Ma, come tutti sappiamo, prima di questa preistoria c’era stata l’evoluzione dell’uomo, dagli ominidi all’homo erectus, e dall’homo habilis all’homo Neanderthal. Infine l’homo sapiens sapiens, intorno a 150 mila anni fa, pur incrociandosi e accoppiandosi con le donne dell’homo Neanderthal, vinse e superò, nell’evoluzione, l’homo Neanderthal e rimase l’unica specie di uomo, sapiente e vivente, sulla Terra. Ebbene, io, B. C., penso, affermo e asserisco che tutte queste popolazioni preistoriche: dagli ominidi all’homo Neanderthal e all’homo sapiens, che popolarono l’Europa e l’Africa, non ebbero mai, in mente, nessuna idea di Dio e nessun concetto di Dio, né tanto meno possedettero un’idea circonstanziata e personificata di Dio. Dunque, per più di 4.000.000.000 di anni, gli uomini preistorici non ebbero mai pensato né elaborato nessuna idea di Dio né il concetto di Dio. La vita degli uomini preistorici si svolgeva, soprattutto, nell’andare a caccia per soddisfare i bisogni primari: nutrirsi, ripararsi e difendersi dalle altre popolazioni, aggressive e offensive, che tentavano di occupare altri territori, oltre a quelli dove abitavano. Inoltre, gli uomini preistorici cacciavano, anche, gli animali per procurarsi le pellicce e così ricoprirsi e ripararsi dal freddo, dal caldo a dalle intemperie climatiche. A mano a mano che il tempo passava, i popoli umani preistorici si raccolsero in caverne e vivevano in clan. Incominciò a manifestarsi, così, la prima evoluzione sociale e civile e furono elaborate, anche, le prime manifestazioni artistiche, com’è testimoniato dai graffiti che ci hanno lasciato disegnati nelle grotte dove abitavano. Inoltre i primi popoli preistorici cominciarono a spostarsi dall’Africa e si riversarono prima in Europa, poi in Asia e, infine, invasero tutti gli altri territori del mondo. Ebbene, io, B. C., penso, reputo e suppongo che la differenza tra gli uomini della preistoria e gli uomini della protostoria, vera e propria, che hanno migliorato e perfezionato gli strumenti di caccia e, quindi, hanno dato inizio alla civilizzazione umana, sia la prova fondamentale dell’inesistenza di Dio, perché tutte le popolazioni preistoriche non avevano mai pensato e non avevano mai elaborato né l’idea di Dio e né il concetto di Dio, mentre, io, B. C., penso, reputo e suppongo che furono i primi uomini della protostoria a concepire, pensare, elaborare, raffinare e differenziare l’idea di Dio dal concetto di Dio. Io, B. C., penso, reputo e affermo che la differenza tra gli uomini preistorici che non ebbero mai l’idea di Dio e gli uomini della protostoria che concepirono per primi il concetto di Dio, costituisce, per me, una prova, indefettibile e inconfutabile, dell’inesistenza di Dio, perché se l’idea di Dio ci fosse stata da sempre, anche negli uomini preistorici, dovrebbe esserci stata, anche, tra gli ominidi. Invece, né gli ominidi né gli uomini preistorici non hanno avuto in mente né l’idea di Dio né il concetto di Dio; concetto che è nato, progressivamente e filogeneticamente, negli uomini di altre generazioni successive, alle soglie della protostoria, vera e propria, tra 25.000 e 15.000 anni fa. In conclusione di questo paragrafo, io, B. C., penso, reputo e giudico che il lungo periodo della evoluzione umana, che va dagli ominidi all’homo di Neanderthal e poi all’homo sapiens sapiens della preistoria (circa 150.000 anni fa), sconfessa, falsifica, confuta, nega, disapprova e smentisce tutto il primo libro della Bibbia, Genesi, dove si racconta la favola che Dio creò la Terra in 7 giorni e poi creò l’uomo dalla terra e la donna da una costola dell’uomo. Infine, io, B. C., penso, reputo, giudico e deduco che la Bibbia, quindi, non è altro che un libro ricco di fandonie, di fake news, di ragionamenti fallaci e illazioni false, le quali non hanno nessun fondamento, né critico, né scientifico e né razionale, ma sono frutto delle spiegazioni e delle invenzioni dei profeti, sia dell’antico che del Nuovo testamento. Eppure, io, B. C., vedo, constato e mi accorgo che più di 7.200.000.000 di persone credono, confidano e hanno fiducia nella Bibbia o in altri libri pseudo sacri, come il Corano di Maometto. Infine, io, B. C., quando vedo milioni di persone che si prostrano, si genuflettono, pregano e adorano il Dio della propria religione, mi sale un senso di pietà e un nodo alla gola e un sentimento di pena per tutti questi miliardi di uomini che vivono una vita illusoria e ingannevole, perché credono e confidano e hanno fiducia in un Dio che non esiste, ma che lo raffigurano nella propria mente e nella propria anima come se esistesse e per questo Dio eseguono riti, culti e cerimonie che non hanno nessun significato logico e razionale, ma sono semplicemente gesti e riti della tradizione religiosa e della idolatria innata negli uomini.

Modica, 23/12/2023

Prof. Biagio Carrubba

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