INTRODUZIONE E PRESENTAZIONE DEL LIBRO “POESIE POSTCONTEMPORANEE 2024”

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PRIMO ARTICOLO TEORICO, POLITICO E POETICO 2024

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Io, Biagio Carrubba, desidero cominciare questo libro teorico, politico e poetico, scritto e composto a partire fin da gennaio 2024 e finito di comporlo e pubblicato oggi, per la prima volta, il 25 marzo 2024. Io, B. C., in questo libro teorico, politico e poetico, desidero e voglio esprimere, esplicitare ed espletare le mie riflessioni, teoriche, politiche e poetiche, maturate e meditate, nel corso di tutta la mia vita: dal periodo universitario a questi ultimi cari e preziosi mesi del 2024. Le mie riflessioni riguardano il rapporto che ci deve essere tra la mia poesia postcontemporanea e la situazione politica, nazionale e internazionale, che oggi predomina e prevale nel mondo occidentale. Io, B. C., penso, reputo e giudico che il poeta postcontemporaneo di oggi deve descrivere, interpretare e rappresentare le condizioni materiali, culturali, sociali, civili, ideologici, filosofici, immateriali e spirituali del tempo che stiamo vivendo e che l’umanità crea, elabora, sviluppa, giorno dopo giorno, come l’intelligenza artificiale in ogni nazione del mondo. Io, B. C., penso, reputo e giudico che il poeta postcontemporaneo di oggi deve essere la voce, viva e critica, del nostro tempo e cioè deve essere un poeta, vivace e arguto, e deve diventare il portavoce dello Zeitgeist, cioè dello spirito materiale, culturale, sociale, civile, immateriale, spirituale e filosofico del nostro tempo. Io, B. C., penso, reputo e giudico, inoltre, che, mentre i giornalisti e le TV di tutto il mondo si esprimono con un linguaggio giornalistico e televisivo, i poeti postcontemporanei devono usare, ancora, il loro linguaggio poetico di sempre, anche se il linguaggio poetico postcontemporaneo di oggi deve cambiare, rispetto al linguaggio poetico tradizionale,  si deve trasformare, si deve adeguare e di deve adattare, tout court e velocemente, alle esigenze e alle necessità delle situazioni politiche, nazionali e internazionali del nostro villaggio globale, per usare una espressione famosa del nostro tempo, cioè del nostro Zeitgeist. Inoltre, il poeta postcontemporaneo deve tener conto del linguaggio politico e governativo, nazionale e istituzionale, attuale che viene utilizzato dai politici e dai governanti italiani; inoltre, il poeta postcontemporaneo deve tener conto, anche, del linguaggio politico, internazionale e istituzionale, usato ed espresso dai politici e dagli statisti di tutto il mondo. Per questo motivo, io, B. C., penso, reputo e giudico che il poeta postcontemporaneo può usare, nelle sue composizioni poetiche, anche un linguaggio poetico molto vicino alla prosa, il quale, per l’appunto, deve rappresentare, descrivere e interpretare le condizioni e le situazioni politiche attuali, sociali, filosofiche, ideologiche, immateriali e culturali del nostro tempo, cioè dell’attuale Zeitgeist. Io, B. C., penso, reputo e giudico, quindi, che il linguaggio poetico postcontemporaneo deve essere un linguaggio privo dell’afflato e dell’aura lirica, perché è difficile trasformare il linguaggio politico, prosastico, tecnico, governativo, degli attuali politici e trasformarlo in versi poetici e lirici, così tipici della poesia romantica e postromantica del XIX e del XX secolo. Inoltre il linguaggio poetico postcontemporaneo deve evitare, assolutamente e intenzionalmente, il linguaggio poetico dell’ermetismo e del post ermetismo, chiuso e simbolico, del primo ‘900 e di tutto il XX secolo. Inoltre, il linguaggio postcontemporaneo di oggi deve evitare, anche, il linguaggio personale, evanescente e metaforico, della poesia postmoderna, che si è sviluppata nella seconda metà del ‘900, a partire dal grande poeta toscano Mario Luzi per terminare con la grande poetessa milanese Alda Merini. Invece, io, B. C., penso, reputo e giudico, inoltre, che il linguaggio poetico postcontemporaneo del poeta postcontemporaneo di oggi deve essere composto, prevalentemente e ordinariamente, da un linguaggio chiaro e semplice, ma ricco di una sintassi articolata e manipolata; linguaggio poetico postcontemporaneo capace di adeguarsi e di adattarsi a descrivere, a interpretare e a rappresentare il mondo politico, civile e culturale del nostro tempo, cioè del nostro attuale Zeitgeist. Io, B. C., inoltre penso, reputo e giudico che il linguaggio poetico postcontemporaneo deve adoperare poche figure retoriche e pochi tropi e poca simbologia, perché l’uso esagerato di queste figure retoriche devia, corrompe, trasforma e trasfigura l’attuale situazione politica, sociale, civile, politica e culturale del nostro tempo, cioè del nostro Zeitgeist. Infatti, io, B. C., penso, reputo e giudico che il linguaggio poetico tradizionale, ermetico, simbolico e pieno di figure retoriche, disorienti, confonda e devii la comprensione della realtà postcontemporanea agli amanti e ai lettori di poesie. Insomma, il poeta postcontemporaneo di oggi deve adoperare un linguaggio aderente, connesso, combaciate e contiguo alla realtà storica, politica, civile, sociale, ideologica, filosofica e spirituale di oggi, senza aggiungere niente di personale, di introspettivo, del proprio io e del proprio ambiente sociale. Quindi, il poeta postcontemporaneo si deve accontentare di adoperare un linguaggio poetico essenziale, realistico e politico, il quale rappresenti, descriva, indaghi e interpreti l’attuale società postcontemporanea, così complessa e articolata, tutta basata sul linguaggio on line dei computer, dei social media e dell’intelligenza artificiale. Inoltre, io, B. C., penso, reputo e giudico che il poeta postcontemporaneo, quindi, può fare uso, anche, del linguaggio dei computer, dei social media e dell’intelligenza artificiale per avvicinarsi, quanto più possibile, al mondo produttivo, culturale, digitale on line e creativo delle nostre care società postcontemporanee, le quali, a loro volta, creano, sviluppano e incrementano lo Zeitgeist del nostro tempo. Quindi, come la società e la cultura italiana creano, sviluppano, aumentano e incrementano uno Zeitgeist italiano, sociale, politico e culturale del nostro tempo, così il poeta postcontemporaneo italiano deve utilizzare un linguaggio poetico personale, realistico ed essenziale che rappresenti, descriva e interpreti sia lo Zeitgeist italiano; ma il poeta postcontemporaneo deve sapere, anche, rappresentare, descrivere e interpretare lo Zeitgeist internazionale, così come viene creato, sviluppato e incrementato da tutte le nazioni del mondo. Io, B. C., per continuare e chiarire, ancora una volta, il linguaggio poetico postcontemporaneo, voglio suggerire un altro consiglio per quanto riguarda la forma del linguaggio poetico postcontemporaneo che io stesso uso e adopero nelle mie poesie postcontemporanee che ho scritto e composto in questo 2024. Infatti tutte le mie poesie postcontemporanee, presentate in questo libro, hanno la stessa forma e cioè una stesura che parte dalla metà della pagina e la cui scrittura prosegue tutta allineata e compatta a destra, senza interruzione dei versi poetici. In questo modo, io, B. C., penso, reputo e giudico che la forma, nuova e inusuale, della mia poesia postcontemporanea rappresenti, descriva e interpreti, in modo lineare e compatto, la complessità e l’immaterialità del linguaggio prosastico delle nostre società postcontemporanee, tutte basate, ormai, sul linguaggio dei computer e dell’intelligenza artificiale, così lontano dal linguaggio comune che, ancora, la maggioranza della gente comune parla nelle sue conversazioni e comunicazioni quotidiane.

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Ecco qui di seguito uno schematico quadro sinottico che sintetizza, in modo sintetico, analitico e insiemistico, l’evoluzione delle poetiche che si sono svolte e avvicendate in Europa, dal 1800 ad oggi. All’inizio del 1800 è prevalsa la poetica del romanticismo, i cui massimi esponenti poetici italiani sono stati, ovviamente, Ugo Foscolo, Giacomo Leopardi e Alessandro Manzoni. Poi, nella seconda metà dell’800, è venuta fuori la poetica del naturalismo e del realismo, i cui massimi esponenti poetici italiani sono stati Giosuè Carducci, Giovanni Pascoli, Gabriele Dannunzio e tanti altri. All’inizio del ‘900 è nata la corrente del crepuscolarismo, i cui massimi esponenti sono stati Sergio Corazzini, Guido Gozzano e tanti altri. Poi, nella prima metà del ‘900 è nata la corrente poetica dell’ermetismo, i cui massimi rappresentanti poetici sono stati, ovviamente, Giuseppe Ungaretti, Salvatore Quasimodo e tanti altri. Dopo la seconda guerra mondiale è venuta fuori la corrente poetica del neorealismo, i cui massimi esponenti poetici sono stati Pier Paolo Pasolini, Eugenio Montale, Attilio Bertolucci e tanti altri. Infine, alla fine del ‘900, è nata la corrente poetica del postmoderno, il cui padre fondatore è stato, sicuramente, Mario Luzi e tanti altri poeti postmoderni, tra cui Alda Merini e tanti altri. All’inizio del XXI secolo è proseguita la corrente poetica del postmoderno, fino ad arrivare alla poesia contemporanea di qualche anno fa, i cui massimi esponenti sono stati diversi autori italiani contemporanei. Io, B. C., desidero ricordare tra i poeti del XXI secolo due poetesse italiane che si sono distinte tra tutti i poeti dei primi due decenni del XXI secolo. Le due poetesse sono Donatella Bisutti e Mariangela Gualtieri. Infine, io, B. C., nel 2017, ho creato, fondato, elaborato e sviluppato la poesia postcontemporanea con il mio saggio teorico “La poesia postcontemporanea”, la quale opera elencava le caratteristiche fondamentali della poesia postcontemporanea. Poi, io, B. C., in questi ultimi anni, dal 2017 ad oggi, ho scritto altre composizioni ed elaborazioni sull’argomento della poesia postcontemporanea. In questi scritti, io, B. C., ho ampliato, arricchito. incrementato e implementato altre tematiche specifiche riguardanti la poesia postcontemporanea, come la prospettiva poetica della poesia postcontemporanea. In particolare, io, B. C., ho chiarito e sviluppato la tematica della poetica prospettica della poesia postcontemporanea. Io, B. C., in questa tematica, sulla poetica prospettica postcontemporanea, ho delineato e ho sviluppato, anche, la prospettiva da cui il poeta postcontemporaneo deve guardare le società postcontemporanee di oggi. In particolare, io, B. C., ho spiegato, illustrato, chiarito, dipanato la prospettiva poetica della poesia postcontemporanea. Infatti, io, B. C., penso, reputo e giudico che il poeta postcontemporaneo, nelle sue composizioni poetiche, deve sapere esporre ed esprimere il suo punto di vista personale, ma rivolto a descrivere, a indagare e a rappresentare, soprattutto, le condizioni prospettiche nazionali e le situazioni politiche internazionali del nostro tempo, cioè del nostro Zeitgeist. Inoltre, il poeta postcontemporaneo, nei suoi componimenti poetici, deve sapere esprimere e rappresentare, anche, le caratteristiche principali del nostro tempo riguardanti le immagini e le prospettive dell’intelligenza artificiale. Infatti, io, B. C., penso, reputo e giudico che una rappresentazione importante, fra le caratteristiche principali del nostro tempo, sia quella di saper fondere, rappresentare, in sintonia e insieme, sia il passato, sia il presente e sia il futuro. Infatti, basta guardare e seguire tutte le immagini che face book e i social network trasmettono, H 24, attraverso gli smart phon e i computer, noi utenti, ci rendiamo, subito, conto che in tutti i social net work ci sono immagini e canzoni del passato, le quali si uniscono con le immagini e le canzoni del presente, unite, a loro volta, a immagini prospettiche e previsioni del futuro. Tutto questo insieme di immagini formano un grande caleidoscopio, il quale è, contemporaneamente e simultaneamente, bello e affascinante, ma è, nello stesso tempo, ubriacante e vorticoso; caleidoscopio che bisogna saperlo decifrare e capire se non si vuole essere trascinati e confusi da esso, ed essere trascinati e condotti dentro un labirinto di cui non si conosce l’uscita. Inoltre, io, B. C., penso, reputo e giudico che, date le condizioni della nostre società postcontemporanee, uno dei compiti precipui dei poeti postcontemporanei deve essere quello di chiarire, decifrare e rendere chiaro tutto il caleidoscopio, la fantasmagoria, la mutevolezza, la varietà, la fantasia e la creatività delle immagini e delle previsioni fantastiche del prossimo futuro ai lettori di poesie postcontemporanee, per farli uscire dal labirinto e dalla confusione che i mass media e i social media generano e producono, ogni giorno, attraverso tutte le immagini, gli eventi e le parole che sono pubblicate e dette in tutti i mass media e nei talk show che vengono trasmessi in tutti i canali delle TV, H 24.

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Io, B. C., quindi, penso, reputo e giudico, inoltre, che il poeta postcontemporaneo di oggi deve adeguarsi al nostro tempo sociale e politico e deve essere in corrispondenza con i fatti politici, nazionali e internazionali, più importanti e più distruttive, come le guerre che si stanno svolgendo in tutto il mondo. Inoltre, io, B. C., penso, reputo e giudico che il poeta postcontemporaneo deve rappresentare, descrivere e interpretare tutti i fenomeni sociali, filosofici, ideologici e culturali del nostro tempo che si svolgono, ogni giorno, nel mondo e che noi, poeti e non poeti, conosciamo attraverso le TV, pubbliche e private, e attraverso le informazioni che arrivano, da internet, attraverso i social Midia e attraverso tutti i mass media che oggi dominano il mondo dell’informazione e del giornalismo. Io, B. C., penso, reputo e giudico, inoltre, che il poeta postcontemporaneo deve essere correlato e in corrispondenza con tutti gli aspetti, politici e sociali, civili e culturali, del nostro tempo postcontemporaneo e cioè con tutte le idee politiche e filosofiche di tutte le società del mondo. Insomma, io, B. C., penso, reputo e giudico che il poeta postcontemporaneo di oggi deve avere una corrispondenza di amorosi sensi tra la sua personalità e i fatti politici e sociali che avvengono nel mondo che lui trasforma e trasfigura nei suoi componimenti poetici. Ora, io, B. C., penso, reputo e giudico che, poiché i fatti, politici e nazionali, più importanti degli ultimi due anni sono stati, ovviamente, sia la guerra in Ucraina e sia la guerra sulla striscia di Gaza, il poeta postcontemporaneo di deve occupare, soprattutto, di queste due guerre europee e mediorientali, senza trascurare e dimenticare la nostra situazione politica, sociale e culturale Italina, così dominata e governata dall’attuale governo di centro destra. Inoltre, il poeta postcontemporaneo deve tener conto delle relazioni, delle conseguenze e del rapporto che le due guerre, cruente e disumane, hanno con il governo italiano e con il popolo italiano, il quale aderisce, completamente, alle idee e alle decisioni dell’Unione e del Consiglio europeo. Quindi, io, B. C., penso, reputo e giudico che il poeta postcontemporaneo di oggi deve essere correlato sia con la situazione politica e sociale italiana e sia con le condizioni disastrose e disumane delle due guerre che, attualmente, imperversano in Europa e in Medio Oriente. Inoltre, io, B. C., penso, reputo e giudico che il poeta postcontemporaneo di oggi deve esprimere, rappresentare ed interpretare tutto il mondo politico, sociale, civile, culturale e immateriale, secondo la sua weltanschauung, che può essere favorevole o contraria alle due guerre. Insomma, il poeta postcontemporaneo non deve limitarsi a riportare, nei suoi componimenti, poetici e politici, gli eventi militari che succedono nel campo delle battaglie, ma deve esprimere, anche, il suo stato d’animo sulle due guerre e deve, anche, poetizzare il suo giudizio sui politici e sui statisti, i quali hanno scatenato le due guerre, cruente e sanguinarie. Insomma, io, B. C., penso che il poeta postcontemporaneo non può mostrarsi indifferente o distaccato di fronte alle attuali guerre che si svolgono in Europa e in Medio Oriente, anzi, deve esprimere, esplicitare ed esplicare tutto il suo punto di vista, politico e sociale, per chiarire, interpretare e giudicare le conseguenze e lo Stato di guerra attuale. Inoltre, io, B. C., penso, reputo e giudico che il poeta postcontemporaneo di oggi deve esprimere e manifestare, con il suo linguaggio, poetico e personale, lo Stato d’arte del tempo presente e postcontemporaneo di oggi, a cominciare, ovviamente, parlando, descrivendo e interpretando i fatti politici, le condizioni sociali e gli avvenimenti politici e governativi della nostra cara e amata Italia. Infatti, io, B. C., penso, reputo e giudico che il poeta postcontemporaneo deve rappresentare, descrivere e interpretare, in primo luogo, i fatti politici e sociali che avvengono ogni giorno in Italia, esprimendo, anche, su di essi il proprio giudizio poetico personale, ma senza lasciarsi influenzare e condizionare da essi, mantenendo sempre un atteggiamento distaccato e obiettivo nel confronti di tutte le opinioni e di tutti i confronti politici che vengono trasmessi, ogni giorno, nei vari talk show delle televisioni pubbliche e private. Inoltre, io, B. C., penso, reputo e giudico che il poeta postcontemporaneo deve esprimere, manifestare ed esplicare, anche, una visione, obiettiva, completa e poetica dei tempi che stiamo vivendo, senza nascondere niente sulla brutalità e sulla ferocia delle guerre. Io, B. C., penso, reputo e giudico che il poeta postcontemporaneo, in particolar modo, deve esprimere, rappresentare e interpretare la brutalità e la ferocia delle due guerre che sono state perpetrate e messe in campo dagli Stati aggressori, come la Russia postfascista del dittatore e macellaio Putin o come la brutalità e la ferocia dello Stato terroristico palestinese di Hamas, il quale il 7 ottobre 2023 ha massacrato e terrorizzato una parte del territorio ebraico e dei kibbutz israeliani. Io, B. C., penso, reputo e giudico, inoltre, che la differenza tra il poeta postcontemporaneo e i poeti contemporanei di oggi consiste proprio nel fatto che, mentre i poeti contemporanei si dedicano, soprattutto, a descrivere la propria condizione personale, psicologica, individuale ed esistenziale, il poeta postcontemporaneo deve essere in relazione, continua, critica e attenta, con i fatti politici, nazionali ed internazionali e con gli avvenimenti politici, culturali, sociali e civili più importanti di oggi. Infatti, io, B. C., penso, reputo e giudico che il poeta postcontemporaneo deve limitare, ridurre, minimizzare e circoscrivere, il più possibile, le sue considerazioni personali, emotive e ideologiche, e i suoi sentimenti individuali, nei confronti delle situazioni e delle condizioni sociali e politiche di oggi. Io, B. C., penso, reputo e giudico che il poeta postcontemporaneo deve, anche, esprimere la sua visione del mondo, cioè la sua weltanschauung e confrontarla con tutte le altre weltanschauung del mondo. Inoltre, io, B. C., penso, reputo e giudico che oggi noi viviamo in un tempo, sociale e civile, postcontemporaneo, cioè che va oltre al tempo contemporaneo e che mette insieme, contemporaneamente, il passato, il presente e il futuro, con tante immagini, contemporanee e postcontemporanee, che formano il sale della nostra convivenza mondiale; inoltre, tutte le immagini e i talk show del mondo danno vita allo spettacolare e variopinto caleidoscopio mondiale, di cui è difficile rendersi conto e uscire da esso, se non si hanno le conoscenze e le competenze, culturali e politiche, necessarie per decifrarlo, giudicarlo e viverlo pienamente e gioiosamente.

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Infatti, io, B. C., penso, reputo e giudico che questo immenso e variopinto caleidoscopio è come un labirinto da cui è difficile uscirne, se non si conoscono le vie di uscita e di accesso da esso. Quindi, io, B. C., penso, reputo e giudico che il poeta postcontemporaneo deve avere il compito di chiarire e indirizzare i suoi lettori a uscire da questo bellissimo, affascinante, avvincente, artistico, immenso e variopinto caleidoscopio, il quale è talmente potente che ubriaca e stordisce tutti coloro che non riescono a viverlo e a uscirne fuori, come se questi lettori vivessero e fossero dentro un inestricabile labirinto. Quindi, io, B. C., penso, reputo e giudico che un altro compito fondamentale dei poeti postcontemporanei sia quello di parlare della politica nazionale italiana per fare uscire i lettori italiani dal labirinto politico e sociale in cui viviamo. Dunque, io, B. C., per concludere questo PRIMO ARTICOLO TEORICO, POLITICO E POETICO 2024, voglio precisare, ancora una volta, la funzione e il compito del poeta postcontemporaneo, il quale deve far conoscere, in termini poetici, tutta la drammaticità e la ferocia dei nostri tempi e del nostro Zeitgeist.  Insomma, il poeta postcontemporaneo, non deve annullare sé stesso, bensì deve chiarire, descrivere, interpretare e rappresentare i fatti, sociali e politici, e gli avvenimenti, culturali, civili e immateriali, più importanti e più acclarati che si svolgono ogni giorno nel nostro mondo e del nostro attuale Zeitgeist. Insomma, io, B. C., con questo articolo politico e teorico, voglio, semplicemente, rafforzare e valorizzare tutte le idee postcontemporanee sulla poetica della poesia postcontemporanea che io, B. C., ho già scritto e delineato nei miei scritti teorici e poetici già elaborati in precedenza. Inoltre, io, B. C., ribadisco, ancora una volta, che il compito fondamentale e precipuo dei poeti postcontemporanei deve essere quello di mettere in primo piano e in evidenza gli aspetti sociali e politici del nostro tempo e del nostro Zeitgeist, arginando e marginalizzando, il più possibile, gli aspetti personali e psicologici del poeta stesso. Infine, io, B. C., per concludere questo articolo, politico e teorico, esprimo il desiderio di raccomandare e di suggerire, ai poeti postcontemporanei di oggi, che vogliono aderire e associarsi alla poesia postcontemporanea di oggi; inoltre, io, B. C., auguro che i poeti postcontemporanei di oggi guardino e osservino, più fuori da sé stessi che entro sé stessi.

Modica, 25/03/2024                                                                          Prof. Biagio Carrubba

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