3. DICCI, DICCI, GINO.

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Non recedere, non demordere, Gino, non desistere non deflettere, dalla tua strada, dal tuo percorso esistenziale ed affettivo che ormai percorri da 69 anni, perché il tuo apprendistato della vita non è ancora certo, definito né finito. Attieniti all’amore, alla tua casa, alla tua famiglia, ai tuoi cari libri. Accomodati nella stanzetta del tuo studio e lasciati andare alla tua ispirazione poetica. Ravvisa nel tuo cuore la verità dell’amore per colei che ami di più, per la tua cara e amata Gina. Segui la tua lotta quotidiana, mantieni in salute il tuo corpo e non avere paura della tetra nece.  Non attenderti, d’ora in poi, né la felicità né la fortuna, ma spera in una vecchiaia lunga, sana e salubre. Non afferire al regno dei sogni, alla sfera della tristezza e della depressione, e non entrare nel regno del buio e della notte; tieniti stretto al mondo colorato e vivace e abbi letizia della tua vita terrena, semplice, spartana ed edonistica. Non uscire fuori dalla tua casa, né allontanarti dal tuo nido e frequenta solo le persone che ti aiutano a vivere e a lavorare, quando scrivi le tue poesie e quando redigi gli articoli politici culturali. Abbi gioia soltanto delle tue attrattive che ben ti piacciono: la poesia, la tv, i libri, l’amore, i fiori con cui abbellisci e adorni la tua cara e preziosa casa. Ascolta la voce di chi ti ama, ascolta la voce del tuo cuore, ascolta l’amore e l’affetto della tua dolce metà che ti ama. Distogli la mente dalla falsa illusione della Resurrezione del tuo corpo, bensì concentrati sulla tua prospettiva terrena e sul tuo lieto e soave dì. Consacrati, addici alla poesia ragionata, alla poesia politica e alla poesia prospettica; ammira e contempla l’arte, splendida e fulgida, e gioisci anche delle bellezze e dei colori che la natura offre gratis. Medita che dopo questa vita sulla terra, non ce n’è un’altra e non c’è nemmeno un altro mondo in cui abitare e rivivere; c’è solo un corpo che lentamente putrefà dentro una tomba buia, oscura, tetra e fredda, come afferma il famoso incipit Dei Sepolcri di Ugo Foscolo. “All’ombra de’ cipressi e dentro l’urne / confortate di pianto è forse il sonno / della morte men duro?” Io, B. C., alla domanda retorica del Foscolo, rispondo, dico e affermo che, certamente, il sonno della morte non è meno duro né all’ombra dei cipressi né dentro una tomba buia e gelida. Ma il sonno della morte è duro e insopportabile ovunque!!! A proposito della nera nece, mi piace riportare, alla fine di questo paragrafo, dei versi di Jacopone da Todi che spiegano e dimostrano quanto la terribile morte sia temuta da tutti. Ecco i versi: <<Va pe ‘l mondo sconosciuta, /et ogn’uno la rifiuta. /Tutti dicon: Dio m’aiuta/se la veggion pur passare …/ad ogn’uno dà tremore/che non gli abbia in casa à entrare>> (Jacopone da Todi, le poesie spirituali, pag. 38).

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Gino, ora che sei arrivato alla fine della tua maturità ed entri nell’età della vecchiaia vera e propria, prospettaci e presentaci una lunga retrospettiva della tua vita, vissuta, goduta, sofferta e amata. Dicci, dicci, Gino, in questa retrospettiva, quali sono stati i giorni più belli, lieti e deliziosi della tua vita? Il primo ricordo di un giorno bello, lieto e felice mi trasporta in un tempo ormai lontano da oggi. Infatti, un giorno che, ancora oggi, ripenso con piacere e con delizia è il giorno della mia seduta di laurea, quando a Catania mi laureai in filosofia. Era l’11/11/ 1979. In quel giorno, davanti a me c’era la commissione dei professori universitari che mi chiedeva qualcosa sulla mia tesi. Dietro a me ci stavano i miei genitori e i miei parenti più stretti. C’era anche Carmela, il mio primo, grande e vero amore, che assisteva alla mia seduta di laurea e che era venuta con me per simpatia e per farmi compagnia. Ad un tratto vidi spuntare due uomini, a me molto cari e di bella presenza, che in quel giorno vennero all’Università per consegnarmi il mio breve lavoro, filosofico e politico, che io avevo pensato, meditato, elaborato, scritto e composto nell’ultimo anno di studi universitari. Questi due compagni, politici ed eccezionali, mi diedero alcune copie del libretto da me scritto, ma pubblicato da loro, a mia insaputa. Il libretto politico aveva per titolo “LA RIVOLUZIONE PROSSIMA FUTURA” edito a Catania. Io, B. C., rimasi molto sorpreso, soddisfatto e felice da questa grande e inattesa sorpresa, e da questo grande inaspettato regalo per me. I due compagni me lo portarono e me lo consegnarono alla fine della seduta di laurea. Poi se ne andarono, ma, per me, quel giorno rimane ancora oggi il più bel e lieto giorno della mia vita di studente, sia per le grandi emozioni, così intense, e sia per i grandi sentimenti che io provai in quel giorno, fortunato, felice e lieto per me. Io, B. C., infatti mi sentivo anche maturo, forte e preparato per entrare nel mondo del lavoro e per affrontare la lotta impervia, ma affascinante, della vita. Inoltre ero orgoglioso di essere riuscito a laurearmi, nonostante tutti i limiti lessicali e linguistici, e nonostante tutti i ritardi logici e intellettuali che mi trascinavo fin dalle scuole elementari. Ero disoccupato, non avevo un soldo, ma ero giovane e la mia giovinezza mi dava una forza propulsiva, viva e vitale. Sentivo dentro di me una energia vitale incredibile e avevo molta fiducia di realizzare nella mia vita, qualcosa di importante e auspicavo di scrivere qualche componimento poetico notevole. Infatti, io, B. C., speravo e immaginavo di scrivere una raccolta poetica, molto apprezzata da tutti e di pubblicarla in un libro di poesie. Io, B. C., purtroppo, devo ammettere che questo evento fortunato, fino ad oggi, non è ancora avvenuto e non si è ancora verificato, con mio grande dispiacere e con mia grande delusione. Inoltre, io, B. C., in quel giorno, avvertì, dentro di me, una grande speranza che mi proveniva da Carmela, la quale con il suo amore, con la sua sicurezza e con i suoi baci e con i suoi due figli mi trasmetteva e mi infondeva una grande forza vitale, cosicché io mi sentivo libero e fiero di me stesso. Un altro bel giorno che io ricordo, lieto e felice, fu il giorno dei mondiali di calcio del 1982, quando l’Italia vinse la partita contro il fortissimo Brasile. Era il 5 luglio, una giornata molto calda e limpida. Mi ricordo, perfettamente, le grandi emozioni che provai con i tre bellissimi e stupefacenti goal di Paolo Rossi. Io e Carmela arrivammo a Scicli, a casa di mio padre, un po’ in ritardo, e poi, tutti e tre, insieme, vedemmo la partita tutta intera, provando una grande soddisfazione per la prestigiosa vittoria dell’Italia. Poi Carmela se ne andò e restammo da soli io e mio padre, sorridenti, soddisfatti e felici, per la inaspettata e bellissima vittoria dell’Italia sul Brasile; splendida vittoria che poi consentì all’Italia di vincere il campionato mondiale di calcio del 1982. Ancora oggi quando rivedo la partita, o quando rivedo i tre goal di Paolo Rossi, riprovo la stessa grande emozione e rivivo lo stesso grande entusiasmo che provai, allora, durante la spettacolare partita.

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Dopo questi due giorni, fausti e felici, io, B. C., ho avuto pochi altri giorni sereni, lieti e felici. Nel seguito della mia vita, infatti, sono stato colpito e attaccato da una serie di malanni che mi hanno tormentato e afflitto per molti decenni. Inoltre ho sempre dovuto coprire, nascondere e celare i miei ingenerati handicap, fisici e psichici, che mi hanno sempre limitato e inviluppato i miei rapporti personali e sociali, diminuendo e riducendo, così, di molto, anche le mie possibilità amatorie e affettive. Ho coltivato e mantenuto in vita una sola amicizia, buona e bella, quella con l’amico caro professore Giorgio Buscema, il quale, molte volte, con i suoi preziosi consigli, mi è stato di aiuto in varie circostanze della vita. La sua presenza e la sua amicizia sono state, per me, un gran sollievo e un gran conforto e molte volte mi hanno placato, lenito e alleviato la triste, pesante e lunga solitudine, trascorsa, vissuta e patita a Ragusa nel decennio 1990 – 2000. Dunque, io, B. C., ho attraversato e vissuto una esistenza, in gran parte, grigia, monotona e anonima, tranne ad avere assaporato qualche giorno di felicità e di serenità. Un altro giorno, molto importante, buono e positivo per me, è stato il 13/08/2003, un giorno fortunato e casuale, nel quale ho rincontrato la mia attuale seconda moglie Gina Rizza, la quale, da allora ad oggi, si è sempre prodigata per farmi stare bene e a tutt’oggi mi vuole ancora bene e mi ama molto con la sua dedizione e con i suoi sacrifici. Quindi, io, B. C., non finirò mai di ringraziarla, per tutto l’amore e il bene che ha riversato su di me. Inoltre, io, B. C., sono grato a lei, la quale, con la sua presenza e con la sua dedizione, ha colmato e lenito molti miei giorni, grigi, tediosi e pericolosi, come quando sono stato ricoverato per una settimana all’ospedale di Modica. Infine, io, B. C., spero che la mia presenza e il mio amore per lei siano stati altrettanto sufficienti per manifestare la mia gratitudine e ricompensarla con il mio amore e con il mio affetto verso di lei. In conclusione e come sintesi della mia vita, io, B. C., oggi, posso affermare e comunicare agli altri che, tutto sommato, fino ad oggi, ho vissuto una esistenza buona, lieta e tranquilla. Purtroppo la mia vita è stata percorsa e attraversata da giorni pieni di solitudine e di malessere e intervallata, anche, da periodi meno buoni e più turbolenti. A tutto ciò, io, B. C., devo aggiungere, come considerazione finale, che la grande fortuna della mia vita, modesta e mediocre, è stata, certamente, il poter contare, ogni mese, sul mio stipendio sicuro e regolare di professore, prima di scuola media di primo grado e poi di scuola media di secondo grado. Io, B. C., affermo, anche, che lo stipendio, in tutti questi anni della mia vita, mi ha assicurato un buon tenore di vita, agiata e confortevole, mentre ho visto in passato e vedo ancora oggi, come molti cittadini italiani soffrono una grave crisi, finanziaria ed economica, per la diffusa e ampia disoccupazione che esiste in Italia. Lo stipendio mi ha, anche, garantito, non solo poter comprare i beni di prima necessità, cibo e vestiario, ma, lo stipendio mi ha, anche, assicurato di mantenere la mia casa riscaldata e decente, e di adornare e abbellire la mia attuale casa con il profumo e l’olezzo di mazzetti di fiori che io, ogni settimana, compro nel supermercato. Infine, il mio stipendio di professore mi ha permesso, anche, di soddisfare e colmare i miei bisogni culturali e spirituali, comprando i libri necessari per soddisfare la mia fame di cultura e colmare le mie esigenze di aggiornamento culturale e intellettuale. Io, B. C., attualmente abito in un appartamento, al primo piano, che ha un ampio e lungo balcone che gira ad angolo retto seguendo le pareti esterne dell’appartamento. Io, B. C., non ho avuto mai una casa di mia piena proprietà e, a tutto oggi, l’appartamento appartiene alla banca, anche se io, B. C., insieme a mia moglie, risulto il proprietario. Inoltre lo stipendio mi ha permesso di acquistare i miei cari libri, i quali hanno esaudito e colmato le mie curiosità intellettuali e filosofiche. Infine, lo stipendio di professore mi ha dato, anche, la possibilità di comprare i libri per completare i miei studi professionali e di approfondire, anche, le mie soddisfazioni e aspirazioni culturali e poetiche, le quali hanno costituito il nutrimento vitale della mia mente e del mio spirito. Io sono soddisfatto di questo mio appartamentino perché l’ampio balcone, che gira a squadra, seguendo le pareti dell’appartamento, mi permette la vista di un ampio prato, da dove io vedo e osservo l’alternarsi delle stagioni e da dove, molte volte, io respiro un’aria pulita e salubre che proviene dalla campagna circostante e da dove, in giornate particolari, percepisco, anche, l’odore e l’olezzo dei fiori primaverili. Infine, io, B. C., molte volte, quando guardo la caduta delle foglie degli alberi dei prati che circondano il mio appartamentino e, quando osservo il cambiamento dei colori della campagna che si distende davanti ai miei occhi, percepisco e intuisco, anche, il veloce scorrere del tempo che, con la velocità di un fulmine che si scarica a terra, così si porta via, con mio sommo dispiacere e terrore, anche, la fugace, la tenue, l’esile, la fragile, la soave e la dolce luce della vita.

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Dicci, dicci, Gino, quali sono stati i giorni più brutti, più tristi, più perniciosi e più nocivi della tua vita? Per trovare i miei giorni più tristi, mesti e perniciosi della mia vita non devo andare, con la memoria, in un tempo lontano, mi basta rimembrare il giorno del 25/09/2022, quando i risultati delle ultime elezioni, politiche ed elettorali, diedero la vittoria al centro destra e al partito FdI di Giorgia Meloni. In quel momento trasecolai tutto, dalla testa fino ai piedi; rimasi esterrefatto e sbigottito del tutto. Nacque, così, nel mio animo, una tristezza infinita e cupa, che ancora oggi vive e mi percuote tutto il corpo e si riverbera in tutta la mia triste anima. Capii subito che, con la vittoria della destra e del partito della Meloni, era crollato un grande masso sulle case degli italiani e mi resi conto, anche, che questo grande macigno aveva creato una profonda ferita nel mio animo e nei miei sentimenti politici. Non volevo credere che i neo fascisti del partito FdI avessero vinto le elezioni e non volevo credere che il PD avesse perso, per cui rimasi trasecolato, sgomento e di stucco. Io, B. C., quelli del partito FdI, non li prendevo nemmeno in considerazione, come possibili vincitori delle elezioni, perché pensavo e supponevo, erroneamente, che il popolo italiano era molto lontano da questo partito, anacronistico e obsoleto; invece la stragrande maggioranza degli italiani lo ha scelto e lo ha votato, portandolo alla vittoria finale. Io, B. C., allora capii e mi resi conto che il popolo italiano era molto vicino a loro e molto lontano dal PD. Ancora oggi avverto dentro di me una grande depressione e una forte angoscia per l’incredibile e inaspettata vittoria della Meloni che mi fa ancora trasalire e mi turba ogni momento della giornata. Infatti la mia vita di questi ultimi tre mesi è cambiata enormemente: da tranquilla e serena, come era stata negli ultimi anni, con i governi di centro sinistra, ora la mia vita è diventata un’esistenza priva di mordente, di tranquillità e di felicità e piena di tristezza. Infatti, la visione della Meloni in tv, sorridente e vittoriosa, mi desta, ogni volta, un sentimento di tristezza, di rabbia, di malumore e di sconcerto. Inoltre la partecipazione della Meloni a Bruxelles, in rappresentanza dell’Italia, mi suscita, anche, un senso di pessimismo, di tristezza e di lutto, perché mi sembra di vedere e intravedere il diavolo fatto persona nella figura e nei panni della Meloni. Inoltre, quando vedo la nana Meloni andare a Balì, in rappresentanza dell’Italia, mi prende una grande ansia e una grande angoscia, perché non riesco a sopportare che una leader politica di destra, nana, senza idee politiche, povera di spirito e scarsa di una cultura generale, rappresenti l’Italia in questi summit internazionali. Io, B. C., quando vedo la Meloni in tv mi prende un grande malessere, per la sua vittoria Politica, prevista dai sondaggi che davano il partito FdI al 22%, ma imprevista e inattesa da me. Questa vittoria, elettorale e politica, ora mi pervade tutto il corpo, tutta la mia anima e deprime i miei sentimenti politici. Inoltre, io, B. C., penso e giudico che la politica di Giorgia Meloni, dettata da una ideologia di destra, porterà, sicuramente, l’Italia a un disastro economico, a una regressione culturale e a un arretramento politico, sociale e civile e, forse, potrà essere la causa di una rivolta civile fra gli italiani, come già è stato preannunciato da coloro a cui sarà tolto il reddito di cittadinanza. Infine, io, B. C., penso e reputo che la Meloni, una leader politica, nana, ignorante e incompetente, sia la meno adatta, la meno adeguata e la meno congruente a rappresentare l’Italia nel mondo. Penso, inoltre, che, nelle elezioni politiche del 25/09/2911, la stragrande maggioranza degli italiani non doveva scegliere né la Meloni né il suo partito né il centrodestra, bensì doveva scegliere e votare il centro sinistra e il PD. Infatti, io, B. C., penso e suppongo che in Italia vi sono tanti uomini, politici, economisti, intellettuali e giornalisti, preparati, competenti ed eruditi, del centro sinistra, i quali, in modo più degno, più onorevole e più qualificato, possono rappresentare l’Italia meglio di Giorgia Meloni, una leader poco consistente, poco qualificata e di estrema destra. Inoltre, io, B. C., penso, suppongo e reputo che la vittoria della Meloni sia stata dovuta alla numerosa popolazione di tanti neo fascisti anonimi che vivono in Italia. Io, B. C., non immaginavo né conoscevo che in Italia ci fosse l’esistenza di tanta popolazione, anonima, anacronistica, silente, faziosa, partigiana e neo fascista, perché questa popolazione non aveva mai manifestato, apertamente e manifestamente, la sua adesione al partito FdI e teneva, così, nascosta la sua appartenenza all’ideologia fascista. Io, B. C., non immaginavo che in Italia ci fossero tanti elettori neo fascisti perché pensavo che ormai l’Italia fosse distante e lontana dalla mentalità e dall’ideologia fascista. Evidentemente mi sbagliavo. L’unica popolazione neo fascista che aveva manifestato e aveva dichiarato, pubblicamente e folcloristicamente, la sua adesione al fascismo storico è stata la popolazione che abita a Predappio, città natale di Mussolini, dove quasi tutta la popolazione si dichiara di essere fedele e seguace di Mussolini e di essere nostalgica del regime fascista. Oggi, purtroppo, io, B. C., mi rendo conto che, invece, i neo fascisti sono ovunque in Italia perché ogni giorno in televisione vedo molti politici e intellettuali che appartengono al partito FdI della Meloni e si dichiarano di essere neo fascisti e, dopo la vittoria, elettorale e politica, del 25/09/2022, manifestano la loro gioia e la loro fierezza di far parte del partito FdI.

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Dicci, dicci, Gino, per finire questo resoconto personale e questa sintesi della tua vita, qual è la tua prospettiva politica odierna e come vedi il futuro dell’Italia? Comincio dall’oggi e cioè dal momento in cui mi sveglio la mattina. Mi alzo, e accendo subito la tv. E mi accorgo come tutti i canali delle tv, nazionali e private, sono invasi e pieni di politici presuntuosi, di economisti pretenziosi, di intellettuali saccenti e di giornalisti di destra e, tra questi, in maggioranza, i politici del partito della Meloni, sono i più numerosi. Inoltre, io, B. C., vedo e constato che tutti i politici neo fascisti sono tutti felici e giulivi, per la loro sorprendete e massiccia vittoria, elettorale e politica. Inoltre, vedo che essi occupano tutte le trasmissioni politiche, fin dal mattino. Tutti insieme, questi intellettuali e politici di destra, proclamano le loro idee regressive e retrograde. Ogni tanto compare anche qualche intellettuale e/o politico del centro sinistra che diventa il bersaglio di critiche e di rimproveri da parte degli intellettuali e dei politici di destra. Inoltre i pochi intellettuali di sinistra scompaiono quasi subito dalle trasmissioni politiche, senza lasciare traccia nel cuore e nella mente dei telespettatori. Io, B. C., provo ad ascoltare i ragionamenti e le analisi dei politici di destra, ma immediatamente mi si gela il sangue perché giudico i loro discorsi, irrazionali e demagogici. Allora cambio canale per evitare questi pseudo ragionamenti, ma, subito dopo, mi trovo altri politici, tendenziosi e settari, di destra e del partito FdI, che affermano e snocciolano altri discorsi e altri falsi ragionamenti tendenziosi, che hanno lo scopo di persuadere i telespettatori a sostenere il centro destra e il Governo della Meloni. Anche nei talk show serali, la musica della mattina non cambia, perché al posto degli intellettuali dei politici e degli intellettuali del partito FdI ne arrivano altri, sempre di destra e del partito FdI, che continuano con i loro discorsi tendenziosi ad accettare e a difendere il Governo di estrema destra. Infatti i molti giornalisti saccenti, gli economisti tendenziosi e gli ideologhi strumentalisti di destra e del partito FdI continuano a parlare e a ragionare sempre per influenzare i telespettatori e per plagiare l’opinione pubblica. Tutti questi intellettuali di destra hanno lo scopo di persuadere i telespettatori ad avallare, rinvigorire, difendere e rafforzare l’azione e la politica del Governo della Meloni. Purtroppo i ragionamenti e le analisi di questi intellettuali di destra convincono molti telespettatori, tanto che gli attuali sondaggi confermano e ribadiscono la fiducia della maggioranza degli italiani all’attuale Presidentessa del Consiglio Giorgia Meloni. Io, B. C., non riesco a capire come molti milioni di elettori, ancora oggi, hanno fiducia nel Governo della Meloni, la quale, nella sua legge di bilancio, non ha mantenuto e non ha tenuto fede a quanto detto, promesso e propinato durante la campagna elettorale estiva. Inoltre, io, B. C., vedo e constato che c’è un folto gruppo di politici neo fascisti e di giornalisti di destra che, ogni giorno, si danno da fare per elogiare la Meloni e, anzi, si adoperano, indefessamente, a declamare un panegirico della Meloni, malgrado la sua vistosa ed evidente insufficienza culturale e malgrado la sua protervia e malgrado la sua poca conoscenza e competenza economica nota a tutti. Allora, io, B. C., mi chiedo: come fanno, ancora, gli italiani ad avere e a mostrare fiducia in una leader, così palesemente incongrua, inadatta e impreparata a gestire i gravi problemi degli italiani ed è, anche, inadeguata e insufficiente a governare la complessa società italiana. Inoltre, io, B. C., constato che, a tre mesi dalla vittoria del centro destra e della Meloni, ancora oggi la stragrande maggioranza degli italiani continua a credere a tutte le promesse e a tutte le bugie che i partiti della destra hanno declamato e assicurato durante la campagna elettorale estiva. Infine, io, B. C., constato che, dopo tre mesi dalla vittoria del 25/09/2022, la Premier Meloni ha finito di parlare agli italiani. Infatti, la Premier Meloni, dopo la vittoria, elettorale e politica, non ha più proferito nemmeno una parola agli italiani e non ha più fatto nemmeno un discorso di chiarimento e di prospettiva agli italiani. Si è limitata a dire qualche frase fatta sulla legge di bilancio, ma, per il resto, ho visto e constatato soltanto la sua modestia culturale e ho visto che ha mostrato soltanto la sua mediocrità e pochezza intellettuale e politica. Infine, io B. C., penso e suppongo che l’obiettivo fondamentale della Meloni e del suo partito sia quello di far risorgere in Italia uno Stato Presidenzialista che abbia come modello e come valori le idee e l’ideologia del vecchio fascismo. Infine, io, B. C., temo e prevedo che, se la Meloni riuscirà a realizzare la trasformazione dell’Italia, da Repubblica Parlamentare a Repubblica Presidenziale, inevitabilmente l’Italia subirebbe la morte della Repubblica e della Democrazia. Che non sia mai!

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Per me, B. C., vedere in tv il fatto che le prime due cariche dello Stato italiano siano occupate, gestite e svolte da un esponente del partito FdI e da un altro esponente della Lega, mi fa tremare il cuore e mi ferisce l’anima. Inoltre, per me, vedere in tv, nelle varie trasmissioni televisive, il fatto che, ogni giorno, molti politici del partito FdI, di cui alcuni sbraitano, altri minacciano, alcuni borbottano, altri arringano e molti altri invece compiacciono di aver vinto le elezioni, mi fa piangere l’anima e mi crea un’angoscia profonda e insopportabile. Infine, per me, vedere il fatto che la Premier Meloni sia a capo dell’attuale Governo, mi desta un senso di malinconia e di terrore perché la reputo una nana leader, inadeguata e incongrua, retriva e retrograda, per governare l’Italia. Infine, io, B. C., quando in tv vedo spuntare la nana Premier Meloni, con la sua aria gonfia e tronfia, con la sua alterigia pomposa, e con il suo atteggiamento saccente e presuntuoso, allora penso alla vecchia, ma sempre attuale, favola di Fedro. La rana e il bue. C’era una rana che, per invidia, voleva diventare grande e grossa come un bue. Allora cominciò a gonfiarsi aspirando tanta aria fino a quando scoppiò. Infine, io, B. C., penso che la vittoria della destra e del partito FdI della Meloni abbia dato inizio, per l’Italia e per gli italiani, a un periodo brutto e pericoloso perché porterà a l’Italia soltanto disgrazie e oppressione, repressione e mancanza di libertà.

Modica 23/12/2022                                                                           Prof. Biagio Carrubba

Modica, 20/01/2024

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