LA BELLEZZA DELLA POESIA LATINA (18).

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3a ELEGIA

“ELEGIE DELLA VECCHIAIA”, di MASSIMIANO,

ILLUSTRE POETA SCONOSCIUTO DEL VI SEC. d.C.

III

Sintesi della terza elegia.

Il poeta, nell’incipit della terza elegia, ricorda e racconta la storia infelice del suo primo amore. Il poeta era ancora giovanissimo, quando fu preso dall’amore per Aquilina che corrispondeva al suo amore:

Preso dal tuo amore io folle, oh Aquilina, mi trascinavo

pallido e triste, preso dal tuo amore”.

Il poeta dice che era ancora inesperto sull’amore, ma anche Aquilina non era abile a scoprire il suo. Comunque sia i due giovani cominciano ad amarsi e ogni volta che si incontrano manifestano il loro desiderio d’amarsi, sebbene fosse contrastato dal suo precettore e dalla madre di lei, che sorvegliano i giovani. I due giovani, però, eludono la loro sorveglianza con vari artifici. Ma un giorno la mamma di lei scoprì i loro incontri e cominciò a colpirla. Le busse di Aquilina rafforzarono in lei il suo amore per il poeta che lo considera acquistato a prezzo dei suoi supplizi e gli dice:

Mi è grato tollerare sofferenze per te subite:

tu di tanto sangue sarai dolce guadagno”.

A questo punto entra in scena un certo Boezio, amico del poeta, il quale gli consiglia di rivelargli qual è il motivo del suo dolore. Il poeta, dopo qualche resistenza per pudore, confessa tutto e gli spiega che soffre per amore. Boezio allora gli consiglia di conquistare il consenso dei genitori della ragazza per avere accesso libero a lei. Il poeta in un primo momento rifugge da questa soluzione, ma poi accetta la proposta di Boezio, il quale con il suo denaro compra il consenso dei genitori. Anche la ragazza si avvicina al poeta, ma ormai ha perso ogni desiderio e amore per il poeta:

Ella, vedendo che le sue aspirazioni non hanno successo,

ne odia la causa e triste si allontana con l’inviolato corpo”.

Ritorna Boezio il quale conforta e rincuora il giovane poeta dicendogli che lui deve alzare le insegne del trionfo perché si è dimostrato padrone dei suoi desideri. Anche il poeta perde così ogni desiderio di peccare e si allontana da lei:

Insoddisfatti entrambi ugualmente tristi ci separammo:

motivo della separazione fu la scelta di una vita casta”.

Finisce con questi versi la terza elegia.

Nota di commento.

Gli studiosi dell’opera poetica hanno discusso molto su chi fosse questo Boezio: o il grande filosofo autore della “Consolazione della filosofia”, oppure un semplice amico di Massimiano, omonimo di Boezio. A questo dubbio gli studiosi non hanno saputo dare una risposta certa e definitiva, dato che il componimento elegiaco resta nel vago e nel generico e non dice nulla sulla situazione storica in cui fu scritto. Chiunque sia Boezio, l’elegia mette in mostra ancora una volta il messaggio del poeta il quale, accetta, saggiamente, la decisione del filosofo di allontanarsi da Aquilina.

MODICA, 28/06/2025                                       PROF. BIAGIO CARRUBBA

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