MIA LETTERA DA MACOMER A CARMELA (29 DICEMBRE 1979).

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INTRODUZIONE.

Ho riletto, con mio sommo gaudio, questa lettera che io inviai a Carmela da Macomer, appena arrivai in Sardegna. Questa lettera, ritoccata, integrata e rifinita, fa parte, insieme ad altre, di un breve epistolario che io e lei abbiamo composto durante i primi mesi del mio servizio militare. Ancora oggi la trovo bella, interessante ed utile, per cui reputo che è degna di essere pubblicata e letta da chi ha desiderio di conoscere il mio passato. Contiene, in effetti, frasi belle e pensieri profondi che allora rimuginavo nella mia mente, per la mia passione politica e per il mio innamoramento di Carmela. La lettera contiene frasi e pensieri che spiegano e illustrano poi la splendida poesia dedicata a lei con il titolo “Il pensiero di Carmela”. Accompagno la lettera con la fotografia che ci ritrae insieme, nella scogliera di Pisciotto, scattata pochi giorni prima di partire per Macomer. Carmela tiene fra le dita il mio libretto che io avevo appena pubblicato e che testimonia, in modo inequivocabile, il mio pensiero ideologico e la mia azione e partecipazione alla vita politica di allora. Ma ero, soltanto, un giovane velleitario.

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TESTO DELLA LETTERA.

MACOMER 29 – 12 – 1979 ORE 19:05

CONSIDERAZIONI SU COSE DI ORDINE PRATICO.

Sono arrivato a Macomer alle ore 12:00. Ho fatto un buon viaggio. Il sole mi ha accompagnato costantemente. Appena rientrato, sono uscito subito. Alle 17:00 ho prelevato la tua posta. Ho letto le tue lettere e per le riflessioni natemi ti sto scrivendo.

RIFLESSIONI.

Siamo alle solite. Un rapporto di coppia è, o diventa, meraviglioso quando è creativo. Aver letto la tua lettera è stato, per me, creativo, cosicché penso che io debba, immediatamente, realizzare questa creatività. Che cosa ho capito? Ho capito, semplicemente, l’importanza che hanno le lettere! Da che cosa l’ho capito? Dalle stupende sensazioni che ho ricevuto, leggendo le tue lettere, ma non solo per questo: anche per le riflessioni che esse mi hanno fatto sorgere. Ho pensato che: 1) è, semplicemente, inintelligente sprecare due ore seduto ad un bar, annoiandomi, anziché risponderti. Le due ore, scrivendoti, invece, mi fanno star bene perché vivo di te, oltre che materialmente, spiritualmente; 2) perché tenermi dentro quello che penso di te, quando, scrivendoti, tu lo possa conoscere? A questo punto è necessario fare una premessa.

PREMESSA (che tu conosci).

Tutto quello che è scritto può andare incontro a delle incomprensioni dovute alla distanza e al tempo. Se dovessero essercene, ti prego, di sottolinearle e così quando saremo di nuovo insieme te le chiarirò di presenza. Poiché il compito di una lettera consiste nello indicare le sensazioni, i pensieri, le riflessioni, che si fanno nei momenti in cui manca l’altro, comincerò dal viaggio.

IL VIAGGIO.

I primi due minuti lontano da te mi sono sembrati infiniti. Ma il viaggio è continuato. Non ho parlato più fino a Palermo, tranne qualche considerazione di ordine stradale. Ero preso di tristezza, perché fisicamente non vedevo più i tuoi occhi. Eppure erano passate solo poche ore. A Palermo, il senso di vuoto di te era, enormemente, accresciuto. Ma poi è successo un fatto bellissimo: che mi ha permesso di stare bene fino ad ora e cioè: quando ho preso i soldi per fare il biglietto ho visto la fotografia di te. E’ stato un momento meraviglioso. Ogni vuoto e ogni tristezza sono scomparse, vedendoti in quella immagine ti ho sentita vicino; e il tenerti dentro di me, mi è sembrata la cosa più bella che io potessi avere in quel momento. Ti ripeto che questo stato d’animo mi fa stare ancora bene (e penso che mi farà stare bene sempre). Da allora in poi ti ho sentita vicinissima. (E pensare che non volevo portarla). Alle 17:30 di oggi ho letto le tue lettere.

RIFLESSIONI SUL CONTENUTO DELLE TUE LETTERE.

Le ho trovate molto belle, sia per la fluidità del discorso, sia per la loro linearità e sia per la lucidità del loro contenuto. Ho concluso che se è bello partecipare a una realtà meravigliosa, allora il leggere e sentirsi dire “ti amo” è una cosa splendida e meravigliosa. Allora è giusto che anch’io ti debba scrivere e risponderti con lo stesso sentimento. “Amore mio”, questo fatto della corrispondenza epistolare, io non lo avevo capito, ma adesso che l’ho capito lo sto realizzando concretamente.

CARATTERE GENERALE DEL MIO SCRIVERE LE LETTERE.

Ogni volta che ti scriverò, oltre a dirti quello che ho pensato durante il giorno, scriverò anche quello che penso, spontaneamente, nel momento di scriverti. In questo momento sto pensando “ti Amo, ti Amo, ti Amo, ti Amo, ti Amo, ti amo, ti Amo, ti Amo, ti Amo, ti Amo, ti Amo” e questo “ti Amo” starà dietro e dentro ad ogni parola che seguirà. Amore mio, dolce, immenso, amore mio, voglio dirti che non è trascorso un solo minuto che non ti ho pensato. Sei dentro di me. Ricordo il tuo sorriso, la beltà delle tue movenze aggraziate ed eleganti e del tuo ragionare euristico ed eristico. Ma non penso solo al passato, rivolgendomi al futuro, mi vedo con te a trascorrere felicemente ogni giorno della nostra vita. Se la vita è un bene, noi acquisteremo molto più bene, perché il nostro Amore ci rende le nostre vite unite e quindi vivremo due vite in una. Ossia due beni immensi, messi e vissuti, UNITAMENTE.

CONSIDERAZIONI SU COSE DI ORDINE PRATICO DI COSE PRESENTI.

Amore mio, dolce, infinito. Amore mio, mi sono informato per quanto riguarda la licenza che mi darebbero per i concorsi. Vi è una generale confusione, comunque la maggior parte dice che non è difficile ottenere diversi giorni. Per questo, amore mio, ti prego di vedere attentamente tutti i concorsi che si faranno subito. Sbrigherai la pratica dei documenti necessari e poi me li spedirai subito insieme alla lettera di presentazione. Con questa lettera in mano sarà molto facile partire. Osservazione particolare: più i concorsi sono richiesti, più ho giorni di licenza, come per i concorsi statali. Tu, comunque, iscrivimi ad ogni concorso che si farà dentro la provincia di Ragusa. Amore mio, bello, amore mio quando parlerai con Maria Teresa fatti dire quali sono tutti i documenti che ci vogliono e preparali, di modo che, se io verrò, non perderò tempo per sbrigarli.

RIFLESSIONI PRATICHE SULLA MIA VITA DURANTE IL MILITARE.

Ho recepito bene il tuo discorso sulle brutture della vita, e credo giusto che il militare sia soltanto un periodo più brutto, ma limitato. Avendo recepito questo discorso, sto bene. Cioè considerando che, qui, il tutto è sgradevole, allora devo essere molto più forte. E tu, amore mio, sai che io sto bene quando un concetto l’ho chiaro. E siccome adesso l’ho chiaro, sto bene. E poi, amore mio, io ho un motivo per finire bene il militare. Questo motivo sei tu, sei tu. Il tuo Amore è così bello e grande che star male qui significherebbe non averlo capito, ma siccome l’ho capito e lo vivo continuamente, allora non posso che star bene. Amore mio, io sto bene se tu stai bene. Il nostro bene è un dovere morale. Dobbiamo stare bene, sempre, anche quando, forzatamente, stiamo lontani. Se la vera vita è la libertà, quanta più libertà acquisteremo se noi due staremo insieme. Se il nostro Amore ci rende liberi, allora la nostra vita è doppiamente Libera, perché viviamo due vite in una. Amore mio sono le 20:05. Sto aspettando che si facciano le 22:00 per telefonarti. So che sei al concerto e ciò è bellissimo. E’ bellissimo, anche, pensarti e scriverti. Amore mio, non devi sentirti sola, perché in questo momento è come se ci fossi io accanto a te, così come tu in questo momento, sei accanto a me. E poi, Amore mio, noi dobbiamo fare la Rivoluzione. E certamente la dobbiamo fare assieme, perché noi due uniti siamo una forza immensa.

RIFLESSIONI FINALI.

Un altro motivo per cui sto Bene è questo: qui a Macomer rivivo, con piacere, la sicurezza e la pienezza delle ultime ore trascorse assieme. Mi riferisco alle tue sicurezze per me. Me lo hai ripetuto fino all’ultimo. “Adesso sono sicura del nostro Amore”. Questa sensazione di sicurezza che tu hai provato, io me la sento dentro e la vivo energicamente. La vivo di fronte a tutti e per questo motivo mi sento forte, come un leone. Sappiamo che la gente è ansiosa, trepidante, e per questo motivo vive male. Invece, Io, Amore mio, sono sicuro del tuo Amore e di te e quindi mi sento forte di me e della vita. Amore mio, caro, bello, come la luce del sole, per l’ultima volta ti dico che anche tu devi essere sicura di me. Infatti, il mio Amore per te è infinito e la mia tenerezza per te è sconfinata. Sappi che ti amo meravigliosamente. Amore non sei più sola perché adesso ci sono io con te e io non sarò più solo perché ci sei tu. Amore mio chiudi gli occhi e leggi:

Ti amo.

Devi pensare soltanto che il mio amore è leale, pulito, come te e me, e che noi, insieme, realizzeremo la“ LIBERTA’ ” di vivere insieme e la “ FELICITA’ ” della nostra vita e dei nostri sentimenti.

Gino Carrubba

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Modica 11/ 02/ 2017

Modica 11/ 02/ 2017 Prof. Biagio Carrubba

Modica 11/ 02/ 2017                                                                                                   Prof. Biagio Carrubba

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