Ora (Hour). Una Poesia d’amore di Carol Ann Duffy.

Carol Ann Duffy
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Introduzione.

La poesia “Ora” (Hour) fa parte del libro di poesie d’amore “Estasi” (Rapture) della poetessa Carol Ann Duffy pubblicato in Inghilterra nel 2005 ed in Italia nel 2012, nell’antologia “Lo Splendore Del Tempio” edito da Crocetti Editore. Le poesie della raccolta “Estasi”sono tutte diverse fra di loro, sia per stile sia per ambientazione naturale-sociale ma hanno in comune il fatto importante che sono rivolte tutte alla sua amata compagna, la poetessa Jackie Kay. Quindi l’amore di cui parla la poetessa Carol Ann Duffy è un amore lesbico e ciò rende il libro della poetessa inglese interessante ed attuale, dato che oggi ogni forma d’amore è tollerata ed accettata nelle società contemporanee di gran parte del mondo.
Io, Biagio Carrubba, sono molto contento di questa apertura all’amore libero ed omoerotico perché spero e credo che l’amore debba essere accettato e vissuto senza i grandi pregiudizi che fino ad oggi hanno impedito il manifestarsi e la realizzazione di amori fuori dalle regole convenzionali. Infatti credo che l’amore debba essere, per prima cosa, una relazione libera e condivisa fra due persone che si rispettino reciprocamente, anche se dello stesso sesso. Io, Biagio Carrubba, ho sempre creduto nell’amore, poiché ho ricevuto tanto amore dai miei genitori e ho creduto nella famiglia come cellula fondamentale della società. Inoltre credo che l’amore debba essere, per seconda cosa, alla base della famiglia e debba costituire la gioia di una vita intera e debba costruire le fondamenta per ogni coppia e per la loro prole. Forse sono un tradizionalista, ma credo che l’amore sia alla base di ogni famiglia e di ogni società perfettamente controllata e governata dall’equilibrio sociale di diverse famiglie e tutte insieme debbano contribuire alla felicità comune e all’armonia collettiva.
Testo della poesia.
Il tempo dell’amore è mendico, ma anche una sola ora,
lucente come una moneta lanciata, arricchisce l’amore.
Troviamo un’ora per noi, non la passiamo tra fiori
o vino, ma nell’immenso del cielo estivo su un prato.

 Ci baciamo per migliaia di secondi; i tuoi capelli
come un tesoro per terra; la luce di Re Mida
che tramuta i tuoi arti in oro. Il tempo rallenta, qui
siamo milionarie, rovesciamo la notte

così che niente di buio finisca la nostra ora di luce,
nessun gioiello reggerà una candela alla bava d’un insetto
che pende dal filo d’erba al tuo orecchio,
nessun candelabro o faro ti metterà più in risalto

di qui. Adesso. Il tempo odia l’amore, lo vuol rendere povero,
ma l’amore fila la paglia in oro, oro, oro.
Il tema della poesia.
Il tema della poesia è il classico tema del “carpe diem” di oraziana memoria, rinnovato, rivisitato ed attualizzato per i nostri tempi che sono molto diversi dai tempi del poeta latino Orazio. La poetessa inglese rinnova ancora una volta, nonostante il passare dei secoli, l’invito a godersi l’ora dell’amore e a non lasciarsi sfuggire l’attimo fuggente perché una volta passato il tempo, esso è da annoverarsi tra le cose perdute e non godute. L’amore è messo al centro dell’esistenza umana ed ogni ora che passa senza questo sentimento, la vita diventa più povera e sempre più insignificante. Infatti, la poetessa mette in rilievo da un lato il tempo e dall’altro lato l’amore che si sfidano a vicenda in un duello finale e mortale, con la vittoria dell’uno o dell’altro, contrapponendo Thanatos ed Eros.
La sintesi della poesia.
Nella prima strofa la poetessa afferma che “Il tempo dell’amore è mendico”quando è di breve durata, perciò è necessario che anche una sola ora di tempo sia dedicata all’amore, poiché esso “arricchisce l’amore”.
Nella seconda strofa la poetessa comincia la sua fantasmagorica rassegna di miti classici e di riferimenti biblici “la luce di Re Mida/ che tramuta i tuoi arti in oro”.
Nella terza strofa la poetessa prosegue con altri immagini inedite ed inconsuete, sempre tratte dalla Bibbia “nessun candelabro o faro ti metterà più in risalto/di qui”.
Nella quarta strofa la poetessa constata, con un’affermazione gnomica che “(l’amore è) Adesso”, perché più il tempo passa senza amore più la vita diventa mendica e conclude dicendo che per fortuna “ l’amore fila la paglia (e la tramuta) in oro, oro, oro”.
Il messaggio della poesia.
Il messaggio della poesia è quello di ricordare che l’amore si vive ora per ora e soprattutto ricorda che l’amore è alla base dei sogni e della felicità. Senza amore non possono esserci né sogni né felicità; infatti la poetessa scrive “siamo milionarie, rovesciamo la notte”.
La tesi della poesia.
La tesi della poesia è quella di affermare che nell’amore non bisogna essere avari ma anzi bisogna abbandonarsi ad esso e dedicare all’amore tutto il miglior tempo possibile “così che niente di buio finisca la nostra ora di luce”.

Re Mida

Re Mida

II

Analisi della forma.

Il genere della poesia.
Il genere della poesia è quello lirico-amoroso ma sfocia anche nel genere fantasy perché la poesia si rifà ai miti greci ed ingloba anche immagini bibliche.
La metrica della poesia.
La poesia è composta da versi liberi ma ritmati fra di loro.
La sintassi della poesia.
La sintassi della poesia è una sintassi complessa perché composta da diversi periodi ipotattici e perché comprende numerose figure retoriche, inconsuete ed inedite.
Le principali figure retoriche sono:
Una metafora iniziale (Il tempo dell’amore è mendico);
Un’iperbole (Ci baciamo per migliaia di secondi.);
Un riferimento mitico (la luce di re Mida);
Un adynaton (rovesciamo la notte);
Una congerie (che pende dal filo d’erba al tuo orecchio);
Un paragone (nessun candelabro o faro ti metterà più in risalto);
Un’ellissi (l’amore è adesso);
Una personificazione (il tempo odia l’amore);
Un altro riferimento mitico (l’amore fila la paglia in oro);
Un’epifora finale forte (oro, oro, oro.);
Tutte queste figure retoriche rendono la poesia aulica e ricercata fino a farla diventare una poesia fantasmagorica ricca di immagini antiche e piena di colori e di suoni moderni.
La lexis della poesia.
La lexis della poesia è una lexis raffinata perché costruita su frasi metaforiche ed ipotattiche e su riferimenti e citazioni mitologiche.
Lo stile della poesia.
Lo stile della poesia è uno stile elaborato e decorativo perché ricco di fregi ed immagini tanto da renderlo uno stile fantasmagorico che abbaglia il lettore.
La bellezza della poesia.
La bellezza della poesia è dovuta ad almeno tre fattori.
Il primo fattore di bellezza è dovuto alla ricchezza delle figure retoriche, difficili e ricercate come l’adynaton, la congerie e la chiusa finale che riprende in parte l’incipit della poesia.
Questa chiusa ad anello si chiama ringkomposition.
Il secondo motivo di bellezza della poesia è dovuto ai riferimenti mitologici: dal mito di Re Mida che tramutava tutto in oro al mito delle Moire che filavano la vita di ogni uomo dalla nascita fino alla morte. In questa poesia, invece, la Duffy trasforma a sua volta il filo della morte in filo dell’amore che trasforma la paglia in oro, cioè la vita monotona in vita preziosa come l’oro. Nel finale della poesia i miti si incrociano perché si passa dal mito delle Moire al mito di Danae nel quale Zeus si trasforma in pioggia d’oro per sedurla.
Il terzo motivo di bellezza è dato dal fatto che la poetessa scrive, per la prima volta, una fantapoesia, cioè una poesia in cui gli elementi fantastici prevalgono su quelli realistici. Infatti, la ricchezza del mito di Re Mida “che tramuta i suoi arti in oro” e la congerie dei riferimenti biblici “nessun gioiello reggerà una candela alla bava di un insetto” trasformano la poesia d’amore iniziale in una fantasmagoria di miti greci e di riferimenti biblici capaci di stupire e confondere il lettore.
Infine io, Biagio Carrubba, credo che per tutte queste caratteristiche trasgressive, formali e strutturali, la poesia travalichi in una fantasy ricca di spunti creativi e fantastici capaci di originare sensazioni nuove e ludiche che stupiscono e stordiscono il lettore.

Biagio carrubba

Modica, 12 maggio 2014

Biagio Carrubba

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