I MIEI SECONDI POST DI SETTEMBRE 2025. DAL N. 5 AL N. 10.

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Quinto post di settembre 2025.

Io, B. C., desidero concludere questi post dedicati a Massimo D’Alema e quindi voglio, anche, proporre un parallelo tra il mio percorso politico e ideologico e quello di Massimo D’Alema, ex leader della sinistra italiana. Io, B. C., per chiarire il mio diverso percorso politico e ideologico, lontano dal percorso politico di M. D’Alema, riporto un mio articolo politico, scritto nel 2014, come prova del mio distacco dall’ideologia comunista e come prova della mia separazione dalla concezione, teorica, filosofica e politica marxista; distacco e separazione avvenute intorno al 2010. Io, B. C., intorno al 2010, capii che, ormai, il marxismo era una ideologia superata, obsoleta e anacronistica, dopo le rivoluzioni digitali e dopo la diffusione di internet, che stravolsero tutto il mondo occidentale e modificarono tutte le Democrazie liberali e antifasciste europee, per cui capi che dovevo adeguarmi all’evoluzione e al progresso del capitalismo mondiale. Inoltre, nello stesso periodo, capii, anche, l’importanza dei sistemi parlamentari e il ruolo fondamentale dei partiti politici. Ora io, B. C., penso, reputo e presumo che Massimo D’Alema non abbia capito tutte le modifiche politiche e le trasformazioni economiche e digitali del capitalismo mondiale, per cui Massimo D’Alema rimase fedele, coerente e coeso alla vecchia mentalità del comunismo mondiale del XX secolo, ormai obsoleto e anacronistico e non più adatto a spiegare e a trasformare il progresso sociale, economico, civile, militare e culturale del XX secolo, come si augurava il vecchio buon Karl Marx. Quindi, in sostanza, io, B. C., sono riuscito ad adeguarmi al nuovo capitalismo mondiale, mentre Massimo D’Alema non è riuscito ad accettare l’evoluzione e il progresso del capitalismo mondiale, per cui è rimasto invischiato, invescato, impantanato, impegolato e impelagato nel campo del comunismo internazionale, ormai obsoleto e anacronistico, liberticida e oppressivo, di tutte le libertà civili e sociali delle democrazie occidentali.

Modica, 17/09/2025

Sesto post di settembre 2025.

Come prova del mio distacco dal comunismo del XX secolo e dall’ideologia marxista, io, B. C., riporto un articolo, premonitore e anticipatore, nel quale io prendo coscienza, esprimo e manifesto tutta l’inattualità e tutta l’utopia del marxismo. Quindi, io, B. C., esprimo, dichiaro e manifesto, oggi, 17/09/2025, anche, tutta la mia separazione dal comunismo politico del PCI ed esplicito, spiego e dichiaro   tutto il mio distacco dall’ideologia del comunismo del XX secolo e dalla filosofia marxista. Ecco il mio articolo, scritto il 15/01/2014, nel quale, per l’appunto, dichiaro che il marxismo, insieme ai vangeli, sono divenuti libri, teorie e profezie totalmente obsoleti, utopistici e anacronistici. Invece, io, B. C., penso, giudico e presumo che il grande e primo politico Massimo D’Alema abbia continuato a scrivere i suoi articoli politici e a pubblicare i suoi libri, filosofici e storici, sempre in continuità e in collegamento con la filosofia marxista e con le teorie sociali di sinistra, che io considero ormai superate, obsolete e anacronistiche perché non corrispondono più alle esigenze e alle condizioni del capitalismo economico, sociale, culturale e istituzionale mondiale. Quindi, io, B. C., giudico il mio percorso politico e ideologico razionale e adeguato all’attuale società italiana, mentre, io, B. C., penso, giudico e ritengo che il  percorso ideologico, politico, filosofico, economico e sociale di Massimo D’Alema sia inadeguato e inattuale come tutto il pensiero comunista attuale, così come attuato e realizzato nella Russia di Putin, nella Cina di Xi Jinping e nella Corea del Nord di Kim Jong-un e di tutti gli altri Stati e nazioni che in qualche modo si riferiscono alla filosofia marxista o che sono alleati con la Russia di Putin, con la Cina di Xi Jinping e nella Corea del Nord di Kim Jong-un. Infine, io, B. C., voglio anche esporre, manifestare e rivelare un altro particolare che mi ha legato e avvicinato alla storia di M. D’Alema. Il particolare di cui voglio parlare è il seguente. Ci fu un’occasione nella quale Massimo D’Alema fu nominato e proposto come candidato alla Presidenza della Repubblica italiana. Io, B. C., allora, in quella occasione, scrissi un articolo nel quale esprimevo tutta la mia simpatia e la mia empatia per Massimo D’Alema, il quale, però, non fu eletto e rimase un nome disperso, tra i candidati non eletti. Io, B. C., scrissi: “Caro Massimo D’Alema abbi pazienza perché la prossima volta potrai essere tu ad essere eletto. Purtroppo, ora è evidente che, dato il tuo percorso politico e ideologico, fuori dalla politica italiana, non sarai più eletto, né come deputato né come Presidente della Repubblica italiana”.

Modica, 17/09/2025

Settimo post di settembre 2025.

Ecco, qui di seguito, il mio articolo pubblicato nel 2014, nel quale, io, B. C., annunciavo e preannunciavo il mio distacco e la mia separazione dalla filosofia di Karl Marx e dalla religione del cattolicesimo di Roma. Divido l’articolo, premonitore e rivelatore, in 3 post, che si susseguono, in continuità tematica, l’uno dopo l’altro.

Il titolo dell’articolo è:

Rileggere il CAPITALE. L’utopia.

Prima la realtà e poi l’utopia

Ci sono tre grandi libri che, col passare del tempo, sono divenuti totalmente obsoleti e utopistici. Questi tre libri sono:

  1. I Vangeli” dei quattro evangelisti del Nuovo Testamento;
  2. Canto di Natale” di Charles Dickens;
  3. Il Capitale” di Karl Marx.

Credo che oggi questi tre grandi ed affascinanti libri, per motivi diversi, siano divenuti libri da museo, perché non fanno più presa nei giovani di oggi occupati da altri problemi e rattristati dalla mancanza di lavoro. Questi tre grandi libri, fascinosi e bellissimi, purtroppo non riescono più ad affascinare nessuno, perché il loro contenuto è ormai datato e superato dall’attuale società capitalistica e perché il loro messaggio spinge a credere nell’amore universale e nella filantropia, che sono sentimenti e forze deboli per affrontare e risolvere i gravi problemi delle attuali società post-moderne. Oggi, infatti, le società capitalistiche sono basate sulla più cruda realtà del mercato e del lavoro e non lasciano niente all’immaginazione al potere, né all’utopia. Sembra che soltanto le società capitalistiche riescano a far funzionare il mondo complesso e feroce degli uomini, la cui natura è ancora più vicina alla lotta per la sopravvivenza del mondo naturale che ad un mondo di pace e di prosperità fra gli uomini.

Modica, 17/09/2025

Ottavo post di settembre 2025.

Il famoso libro “Lire le Capital” di Louis Althusser pubblicato nel1965 esprimeva la tesi e l’esigenza di fondo di rilanciare e riproporre il neo marxismo di Karl Marx. Gli anni ’60 erano proprio gli anni della speranza e della rinascita del marxismo in tutta l’Europa. Io, Biagio Carrubba, nel 2014 con questo articolo prendo atto con mio sommo dispiacere del fallimento e della morte del marxismo in tutto il mondo. Credo, inoltre, che sia venuto il momento di dare una giusta e degna sepoltura alla teoria economica proposta e presentata come scientifica da Karl Marx ed esposta chiaramente ne “Il Capitale” del 1867. Mentre “Lire le Capitale” veniva dopo la seconda guerra mondiale e dopo il grande revisionismo socialista degli anni 1900 e 1930 di Karl Kautsky e di A. Labriola e F. Turati in Italia, questo libro voleva essere una grande svolta per tutta la sinistra europea in contrapposizione ed in alternativa al comunismo reale dell’Unione Sovietica. Oggi io, Biagio Carrubba, invece purtroppo affermo che non si può fare altro che dire addio al marxismo come teoria scientifica e ciò vuol dire che di scientifico la teoria marxista non aveva niente perché il comunismo scientifico di Marx non ha superato la prova della storia. Ciò che rimane di esso è soltanto l’utopia di una società che non si realizzerà sul pianeta Terra. Infatti, ormai, non esiste più né il proletariato né tanto meno la dittatura del proletariato che sono fenomeni completamente superati nell’attuale globalizzazione capitalistica. Basterebbe già la mancanza di questi due fattori per dichiarare fallita e non-scientifica la teoria di Marx.
Insomma, oggi a distanza di 150 anni dal marxismo, io, B.C., constato e metto in rilievo le seguenti aporie del materialismo storico di Karl Marx:

  • il marxismo non si può considerare la palingenesi delle masse sfruttate e dei proletari;
  • il lavoro non può essere considerato come lo sfruttamento dei capitalisti sul proletariato;
  • il proletariato non è stato in grado di fare nessuna rivoluzione, né sociale, né politica, né tanto meno è riuscito ad instaurare la dittatura del proletariato;
  • la globalizzazione del capitalismo è talmente forte che ha vinto sul lavoro organizzato e sui partiti politici che ancora lo rappresentano;
  • il valore del lavoro così come lo aveva descritto Marx e cioè il plusvalore, che il capitalista ricava dal lavoro non pagato agli operai, è una teoria sballata e non-scientifica perché esistono tanti tipi di lavoro e non soltanto quello delle fabbriche. Il capitalismo non trae la sua ricchezza dal plusvalore ma dall’organizzazione mondiale del mercato e dalla produzione mondiale dei suoi prodotti industriali;
  • la teoria marxista sulla lotta di classe tra capitalisti e proletariato risulta semplicistica perché la lotta per la sopravvivenza è una lotta che si svolge in tutti i campi, dal lavoro all’amore, per cui esiste una lotta continua tra gli individui, di tutti contro tutti, e non soltanto tra classi sociali come teorizzato da Karl Marx.

Modica, 17/09/2025

Nono post di settembre 2025.

Oltre a queste aporie riporto altre cinque prove fondamentali che dimostrano la fine del comunismo scientifico di Karl Marx, desunte dal corso della storia europea e mondiale che decretano e constatano, a mio giudizio personale, il fallimento e la morte del comunismo scientifico di Marx. La prima grande prova storica è stata il crollo del comunismo in U.R.S.S. nel 1990/91, quando la Rivoluzione sociale e civile del popolo di Mosca provocò la caduta del comunismo di Gorbaciov, portando alla C.S.I., il cui primo presidente fu Boris Eltsin. La seconda grande prova storicaè stata il trasformismo che dalla rivoluzione sociale di Mao Tse-Tung che si è trasformato nell’attuale regime dittatoriale comunista, dove manca qualsiasi forma di democrazia e di libertà personale e politica, come la libertà di stampa e di mercato, che sono diritti inalienabili dell’individuo. La terza grande prova storica è la nascita della filosofia del post-moderno in Europa che ha elaborato una filosofia in cui l’elemento fondamentale è il riconoscimento del pluralismo di ogni voce e di ogni democrazia parlamentare, cosa che viene automaticamente negata in ogni regime totalitario sia di destra che di sinistra. La quarta grande opera storica è stata un pensiero di Mario Luzi, il quale afferma che: “la ragione non può essere asservita all’ideologia”: con altre parole: “non può esserci un solo modo di pensare in tutto il mondo”. Ciò significa che il comunismo non può essere l’unica filosofia politica valida per tutti i popoli del mondo, anzi l’ideologia comunista risulta oggigiorno l’unica teoria politica negata ed abiurata da tutti i popoli del mondo. La quinta grande prova storica è stata data dalle scienze che affermano l’inesistenza di un unico modello di sviluppo epistemologico e filosofico valido per tutti gli esseri del mondo, sia nel mondo naturale che in quello umano.
Poiché il comunismo di Karl Marx non ha superato tutte queste prove, credo che esso abbia fallito miseramente. Quindi l’unica cosa che mi resta da fare, per chi ha ancora un barlume di speranza per creare una società comunista ed egualitaria, è quello di auspicare tante società democratiche dove vengano garantite sia una maggiore democrazia parlamentare e politica e sia le libertà personali e civili di tutti i cittadini.

Modica, 17/09/2025

Decimo post di settembre 2025.

Io, B.C, credo che il marxismo di Marx possa venire riposto in un museo tra le cose impossibili e utopistiche, mentre l’auspicio più forte che possa fare è quello che venga rafforzata la difesa di ogni democrazia parlamentare e la difesa delle libertà di ogni individuo. Ma se il marxismo esce dalla ragione e dalla filosofia rimane comunque nel cuore, tra i desideri impossibili più belli ed utopistici che hanno mai attraversato il cuore e la mente di milioni di persone che hanno sognato, combattuto, sperato e sono morti per la difesa del comunismo come ideologia praticabile. Mi riferisco ai soldati russi che morirono, durante la seconda guerra mondiale, per difendere non soltanto il comunismo sovietico ma anche per salvare e liberare le libertà democratiche delle società capitalistiche dall’offensiva brutale ed annientatrice delle armate del nazismo e del fascismo. In conclusione per tutti questi motivi sopra esposti prendo congedo dal marxismo come teoria utopistica, e aderisco ad un capitalismo dal volto umano che sia veramente garante e difensore della democrazia parlamentare e tutore irreprensibile delle libertà personali, civili e sociali di ogni cittadino del mondo.

Modica, 15 gennaio 2014                                                Biagio Carrubba

 Modica, 17/09/2025

MODICA, 17/09/2025 PROF. BIAGIO CARRUBBA

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