I MIEI QUINTI POST DI GIUGNO 2025. DAL N. 15 AL N. 16.

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Quindicesimo post di giugno 2025.

Io, Biagio Carrubba, penso, reputo e giudico che la teoria, sociologica e filosofica, che spiega e chiarisce il contraddittorio comportamento – dei lavoratori, dei disoccupati, dei precari, dei giovani inattivi, degli scioperanti, come i metalmeccanici, i manifestanti, insoddisfatti della loro condizione economica, i lavoratori in fase di licenziamento per il lavoro precario e discontinuo, i cassintegrati delle industrie, gli attori e le attrici che hanno perso il lavoro perché non si fanno più film, i ricercatori e le ricercatrici scientifiche, che lavorano negli Istituti Statali, i pensionati, insomma tutti coloro che stanno male per il lavoro, – è la mia teoria, filosofica e sociologica, la quale, per l’appunto, chiarisce e spiega il comportamento contraddittorio di tutte queste categorie dei lavoratori, dei disoccupati, dei precari e dei giovani inattivi, i quali, l’8 e 9 giugno 2025, non sono andati a votare al referendum della CGIL di M. Landini. Io, B. C., infatti, mi sono chiesto e mi chiedo, perché tutte queste categorie di persone, le quali avevano tanti buoni motivi per andare a votare, non sono andate a votare l’8 e 9 giugno 2025 il referendum sul lavoro, proposto e indetto dalla CGIL di Maurizio Landini? La mia spiegazione di questa mancata partecipazione di queste categorie al referendum della CGIL è la seguente. Io, B. C., penso, reputo e spiego che la mancata partecipazione al referendum della CGIL di tutti i lavoratori, i disoccupati, i precari e i giovani inattivi, i quali, ogni giorno, in molti luoghi di lavoro italiani, scendono in piazza, protestano, si lamentano e manifestano la loro precaria condizione di lavoro, contro il governo Meloni, che gestisce e amministra tutta l’economia e il mondo del lavoro italiano, sia dovuta al fatto della mia divisione e separazione dell’elettorato italiano in 4 grandi fasce, sociali ed elettorali.

Modica, 21/06/2025

Sedicesimo post di giugno 2025.

Infatti, io, B. C., ho diviso l’elettorato italiano in 4 grandi fasce, sociali ed elettorali: la prima fascia è costituita dal 30% degli elettori del centro sinistra; la seconda fascia è costituita dal 30% degli elettori del centro destra; la terza fascia è costituita 20% degli elettori italiani che non votano, cioè i veri e propri astensionisti; la quarta fascia è costituita da un altro 20% che sono gli elettori italiani, qualunquisti e volubili, i quali, di volta in volta, cambiano partito politico, da una elezione all’altra, votando un partito che poi cambiano nelle elezioni successive. Quindi, io, B. C., seguendo le mie supposizioni, sociologiche e politiche, pensavo e presumevo che, – per i lavoratori, per i disoccupati, per i precari, per i giovani inattivi e per tutti coloro che vivono una condizione economica precaria e disagiata, come i pensionati e i giovani in cerca di primo lavoro, – l’andare a votare per i 5 quesiti del referendum della CGIL, sarebbe stata una buona occasione per manifestare e ribadire tutto il loro disagio e il malessere che serpeggia e attraversa tutto il mondo del lavoro: dal precariato al lavoro povero. Invece, tutti i lavoratori in cassa integrazione, i disoccupati, i precari, i giovani inattivi e tutti gli altri, poveri e disagiati, non sono andati a votare per manifestare tutto il loro disagio e il loro malessere contro il governo Meloni, il quale, in questi 2 anni e mezzo di governo, non ha fatto niente per diminuire il disavanzo pubblico italiano e non ha fatto niente per lenire e diminuire la povertà assoluta degli italiani; povertà assoluta, che in Italia, è in un crescente aumento . Infatti, in questi giorni, la CARITAS italiana ha certificato, ha constatato e ha attestato che, dal 2024 ad oggi, il numero di persone assistite e accompagnate dalla Caritas è cresciuto del 62,6%. L’aumento più consistente al Nord con il 77%.

Modica, 21/06/2025

MODICA, 21/06/2025

PROF. BIAGIO CARRUBBA

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