LA POESIA POSTCONTEMPORANEA N. 12 POESIE DI RESILIENZA E POESIE D’AMORE

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Introduzione

Io, Biagio Carrubba, penso che le maggiori e più importanti caratteristiche delle società postcontemporanee odierne si possono dividere in due grandi categorie: le une negative e le altre positive.
La prima caratteristica negativa è, senza dubbio, la ferocia, la crudeltà, la rivalità e la impoeticità dei nostri tempi, fra tutte le nazioni del mondo. Infatti, molte superpotenze del mondo sono in guerra fra di loro. In questo momento l’ISIS è in guerra con l’Europa e l’America. L’ultimo attentato terroristico dell’ISIS è stato il 31 ottobre 2017 a New York, dove un estremista islamico si è lanciato con il suo camioncino sulla folla uccidendo ben 8 persone inermi e innocenti e ferendone ben altre 12. Se non ci fosse lo Stato a regolare i rapporti umani ci sarebbe la lotta disumana, cruenta, caotica e anarchica di ognuno contro tutti. Ma oggi, per fortuna, viviamo in società civili dove lo Stato riesce, in qualche modo, a controllare e a reprimere le forze istintive e distruttive di singoli uomini islamici radicalizzati o di gruppi armati estremisti, disposti a distruggere ogni cosa.
La seconda caratteristica negativa è data dall’inquinamento mondiale e da tutti i fenomeni ambientali connessi con il clima inquinato che acuiscono il surriscaldamento della terra e aumentano la febbre della terra. In questi ultimi anni, per esempio, in Italia, la siccità è aumentata in modo esponenziale, causando enormi roghi sparsi su tutto il territorio nazionale e nelle due isole maggiori.
La terza caratteristica negativa è, secondo me, data dal fenomeno parossistico della corruzione in molti settori della pubblica amministrazione dello Stato. Ancora pochi giorni fa, c’è stato, in Puglia, l’arresto del presidente dell’ANCI per tentata corruzione. Questo fatto corruttivo è l’ultimo della serie che, ormai, si sussegue da 25 anni a questa parte a cominciare dal primo reato di corruzione del 17 febbraio del 1992, avvenuto presso il Pio Albergo Trivulzio di Milano.
La quarta caratteristica negativa è data, secondo me, dalla mancanza di lavoro per i giovani che arrancano, enormemente, a trovare un posto di lavoro e a formarsi una famiglia, nuova e stabile, incapaci di dare un futuro a se stessi e ai propri figli. A tutto questo si aggiunge anche la grande crisi economica, culturale, etica e sociale che serpeggia in molti settori economici, produttivi, sociali e industriali che rende la società italiana una società instabile, precaria e insicura, dove c’è una fuga di giovani cervelli italiani e di giovani ricercatori che vanno a studiare all’estero.
La quinta caratteristica negativa, collegata alla precedente, è, secondo me, data dalla diffusione della delinquenza giovanile comune con le attività illegali, corrispondenti, come la mafia, la droga, il bullismo, il femminicidio e l’omofobia. Tutti fenomeni sociali che, in Italia, sono in aumento e in espansione tanto da fare presagire un precario e oscuro futuro a molti giovani, a molti uomini e, anche, a molte famiglie che perdono il lavoro o entrano in crisi per motivi personali o sociali, cosicché cadono nell’emarginazione e nell’endemica disoccupazione italiana.

II

La prima caratteristica positiva è, secondo me, data dal grande benessere materiale e culturale che oggi la maggioranza della gente vive grazie ai social network, ai new media, a internet e a tutti progressi tecnici e tecnologici legati all’informatica, alla telematica, alla robotica e a tutte le altre scienze che già fanno presagire uno sviluppo rapido e meraviglioso di nuove conquiste scientifiche e tecniche sempre più capaci di rendere la vita quotidiana più comoda, più bella e più rilassante a milioni di cittadini che, oggi, lavorano e sono integrati nel mondo del lavoro, dell’industria, della ricerca scientifica e tecnica.
La seconda caratteristica positiva è data, secondo me, dalla maggiore democrazia e libertà che oggi si vive all’interno degli Stati come istituzioni e anche dalla maggiore democrazia e dalla maggiore libertà di dialogo che tutti i cittadini vivono, usufruiscono e adoperano all’interno delle proprie città e della propria famiglia. Tutti gli Stati del mondo sono alla ricerca di realizzare Stati sempre più democratici, eccetto qualche Stato del Sud America, dell’Asia e dell’Africa dove, ancora, sono in vigore parecchi Stati di stampo dittatoriale e totalitaristico, come il dittatore della Corea del Nord.
La terza caratteristica positiva è data, secondo me, dal continuo ed enorme sviluppo tecnico e scientifico che, nel giro di qualche decennio, cambierà totalmente il tenore di vita di milioni di persone che vivono sulla faccia della terra. Accanto al 50% di questa umanità ricca, felice e opulenta, aumenterà, però, anche, la sacca dei disoccupati, degli emarginati, dei malati, dei poveri che hanno e avranno una vita sempre più triste, povera e depressa.
La quarta caratteristica positiva è data, secondo me, dal fatto che, ormai, un buon numero di persone vive una vita lunga, sana e comoda. Oggi assistiamo, infatti, all’allungamento della vita media di milioni di persone. La vita media, infatti, negli anni ’60, era di 70 anni; oggi siamo arrivati all’età media di 90 anni e tra qualche decennio la vita media della maggioranza delle popolazioni mondiali si allungherà fino a 110 – 120 anni grazie allo sviluppo della medicina, della buona alimentazione e del benessere culturale e sociale, vigenti, oggi, nelle classi medie e abbienti delle società postcontemporanee.
La quinta caratteristica positiva è data, secondo me, dalla maggiore conquista di cultura e di scienza per molti milioni di giovani e persone che potranno studiare e inserirsi nel mondo lavorativo e produttivo. Il loro benessere sociale e culturale, inoltre, farà aumentare per loro una maggiore capacità di trovare e realizzare l’amore e la felicità; infatti l’amore e la felicità sono più realizzabili nel mondo delle persone benestanti ed integrate nel mondo lavorativo, che tra i disoccupati e tra i poveri del mondo. Anche tra i diseredati, i poveri e gli emarginati si trova e si realizza, per fortuna, anche l’amore e la felicità ma a costo di grandi sofferenze e di grandi sacrifici da parte loro. I mezzi, personali e sociali, più importanti per realizzare il sogno di una vita sana, lunga e pacifica sono, secondo me: la resilienza, l’amore, l’empatia, la filantropia e la generosità che ogni buon uomo deve mostrare verso se stesso, verso la propria famiglia e verso gli altri più poveri, disoccupati ed emarginati.
Grazie ai new media, tutto questo è davanti ai nostri occhi, e noi, che guardiamo al nostro futuro e al futuro di tutta l’umanità, siamo costernati e siamo sempre più perplessi e timorosi del futuro che avanza e incombe perentoriamente sul presente.
Ognuno di noi ha il proprio carattere, la propria indole, la propria posizione economica, culturale e sociale; e più il tempo passa, più ciascuno di noi ama la vita, e la ama sempre di più, e vorrebbe conservarla per sempre insieme ai figli e ai nipoti. Ma il futuro già incombe, oggi, nel nostro presente e si precipita, ogni giorno, dentro di noi e nel mondo, facendoci intravedere le condizioni dell’umanità nei prossimi decenni. Indizi che sono tutt’altro che positivi e rassicuranti. Vorremmo vivere di pace e d’amore e, invece, ci tocca superare tutti gli ostacoli quotidiani e vivere tutte le difficoltà della vita postcontemporanea odierna.
Io, Biagio Carrubba, penso che, oltre alla cultura necessaria e indispensabile per integrarsi nel mondo dell’informatica, telematica e della robotica, la condizione esistenziale che resta, ancora, importantissima per vivere una serena giornata, piena e soddisfacente, è fortificare la nostra forza di volontà, la nostra resilienza, ed aumentare e intensificare il godimento spirituale dell’amore concreto della famiglia. La resilienza e l’amore sono, secondo me, due aspetti fondamentali dell’esistenza umana che uniscono uomini e donne nell’affrontare la morte e nel realizzare il bene. Il tempo vola, l’umanità corre, la scienza è in pieno progresso, la tecnologia è in pieno sviluppo e tutto ciò produce società che cambiano velocemente. Oggi viviamo nell’età postcontemporanea, la cui caratteristica fondamentale è, per l’appunto, il futuro perentorio che incombe sul nostro presente; ed è, altresì, lo zeitgeist del nostro tempo che precorre e insegue, a lunghi passi, lo schiacciante e incombente futuro sul nostro presente.
Io, Biagio Carrubba, mi voglio soffermare proprio su questi due aspetti fondamentali: la resilienza e l’amore della vita di ogni uomo e metterli in correlazione con la poesia d’amore postcontemporanea. La poesia d’amore postcontemporanea, sgombra dalle ideologie novecentesche e senza i paraocchi e i preconcetti delle ideologie politiche e sociali, deve fare vedere e rappresentare l’amore così come si vive oggi nelle società postcontemporanee. E tutto questo perché con l’inizio dell’età postcontemporanea nel 2010 è intervenuta una nuova mentalità e una nuova cultura sull’amore più aperta, più larga, più accettata e più legalizzata rispetto alle società postmoderne. Le società postcontemporanee, infatti, tramite la diffusione dei new media, di internet e delle agenzie matrimoniali online, hanno dato vita a nuovi approcci, di conoscenza e di incontro tra aspiranti all’amore etero ed omosessuale. Anche l’Italia ha, ormai, legalizzato le Unioni Civili per coppie omosessuali, maschili e femminili. Tutto ciò ha rafforzato nuove forme di matrimoni e di convivenza etero ed omosessuale, molto diverse rispetto alle famiglie nucleari tradizionali. Allora, anche, la poesia d’amore postcontemporanea deve sapere rappresentare, descrivere, esprimere, rendere palese e manifestare i nuovi sentimenti affettivi, etero ed omosessuali, che si svolgono e si vivono all’interno delle nuove famiglie che sono nate in questo ultimo decennio. La nuova poesia d’amore postcontemporanea, insomma e in definitiva, deve saper carpire, descrivere e rendere noto l’anima e lo spirito dell’amore postcontemporaneo, così come viene vissuto oggi in tutte le società postcontemporanee sia all’interno delle famiglie eterosessuali sia all’interno delle unioni civili accettate e legalizzate dallo Stato italiano.

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Corrispondenza fra lo sviluppo delle società occidentali e l’evoluzione della poesia d’amore: dalla poesia d’amore, classica – moderna, (1800 – 1980 ca), alla poesia d’amore postmoderna (1980 – 2010 ca) alla poesia d’amore postcontemporanea da me individuata e formulata (2010 – 2017).

C’è un parallelismo evidente tra l’evoluzione delle società occidentali e l’evoluzione della poesia, classica – moderna, la poesia postmoderna e la poesia postcontemporanea. Purtroppo molti poeti di oggi scrivono, ancora, poesie classiche – moderne o poesie postmoderne. Chi si ferma è perduto. E ciò è vero. Allora è necessario adeguarsi ai tempi postcontemporanei di oggi e allo zeitgeist della cultura postcontemporanea. Ma ciò non è facile. Moltissimi poeti sono fermi all’epoca classica – moderna, altri arrancano all’epoca postmoderna, e pochissimi poeti riescono a scrivere poesie postcontemporanee. L’evoluzione della famiglia ha seguito l’evoluzione delle società occidentali: si è passati dalla famiglia nucleare, classica – moderna, alla famiglia allargata e separata della società postmoderna fino alla famiglia multiforme e variegata di oggi. L’emblema delle nuove famiglie delle società postmoderne e postcontemporanee sono, ovviamente, le unioni civili tra componenti dello stesso sesso con matrimoni celebrati ufficialmente dal Sindaco nei rispettivi municipi delle città. Anche la poesia d’amore, classica – moderna, è passata dall’amore per il proprio amore, alla poesia d’amore postmoderna allargata ad altri elementi del rapporto amoroso, fino alla poesia d’amore postcontemporanea dove l’elemento prevalente è l’amore vario e variegato tra molti componenti etero ed omosessuali. L’amore, come le società occidentali, si è frantumato e frammentato sempre di più, cosicché l’amore non coincide più con il sesso. Nelle società classiche – moderne l’amore includeva il sesso, oggi, invece, l’amore non coincide più con il sesso. I giovani si uniscono, dapprima, solo per il sesso e poi, se va bene, si sposano ma, il più delle volte, si dividono lasciando un vuoto, o creando coppie di fatto o relazioni estemporanee e creando pochissime famiglie legali. Anche la poesia d’amore ha subito queste trasformazioni e i poeti di oggi non riescono a seguire e a rappresentare l’andamento e l’evoluzione dell’amore delle famiglie: dalla società classica – moderna alle nostre società postcontemporanee. Io, Biagio Carrubba, credo che rappresentare, interpretare ed esplicare l’amore di oggi non è facile e per questo motivo si scrivono poche poesie d’amore postcontemporanee. Addirittura reputo che i poeti di oggi, forse, non conoscono neppure l’amore postcontemporaneo di oggi e allora diventa davvero difficile inventarlo e descriverlo. A parte le difficoltà dei poeti postcontemporanei di oggi, è necessario, purtuttavia, descrivere e decantare l’amore di oggi, se non si vuole rimanere poeti datati o postdatati e superati dalla evoluzione delle società postcontemporanee e dalla velocità fulminea del tempo che vola e fugge via senza, nemmeno, accorgercene. Come è noto l’attuale società postcontemporanea non è altro che una fase parossistica della società postmoderna, che a sua volta era una fase parossistica della società classica – moderna. Subito dopo l’età postcontemporanea avremo un’altra fase parossistica delle società postcontemporanee, nella quale l’amore ancora una volta subirà una trasformazione, sociale, personale e intima, e dovrà adeguarsi alle nuove Età postcontemporanee.

II

Le società postcontemporanee corrono veloci, come le scienze e il tempo, mentre le poesie d’amore arrancano più lentamente nel buio delle coscienze dei poeti giovani e meno giovani. Come la poesia postcontemporanea deve rappresentare, interpretare e decantare la bellezza e i fatti positivi delle società postcontemporanee, così la poesia d’amore postcontemporanea deve decantare, interpretare e spiegare la varietà delle forme dell’amore di oggi e deve saper descrivere le gioie e la felicità che l’amore di ogni tempo dona agli innamorati e a tutti gli amanti che sperimentano il piacere dei sensi e la gioia del sesso. Bisogna cominciare proprio da qui: rappresentare, interpretare ed esplicare la voluttà e il benessere dell’amore di oggi, così come i poeti romantici hanno decantato, espresso e rappresentato l’amore romantico e sentimentale dell’inizio del 1800.
Io, Biagio Carrubba, per esempio, ho decantato ed espresso l’amore, classico – moderno, con la mia prima poesia, ma, ormai, lontana nel tempo (1980), “Il pensiero di Carmela”; poi sono passato a descrivere e ad esprimere l’amore postmoderno ed infine ho scritto alcune poesie sull’amore postcontemporaneo. La prima poesia d’amore postcontemporanea è stata “Ode all’Amore” poi ho scritto altre poesie d’amore come forza vitale e vincolante fra uomini e donne, come corrispondenza di amorosi sensi fra tutti gli amori etero e omosessuali. Credo, inoltre, che la poesia d’amore postcontemporanea debba rappresentare la bellezza e il godimento dell’amore di oggi, oltre all’arte, al cinema, alla scienza, alla pace e deve illustrare, anche, tutto ciò che rende la vita degli uomini pacifica e bella. Infatti credo che anche il più grande fra gli uomini, che abbia conquistato il maggior potere possibile, se è un uomo solo rimane sempre un povero uomo e un uomo piccolo nella sua grandezza sociale, disperato e sempre in cerca dell’amore. La separazione tra il potere politico e la mancanza d’amore è stata descritta, già, dall’indimenticabile poeta greco MIMNERMO che ha saputo descrivere, sapientemente, con alcuni versi immortali, la bellezza, l’importanza e il godimento dell’amore universale per tutti:

Quale vita più, quale gioia, senza Afrodite dorata?
Che io muoia, se un giorno non avrò più nel cuore
un amore segreto e i doni più dolci del miele e il letto,
fragili fiori di giovinezza da cogliere in fretta.

Ma l’Amore non è soltanto prezioso e pregevole per gli uomini, caduchi e fragili, nelle loro esistenze; l’Amore è, importante e apprezzabile, anche per gli dèi. Concetto che è stato espresso da questi versi pregiati del poeta greco Simonide Di Ceo (557 – 467 a.C.).

Senza il piacere, infatti, quale vita mortale
è desiderabile, o quale potere?
Senza di esso non è invidiabile
neanche la vita eterna degli dèi.

Come i versi di Simone Di Ceo furono la voce del suo tempo storico, così la poesia d’Amore postcontemporanea deve essere la portavoce delle nostre società postcontemporanee.

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Le caratteristiche della poesia d’amore postcontemporanea. Le novità della poesia postcontemporanea e le differenze tra la poesia d’amore, classica – moderna, la poesia d’amore postmoderna e la poesia d’amore postcontemporanea.

Io, Biagio Carrubba, voglio essere l’antesignano della poesia d’amore postcontemporanea; per questo motivo in questo paragrafo elaboro ed esplico sia la teoria della poesia postcontemporanea sia la poetica della poesia d’Amore postcontemporanea.
In senso generale, io affermo che le caratteristiche principali della poesia postcontemporanea sono le seguenti:
1. la poesia postcontemporanea deve rappresentare ed esprimere le varie forme di famiglie delle società postcontemporanee;
2. la poesia postcontemporanea, sgombra delle vecchie ideologie novecentesche, deve rappresentare ed interpretare la bellezza e le meraviglie delle società postcontemporanee di oggi;
3. la poesia postcontemporanea deve interpretare e descrivere, al massimo grado, il parossismo delle attuali società postcontemporanee e deve rappresentare anche la quinta essenza dei fatti positivi e negativi attuali.

La poetica della poesia d’amore postcontemporanea.

1. La poesia d’amore postcontemporanea deve esprimere e rappresentare le varie forme dell’amore delle società postcontemporanee.
2. La poesia d’amore postcontemporanea, sgombra delle vecchie ideologie novecentesche, deve esprimere ed interpretare la bellezza e le meraviglie dell’amore postcontemporaneo.
3. La poesia d’amore postcontemporanea deve interpretare e descrivere, al massimo grado, il parossismo delle attuali società postcontemporanee e deve rappresentare anche la quinta essenza delle forme, positive e negative, dell’amore delle società postcontemporanee.
4. La poesia d’amore postcontemporanea, non solo deve uscire dall’amore sentimentale e personale del poeta, ma deve, soprattutto, rappresentare l’amore postcontemporaneo così come è sentito e vissuto oggi. Inoltre il poeta deve guardare di più alle forme esteriori e alla vita sociale che al suo mondo interiore. Insomma deve descrivere l’amore esteriore e fare nomi e cognomi di personaggi famosi che vivono il loro amore in pubblico. Anche Dante Alighieri parlò, decantò e descrisse l’amore infelice di Paolo e Francesca.
5. La poesia d’amore postcontemporanea deve rendere, plasticamente e figurativamente, la quinta essenza, il massimo grado, il top della felicità dovuta all’Amore così come viene vissuto oggi nelle nostre società postcontemporanee. Deve descrivere, interpretare, scoprire e svelare il piacere erotico e licenzioso di chi vive in questo modo l’Amore postcontemporaneo, ma la poesia d’Amore deve anche sapere elogiare, rappresentare, icasticamente ed elegantemente, l’Amore casto e puro di tante buone famiglie italiane, che sono, ancore oggi, lo zoccolo sano e duro dell’attuale società italiana postcontemporanea.
6. In sostanza la poesia d’Amore postcontemporanea deve elogiare, decantare, interpretare, esaltare le gioie e le meraviglie dell’Amore, del sesso, pulito e libero, deve difendere la vita regolare delle famiglie italiane.
7. Deve encomiare e magnificare, inoltre, la vita degli uomini sulla terra e deve lodare e ammirare la natura nelle sue varie manifestazioni.
8. La forma delle poesie d’Amore postcontemporanea deve essere varia e variegata perché deve rappresentare la vivacità e le variegate forme di vita e d’Amore delle società postcontemporanee.
9. La forma delle poesie deve essere varia; deve avere varie forme di strofe e vari tipi di metrica ed essere formata da versi di varia misura. Inoltre la forma delle poesie postcontemporanee deve essere una sorta di edutainment cioè un testo poetico che miri a trasmettere contenuti culturali ed etici in forma divertente.
10. Ovviamente il poeta postcontemporaneo sceglierà la forma più congeniale alla sua personalità. Sceglierà o una strofa lunga e sottile in verticale, oppure una strofa larga e piena di dettagli in orizzontale. Può essere un distico o una terzina oppure può essere anche una strofe lunga e prolissa, secondo il gusto e la sensibilità del poeta.
11. La stimmung ha la sua importanza perché la poesia d’Amore postcontemporanea deve sapere esprimere sempre una ricca gamma di sentimenti, intimi e sociali. Inoltre la stimmung deve esprimere stati d’animo allegri e briosi, ma anche sentimenti tristi e dolorosi.
12. La elocuzione dell’ordito deve essere raffinata e forbita, derivata da un linguaggio poetico ricercato ed elegante; piena di figure retoriche e ricca di creatività, estrosità ed inventività per dare alla poesia una maggiore libertà di parole, di immagini e dare, rafforzare e ampliare la bellezza dell’intero componimento poetico.
13. Il messaggio delle poesie d’Amore postcontemporanee deve essere sempre positivo e fiducioso verso le persone amate e celebrate. Lo stile deve essere forbito e ricercato sia nella forma, nella lexis e nelle tesi.
14. Lo stile delle poesie d’Amore postcontemporanee sarà composto da una lexis, leggera e paratattica, semplice e chiara per dare alla poesia un andamento e un ritmo scorrevoli e piacevoli.
15. Il fine delle poesie d’Amore postcontemporanee sarà sempre quello di suscitare, nei lettori, un sentimento estatico e una piacevolezza estetica e deve invogliare una riflessione sulla vita e sull’amore, come sentimento universale di pace e di fratellanza fra tutti i popoli della terra.
16. La bellezza delle poesie d’Amore postcontemporanee deriva, secondo me, dalla rappresentazione, dalla interpretazione e dalla espressività dell’Amore, contrastato o felice, postcontemporaneo.
17. La bellezza della poesia d’Amore postcontemporanea va costruita, secondo me, con la composizione, la formazione e con la creatività di versi pregiati, apprezzati e preziosi che sappiano descrivere e decantare i sentimenti affettivi ed amorosi, fragili e contraddittori, degli uomini e delle donne, di oggi delle società postcontemporanee.

18. Ma ciò che contrassegna la poesia d’Amore postcontemporanea è, sicuramente, secondo me, il fatto che la poesia deve contenere un riferimento, esplicito o implicito, chiaro o opaco, ad un evento o importante avvenuto nell’ultimo periodo in una società postcontemporanea. Così un poeta italiano si aggancia ad un evento politico o sociale italiano, mentre un poeta francese si aggancia ad un evento politico sociale francese.
19. Io, Biagio Carrubba, per esempio nell’ultima poesia d’Amore postcontemporanea “Ode all’Amore 2 (2017)” ho fatto un riferimento esplicito alla conclusione del G7 delle pari opportunità tenutosi a Taormina tra il 6 e il 7 novembre 2017 sotto la guida e la direzione di Maria Elena Boschi.
20. Io, Biagio Carrubba, auspico, inoltre, che la poesia d’amore postcontemporanea sia la punta di diamante della nostra età postcontemporanea; che sia capace di rappresentare, perbene, con versi autentici e sublimi, lo stato d’arte di oggi, della nostra epoca postcontemporanea; che sia capace di esprimere e descrivere l’amore in tutte le sue dimensioni e sfaccettature, ora lieti ora tristi, ora euforici ora melanconici; e che riesca ad essere lo specchio della nostra società postcontemporanea, così come gli occhi riflettono i sentimenti dell’animo. Auspico, inoltre, che la poesia d’amore postcontemporanea diventi parte, indispensabile e imprescindibile, dell’arte riflessa postcontemporanea e cioè diventi una poesia d’amore postcontemporanea riflessa e cioè che sia più frutto di studio e ragionamento, più che di spontanea ispirazione. Data questa trasformazione della poesia: da poesia ispirata a poesia riflessa, la poesia d’amore postcontemporanea deve divenire più matura, più elaborata e più complicata, così come lo sono le attuali società postcontemporanee. Allora anche il rapporto tra poeta elettore si complica e diventa sempre più difficile. “Il Patto Poetico” tra poeta e lettore si complica ancora di più; e io credo che il patto poetico diventi sempre più difficile per soddisfare il bisogno poetico dei lettori. Infine, io, Biagio Carrubba, suppongo, penso e auspico che le nuove generazioni dei poeti d’amore postcontemporanei, giovani e meno giovani, riescano a soddisfare il senso estetico dei lettori e che la poesia d’amore postcontemporanea sia la strada più bella e il percorso più affascinante per riportare, entusiasmare e incantare i lettori di poesia all’antico fascino e all’autentica e fantasmagorica bellezza, intramontabili e affascinanti aspetti, dimensioni e magie della poesia.
21. Io, Biagio Carrubba, amo la vita, la poesia, la natura, l’universo, l’amore e tanto altro. Sono molto contento della poesia d’amore postcontemporanea perché mette insieme, ed in sintesi, la bellezza delle parole e delle immagini con l’acutezza e l’argutezza del pensiero poetante affinché si concentrino a rafforzare “Il Patto Poetico” tra poeta e lettore.

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Celebri poesie, classiche – moderne.

Introduzione

Nel corso dei secoli, nelle società occidentali, sono state scritte moltissime poesie d’amore, molto belle: a cominciare dalle poesie della poetessa greca Saffo, per finire alle poesie di oggi, cioè alle poesie d’amore postcontemporanee.
Fino ad oggi ho letto soltanto poesie d’amore, classiche – moderne; oggi spero di leggere, anche, poesie d’amore postcontemporanee. In generale affermo che la poesia d’amore classica – moderna, è dettata dall’amore del poeta verso il suo amore mettendo in risalto le virtù di lei: come la fedeltà, l’affetto, la gratitudine e il bene che il poeta riceve dall’amata e viceversa se a scrivere la poesia d’amore è una poetessa verso il suo amato. La maggioranza di poesie d’amore, classiche – moderne che ho letto sono di questo tipo e sono rivolte, tutte quante, ad esprimere l’estasi, la gioia, la felicità e il godimento che il poeta riceve dalla sua amata. Le stesse virtù sono riconosciute dalle poetesse che ricevono l’amore dai loro amati o amanti.
Credo che le caratteristiche salienti della poesia, classica – moderna, siano, senz’altro, queste:
1. l’espressione della fedeltà, dell’affetto, della gratitudine e del bene che il poeta riceve dalla sua amata e viceversa;
2. l’espressione di forti sentimenti estatici e l’estrinsecazione di forti sensazioni estetiche da parte del poeta che ha, anche, il proposito di suscitare sollievo, leggerezza e leggiadria nel vigore e nell’anima della sua amata.
In generale affermo che la poesia, classica – moderna, dà voce alla espressività artistica e creatrice del poeta, che ha lo scopo di fortificare, temprare e rallegrare sia la sua anima sia l’intelletto e lo spirito dei suoi lettori. Riporto qui di seguito una poesia d’amore classica – moderna. E’ un sonetto di William Shakespeare (1564 – 1616) che mi piace molto perché esprime, con bellissime immagini, l’amore eterno e immutabile.

Sonetto n. 116

All’unione di anime costanti io mai
porrò impedimenti: l’amore non è amore
se muta quando vede mutamenti,
o da chi si ritira inclina a ritirarsi.
Oh no, l’amore è un faro sempre fisso,
che sfida le tempeste e mai ne è scosso;
è la stella polare di ogni barca vagabonda,
in sé ignota pur se ne è nota la distanza.
L’amore non è lo zimbello del tempo, anche se rosee
labbra e guance sotto la sua falce dovranno cadere;
l’amore non muta con i suoi brevi giorni,
ma resiste immutato fino all’ora del giudizio.
Se questo è falso e tale sia provato,
io non ho mai scritto, né mai nessuno ha amato.

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Le più belle poesie d’amore, classiche – moderne, del XX secolo.

Riporto qui di seguito le più belle poesie d’amore classiche – moderne del XX secolo scelte da me e dal mio gusto personale, o una combinazione di poesie dello stesso autore. Ho scelto una poesia per ogni decennio del secolo con l’aggiunta di due poesie d’amore classiche del primo decennio del XXI secolo. Ogni poesia, infatti, è un concentrato, originale e personale, di idee sull’amore e presenta una forma poetica altamente raffinata ed elegante. Ogni poesia, inoltre, ha uno stile proprio, nuovo e personale, cosicché ciascuna poesia rappresenta, secondo me, la quinta essenza della poesia d’amore classica – moderna. Ritengo, infine, che queste poesie, lette da sole o in combinazioni poetiche, sono degli autentici capolavori della poesia, classica – moderna.
La prima poesia d’amore, classica – moderna, che riporto è la famosa e celebre poesia scritta dalla scrittrice e poetessa Karen Blixen, Danese, (1885 – 1962) che ha per titolo:

INCONTRO

Ah, quando sei lontano e nessuno
più nomina il tuo nome –
quando ovunque mi rechi sento
cupo e gelido un vuoto. –

comincio a credere che tu sia solo un sogno
nato dalle brame della mia mente,
e a questo sogno ho dato vita e nome
e in ultimo il tuo aspetto –

ma quando poi ti vedo e posso
sentire ancora le tue forti parole,
e posarti ancora il capo sulla spalla,
ascoltare ancora il suono della tua voce,

allora so che il resto è solo notte,
malvagi sogni che presto scorderò,
so che tu mi porti nella luce
e che in te dimorano la vita e il giorno.

La seconda poesia d’amore, classica – moderna, scelta da me è la celebre poesia del poeta spagnolo

PEDRO SALINAS

(Madrid 1892 – Boston 1951)

A te si giunge solo
attraverso di te. Ti aspetto.

Io certo so dove sono,
la mia città, la strada, il nome
con cui tutti mi chiamano.
Ma non so dove sono stato
con te.
Lì mi hai portato tu.

Come
potevo imparare il cammino
se non guardavo altro
che te,
se il cammino erano i tuoi passi,
e il suo termine
l’istante che tu ti fermasti?
Cosa ancora poteva esserci
oltre a te offerta, che mi guardavi?

Ma ora,
quale esilio, che assenza
essere dove si è!
Aspetto, passano i treni,
il caso, gli sguardi.
Mi condurrebbero forse
dove mai sono stato.
Ma io non voglio i cieli nuovi.
Voglio stare dove sono già stato.
Con te, tornare.
Quale immensa novità
tornare ancora,
ripetere, mai uguale,
quello stupore infinito!
E finché tu non verrai
io rimarrò alle soglie
dei voli, dei sogni,
delle scie, immobile.

Perché so che là dove sono stato
né ali, né ruote, né vele
conducono.

Hanno tutte smarrito il cammino.
Perché so che là dove sono stato
si giunge solo
con te, attraverso di te.

Voglio definire la bellezza e l’importanza di questa poesia con una parola greca: kalokagathìa cioè bella e buona.

La terza poesia d’amore, classica – moderna, è del poeta inglese

W.H. AUDEN

(York 1907 – Vienna 1973)

Fermate gli orologi, staccate la cornetta,
date al cane un osso succulento prima che si metta
ad abbaiare, zittite i pianoforti e al cupo segnale
del tamburo portate fuori il feretro, parta il funerale.

Alti gli aeroplani s’avvitino in cerca di conforto
scarabocchiando sull’azzurro la notizia. È morto.
Mettete un merletto al collo bianco di ogni piccione.
Fate indossare ai vigili guanti neri di cotone.

Era il mio nord, il mio sud, il mio ovest, il mio est,
la mia settimana di lavoro e il mio giorno di festa,
il mio meriggio, la mia notte, la mia parola, il mio canto.
Sbagliai a pensare eterno quest’amore – ora so quanto.

Le stelle non servono più; spegnetele una ad una;
smontate il sole e imballate la luna;
strappate le selve e scolate tutto il mare.
Nessun piacere potrà mai tornare.

La quarta combinazione poetica, classica – moderna, è quella del poeta americano

EDWUARD CUMMINGS

(Cambridge 1894 – North Conway 1962)

Io porto il tuo cuore in me (lo porto nel
mio cuore) non lo lascio mai (ovunque
vado tu vai, cara; e quel che faccio
io da solo lo fai tu, tesoro mio).
Non temo
il fato (tu sei il mio fato, mia dolce) né
voglio il mondo (bella, mio mondo, mia fedele)
tu sei quel che la luna sempre fu
e quel che un sole sempre canterà sei tu

qui sta il più grande segreto che nessuno sa
(qui l’intima radice e bocciolo e cielo
di un albero chiamato vita; che cresce
più alto di quanto anima speri e mente
celi) e questa meraviglia regge le stelle.

Io porto il tuo cuore ( lo porto nel mio cuore).

2
Mi piace il mio corpo quand’è col tuo
corpo. È una cosa tanto nuova.
Muscoli meglio e nervi di più.
Mi piace il tuo corpo. Mi piace quel che fa,
e il come. Mi piace sentire la sua spina
dorsale, le sue ossa e il tremolante
liscio, sodo che bacerò
ancora ancora ancora
di te mi piace baciare questo e quello,
mi piace, lentamente accarezzare, il folto
elettrico pelo, e quel che viene a carne
che si separa… e occhi grandi briciole d’amore,

e forse mi piace il brivido

di sotto me te così nuova.

La quinta combinazione poetica d’amore, classica – moderna, è quella del poeta italiano

CESARE PAVESE

(Santo Stefano Belbo – 1908 Torino 1950)

Verrà la morte e avrà i tuoi occhi –
questa morte che ci accompagna
dal mattino alla sera, insonne,
sorda, come un vecchi rimorso
o un vizio assurdo. I tuoi occhi
saranno una vana parola,
un grido taciuto, un silenzio.
Così li vedi ogni mattina
quando su te sola ti pieghi
nello specchio. O cara speranza,
quel giorno sapremo anche noi
che sei la vita e sei il nulla.

Per tutti la morte ha uno sguardo.
Verrà la morte e avrà i tuoi occhi.
Sarà come smettere un vizio,
come vedere nello specchio
riemergere un viso morto,
come ascoltare un labbro chiuso.
Scenderemo nel gorgo muti.

2
Passerò per Piazza di Spagna.

Sarà un cielo chiaro.
S’apriranno le strade
sul colle di pini e di pietra.
Il tumulto delle strade
non muterà quell’aria ferma.
I fiori spruzzati
di colori alle fontane
occhieggeranno come donne
divertite. Le scale
le terrazze le rondini
canteranno nel sole.
S’aprirà quella strada
le pietre canteranno,
il cuore batterà sussultando
come l’acqua nelle fontane –
sarà questa la voce
che salirà le tue scale.
Le finestre sapranno
l’odore della pietra e dell’aria
mattutina. S’aprirà una porta.
Il tumulto delle strade
sarà il tumulto del cuore
nella luce smarrita.

Sarai tu – ferma e chiara.

28 marzo 1950

3

I mattini passano chiari
e deserti. Così i tuoi occhi
s’aprivano un tempo. Il mattino
trascorreva lento, era un gorgo
d’immobile luce. Taceva.
Tu viva tacevi; le cose
vivevano sotto i tuoi occhi
(non pena non febbre non ombra)
come un mare al mattino, chiaro.

Dove sei tu, luce, è il mattino.
Tu eri la vita e le cose.
In te desti respiravamo
sotto il cielo che ancora è in noi.
Non pena non febbre allora,
non quest’ombra greve del giorno
affollato e diverso. O luce,
chiarezza lontana, respiro
affannoso, rivolgi gli occhi
immobili e chiari su di noi.
È buio il mattino che passa
senza la luce dei tuoi occhi.

30 marzo 1950

La sesta poesia d’amore, classica – moderna, è quella del poeta cileno

PABLO NERUDA

(Cile 1904 – Santiago 1973)

Il tuo sorriso.

Toglimi il pane, se vuoi,
toglimi l’aria, ma
non togliermi il tuo sorriso.

Non togliermi la rosa,
la lancia che sgrani,
l’acqua che d’improvviso
scoppia nella tua gioia,
la repentina onda
d’argento che ti nasce.

Dura è la mia lotta e torno
con gli occhi stanchi,
a volte, d’aver visto
la terra che non cambia,
ma entrando il tuo sorriso
sale al cielo cercandomi
ed apre per me tutte
le porte della vita.

Amor mio, nell’ora
più oscura sgrana
il tuo sorriso, e se d’improvviso
vedi che il mio sangue macchia
le pietre della strada,
ridi, perché il tuo riso
sarà per le mie mani
come una spada fresca.

Vicino al mare, d’autunno,
il tuo riso deve innalzare
la sua cascata di spuma,
e in primavera, amore,
voglio il tuo riso come
il fiore che attendevo,
il fiore azzurro, la rosa
della mia patria sonora.
Riditela della notte,
del giorno, della luna,
riditela delle strade
contorte dell’isola,
riditela di questo rozzo
ragazzo che ti ama,
ma quando apro gli occhi
e quando li richiudo,
quando i miei passi vanno,
quando i miei passi tornano

negami il pane, l’aria,
la luce, la primavera,
ma il tuo sorriso mai
perché ne morrei.

Anche questa poesia è una poesia kalokagathìa, cioè bella e buona.

La settima combinazione poetica d’amore, classica – moderna, è quella del poeta turco, naturalizzato russo

NAZIM HIKMET

(Salonicco 1902 – Mosca 1963)

Sei la mia schiavitù sei la mia libertà
sei la mia carne che brucia
come la nuda carne delle notti d’estate
sei la mia patria
tu, coi riflessi verdi dei tuoi occhi
tu, alta e vittoriosa
sei la mia nostalgia
di saperti inaccessibile
nel momento stesso
in cui ti atterro.

2

Sono cent’anni che non ho visto il tuo viso
che non ho passato il braccio
attorno alla tua vita
che non mi sono fermato nei tuoi occhi
che non ho interrogato
la chiarità del tuo pensiero
che non ho toccato
il calore del tuo ventre.

Eravamo sullo stesso ramo insieme
eravamo sullo stesso ramo
caduti dallo stesso ramo ci siamo separati
e tra noi il tempo è di cent’anni
di cent’anni la strada
e da cent’anni nella penombra
corro dietro a te.

L’ottava poesia d’amore, classica – moderna, è la poesia della poetessa norvegese

MARIE TAKVAM

(Norvegia 1926 – 2008)

Tu
Devi essere arrivato in città!
Lo vedo chiaramente.
Tutte le case mi stanno sorridendo.
Hanno capito che ti amo.

Devi essere arrivato in città!
Lo vedo dagli alberi del parco.
Hanno foglie vibranti,
ricevono baci dal sole e dal vento.

Devi essere arrivato in città!
Perciò
questa gioia incredibile
dalla luce e dall’aria
dalle barche a vela nella brezza.

Tutto è diverso oggi.
Quel che ieri era una lunga serie di case grigie
oggi è dipinta di oro e porpora
dal tramonto del sole.

Quella che ieri era gente qualunque
che andava al bus o all’auto
oggi sono persone
con una vita dentro.

Ciò che ieri era traffico e frastuono
oggi è il battito del cuore della città,
quello grande che fa muovere tutto!

In breve: Tu devi essere arrivato in città!

La nona combinazione poetica d’amore, classica – moderna, è quella del poeta italiano

SALVATORE TOMA

(Maglie 1951 – 1987)

Conoscevo la tua bellissima schiena
anche prima di provarla:
era morbida nella mia memoria
fresca e dura
e così mi si presenta oggi
che mi dai anche quella…
Una volta costava
rabbia e fantasia
anche solo amarti con lo sguardo
anche un invito innocente
suonava come un sacrilegio.
E io che tra di noi
non speravo che semplici incontri!
Oggi che sei tutta qui
intera e nuda
e viscida nel concederti
vuoi provare di tutto
vuoi mi dici vendicarti di te stessa
della tua malconsigliata gioventù
del tempo perduto
del passato speso a sognare
ciò che invece chiedere
era umano naturale possibile.

2
Colonna sonora
Vita
continue grida
amore
sempre dolore
fantasie di felicità
capo chino e malinconia
di tutto carenza
fatua credenza
assidua astinenza
ambigua sorte
poi, dopo tutto, morte.

3
Un amore

Non si può soffocare a lungo
un amore.
Lo si può ritardare questo sì
per vari comodi
o per estreme deludenti sensazioni
ma alla fine trionfa.
Lo si può nascondere
con violenza per anni
o con indifferenza
lo si può pietosamente subire
e soffrire in silenzio
ma alla fine trionfa.
È un plagio istintuale
la pace che ci assale
serenamente ci opprime.
Così accadde a noi
tanti anni fa.
Dopo il fulmine
cercammo storditi
umanamente il sorriso
il refrigerio del distacco
sperammo a lungo con passione
nella morte dell’altro
adducendo l’imprevedibile
trincerandoci ostili a combatterlo
armati di nuove prove
e insormontabili difficoltà.
Ma l’ultimo appuntamento
sarà inesorabile
più delle nostre vili paure.
Come tanti anni fa
riaccadrà.

La decima combinazione poetica d’amore, classica – moderna, è quella della poetessa polacca

WISLAWA SZYMBORSKA

(Kormik, 1923 – Cracovia 2012)

Gli innamorati.

C’è un tale silenzio in noi,
che riusciamo a sentire
la canzone cantata ieri:
“Tu vai per la montagna, io per la valle”.
E pur se la sentiamo – non ci possiamo credere.

Il nostro sorriso non maschera tristezza
né la bontà una rinuncia.
E anche più di quel che meritiamo
ci dispiace per quelli che non si amano.

siamo così stupiti da noi stessi,
cosa mai potrà stupirci di più?
Non un arcobaleno nella notte.
Non una farfalla sulla neve.

E quando ci assopiamo,
in sogno vediamo il distacco.
Ma è un buon sogno,
un sogno buono,
perché da lui ci risvegliamo.

2
All’aeroporto.
Si corrono incontro a braccia spalancate,
esclamano ridendo: Finalmente! Finalmente!
Entrambi indossano abiti invernali,
cappelli caldi,
sciarpe,
guanti,
scarpe pesanti,
ma solo ai nostri occhi.
Ai loro – sono nudi.

Poesie simpatiche e divertenti.

La prima poesia, bellissima, d’amore, classica – moderna, del primo decennio del XXI secolo è quella del poeta, nativo di Alessandria d’Egitto, ma naturalizzato italiano.

ARTURO SCHWARZ (1924 – vivente)

l’unico mio universo

scopro l’armonia dell’universo
nel suo corpo

la bellezza dell’universo
nella sua mente

il canto dell’universo
nella sua bocca

il divenire dell’universo
nel suo cuore

il fascino dell’universo
nel suo sesso

la gioia dell’universo
nelle sue gambe

l’infanzia dell’universo
nelle sue braccia

la luce dell’universo
nell’ombra del suo sesso

il miracolo dell’universo
nelle sue mani

la nascita dell’universo
nel suo sguardo

l’orizzonte

l’orizzonte dell’universo
nel suo pensiero

la primavera dell’universo
nei suoi sogni

la quintessenza dell’universo
nel suo essere

il respiro dell’universo
nella sua voce

la saggezza dell’universo
nel suo agire

il tempo dell’universo
nel suo amore

l’urgenza dell’universo
nella sua inquietudine

la verità dell’universo
nella sua esistenza

lo zero e l’infinito del mio mondo
soltanto in lei trova il suo riflesso

e la somma del tutto
nei suoi occhi.

Anche questa poesia si può definire kalokagathìa, cioè bella e buona.

La seconda poesia d’amore, bellissima, classica – moderna, che chiude il primo decennio del XXI secolo è la poesia della poetessa italiana Mariangela Gualtieri che ha per titolo:

Alcesti

Da “BESTIA DI GIOIA” (2010) Einaudi editore. Pagg. 119 – 121

Introduzione.

Alcesti è la prima poesia d’amore del libro Bestia di gioia nella sezione “Mio vero”. E’ una bella poesia d’amore e di passione della poetessa per il suo compagno. In questa poesia la poetessa cerca una definizione dell’amore, con la A maiuscola, e la trova nell’essenza dell’unità di due persone che si incontrano e non si separano più, per diventare un unico essere. La poesia, dunque, elenca una serie di manifestazioni in cui lei si sente unita al suo amore. Le immagini astratte e ricercate sono: Tu sei del mondo la più cara/forma, figura …; il mio fuoco/brucia da sempre col tuo; nessuna parte di corpo muove il tuo cuore al mio, il mio al tuo. La poesia termina con il concetto che l’insegnamento supremo dell’amore si trova nell’unità. La poesia si conclude con questi versi: “Esiste solo l’uno, solo l’uno esiste/l’uno solamente, senza il due”. Il linguaggio della poesia è quello unico e personale della poetessa Mariangela Gualtieri e cioè versi rigogliosi ed esuberanti, che creano tante nuove immagini astratte e bizzarre, dando alla poesia un fascino poetico tutto particolare e caratterizzata da un grande stile personale.

Alcesti
Testo della poesia

Ma solo pensare a te.
Non è una figura che viene
una nitida traccia.
È come cadere in posto
con un po’ di dolore.
Tu sei il mio tu più esteso
deposto sul fondo mio. Tu. Non c’è
un’altra forma del mondo
che si appoggi al mio cuore
con quel tocco, quell’orma.
Tu. Tu sei del mondo la più cara
forma, figura, tu sei il mio essere a casa
sei casa, letto dove
questo mio corpo inquieto riposa.
E senza di te io sono lontana
non so dire da cosa ma
lontana, scomoda un poco
perduta, come malata,
un po’ sporco il mondo lontano da te,
più nemico, che punge,che
graffia, sta fuori misura.

Mio vero tu, mio altro corpo
mio corpo fra tutti mio
più vicino corpo, mio corpo destino
ch’eri fatto
per l’incastro con questo mio
essere qui in forma di femmina
umana. Mio tu. Antico suono
riverberante, antico
sentirti destino intrecciato
sentire che sei sempre stato
promesso da ere lontane
da distanze così spaventose
così avventurose distanze da
lontananze sacre.
Tu sei sacro al mio cuore.
Il mio fuoco
brucia da sempre col tuo
il mio fiato.
Io parlo delle forze –
di correnti sul fondo del mio lago
sul fondo del tuo, oscure e potenti,
più del tempo dure più dello
spazio larghe, ma sottili
al nostro sentire,
afferrate appena
e poi perdute, nel loro gioco.

Che cosa siamo io e te? Che cosa eravamo
prima di questo nome? E ancora
saremo qualcosa, lo sappiamo e non
lo sappiamo, con un sentire
che non è intelligente lavorio cerebrale.

Nessuna parte di corpo che muore
nessun pezzo umano, nessun arto,
nessun flusso di sangue, nessun
cuore, nessuno, niente che sia
stretto nel giro del sole, niente
che sia solo terrestre umano muove
il tuo cuore al mio, il mio al tuo,
come fossero due parti di un uno.

Allora tu sei la mia lezione più grande
l’insegnamento supremo.
Esiste solo l’uno, solo l’uno esiste
l’uno solamente, senza il due.

Anche questa poesia si può definire kalokagathìa, cioè bella e buona.

DSCN2701

Prof. Orazio Cerruto, poeta e mio collaboratore tecnico e lessicale.

5

Celebri poesie d’amore postmoderne.

La prima d’amore postmoderna, che ho scelto per questa antologia, è quella della poetessa italiana Alda Merini (Milano 1931 – 2009).

Inno alla donna

Stupenda
immacolata fortuna
per te tutte le culture del
regno
si sono aperte
e tu sei diventata la
regina
delle nostre ombre
per te gli uomini
hanno preso
innumerevoli voli
creato l’alveare del
pensiero
per te donna è sotto
il mormorio dell’acqua
unica grazia
e tremi per i tuoi
incantesimi
che sono nelle tue mani
e tu hai un sogno
per ogni estate
un figlio per ogni pianto
un sospetto d’amore
per ogni capello
ora sei donna tutto un
perdono
e così come ti abita
il pensiero divino
fiorirà in segreto
attorniato
dalla tua grazia.

La seconda poesia d’Amore postmoderna, che ho scelto per questa antologia, è quella del poeta irlandese

SEAMUS HEANEY

(Castledawson 1939 – Dublino 2013)

Impalcatura.

I muratori, quando iniziano un edificio,
si preoccupano di testare l’impalcatura;

si accertano che le assi scivolino nei punti critici,
fissano tutte le scale, serrano i giunti imbullonati.

Eppure tutto questo scompare a lavoro finito,
svelando muri di pietra solida e sicura.

Perciò, mia cara, se talvolta sembra
che tra me e te stiano cedendo vecchi ponti,

non temere. Lasciamo pure cadere l’impalcatura,
sicuri di aver costruito il nostro muro.

La terza poesia d’amore postmoderna è quella del poeta inglese

MICHEL FABER

Lucentezze (II) 2015

Agivi di nascosto,
provvedevi furtivamente.
Risollevavi le persone,
le esortavi a trascendere
i loro limiti,
in salute e in malattia.
Quelli che assistevi ti cercavano con gli occhi per ringraziarti, ma tu ti nascondevi.
Quando la tua influenza prese a espandersi
troppo, sei morta. Ancora sento
il tuo bisbiglio nel mio orecchio:
“Andiamo”.

Potessi passare questo pianeta
ai raggi X per scoprire la presenza
dei tuoi interventi tempestivi,
sono sicuro che li troverei
in luoghi che non ti aspetteresti.
Sei morta, lo so, e non è mio compito
mostrarti che la morte non è la fine.
Ma tu hai lasciato lucentezze di grazia,
nascoste nel mondo,
che ancora rilucono.

6

Poesie d’Amore postcontemporanee.

Introduzione.

La prima poesia d’amore postcontemporanea, che io conosco, è una poesia d’amore del poeta Leon De kock (Johannesburg 1956) che ha per titolo:

La Biologia d’Amore

La Biologia d’Amore
dice il mio nuovo amico
Humberto Maturana
non è un Problema di Virtù
no, non è una Questione Morale.
È come ci comportiamo
per tenere la vita vicina
vicina al cuore.
Come ci comportiamo
per conservare
e servire
la Biologia d’Amore.

Questa è la nostra vera intelligenza
e se la nutriamo
ci apriamo
come fiori
diventiamo noi stessi
Homo Sapiens amans.
Riguadagniamo il nostro terreno
la terra del nostro essere.
Altrimenti
ci chiudiamo
avvizziamo
ci ammaliamo
chiudiamo fuori gli altri
“ci sviluppiamo”.
Homo sapiens aggressans.

È proprio
semplice.
Ogni deviazione
da questo
fondamentalismo
fondamento d’amore
della Biologia d’Amore
è una eresia
semplice eresia
attraverso cui
diventiamo
la gabbia
di noi stessi.

Anche questa poesia si può definire kalokagathìa, cioè bella e buona.

7

Presento la mia personale evoluzione sulle poesie d’amore: dalle poesie d’amore classiche – moderne alle poesie d’Amore postmoderne alle poesie d’Amore postcontemporanee.

Prima poesia d’amore classica – moderna.

IL PENSIERO DI CARMELA
1
Dentro questo cielo di Cagliari
odo avvicinarsi dal lontano mare
il profumo del tuo amore, oh Carmela.
E pur non conoscendo le verdi foglioline
degli alberi di questo ospedale, esse
mi parlano tanto di te e del tuo sorriso.
Mi riportano alla lunga passeggiata
con i tuoi figli sui colli di Scicli,
mi riportano ai momenti, in cui insieme,
ascoltavamo il bubbolìo e il cuore del mare;
mi riportano ai dolci silenzi notturni,
ascoltando Beethoven, abbracciati.
E il pensiero che ora mi porta da te
che cos’è, se non la vita?
E la vita sei tu, Carmela!!!
Tu sei il pensiero della mia vita,
tu sei la ricerca costante del pensiero.
E la ricerca della felicità e dell’amore
è, unicamente, la meta finale dell’umanità.
2
Se la materia passa, morendo, esanime
il pensiero ricercante è ciò che non muta.
E’ l’eterno principio di ogni cosa.
Tu, essendo l’eterno principio di tutto,
sei l’ultima meta di me stesso.
Sei la vita stessa, Amore mio.
E la vita è il pensiero, il pensiero di te.
L’Amore, tanto desiderato dagli uomini,
è, solamente, il pensiero che ci libera
dall’animalità e dall’es presenti e pulsanti.
Pensare a te è bellissimo; sei bellissima,
sono eternamente vivo e ardente di te.
Vivo per te, penso a te, amore mio,
vivi per me, pensi a me, amore tuo.
Oh Carmela, pensando si diventa liberi,
e noi, pensandoci, siamo liberi, amandoci.

Gennaio 1980 Modica 28/ 01/ 2017

La prima mia poesia d’Amore postmoderna.

La Vita è adesso

Ogni giorno che passa
è un giorno di stress.
Dopo essere stato sulle stelle
oggi ritorno nelle stalle
della mia vita quotidiana.
Anche se lavoro tra bulli e impertinenti e
tra nevrotiche e indisponenti
non si può vivere da soli.
Non serve isolarsi e rinchiudersi
in un bosco tra gli alberi
e pensare di vivere bene e soli.
Ci vogliono sempre gli altri
per vivere bene e meglio.
L’amore si vive in due
in quattro si gioisce di più,
perché solo l’amore salva e lenisce
le sofferenze quotidiane.
Non voglio insegnare niente a nessuno
tutti hanno capito qualcosa
di sé, degli altri e della vita.
Ma donare qualcosa di sé agli altri
procura gioia e serenità.
Oh, l’Amore oblativo!
Oh, l’Amore passionale!
Oh, lAmore platonico!
La solitudine non porta niente di buono
solo la simbiosi è la fonte della felicità.
La vita è adesso
vivi e lascia vivere.
Lavora con piacere,
goditi l’amore,
pensa e scrivi con creatività.

Modica, 30 ottobre 2013 Biagio Carrubba

La mia seconda poesia postmoderna è L’Amore è un’esplosione di colori
I
L’amore ha i colori vividi e gai dell’arcobaleno.
L’amore è il rosso della passione
è il rosso del tuo cuore;
L’amore è l’arancione del romanticismo
è l’arancione della tua pelle;
L’amore è il giallo della gelosia
è il giallo dei tuoi capelli biondi;
L’amore è il verde della speranza
è il verde dei tuoi occhi;
L’amore è il blu del mare mosso
è il blu del tuo animo;
L’amore è l’indaco della fatalità
è l’indaco del tuo charme e del tuo pathos;
L’amore è il violetto dell’affettività
è il violetto del tuo tenue afflato e del tuo eros.

II

L’amore è libertà perché quando
decidi di scegliere di amare qualcuno
lo scegli in piena libertà .

III

L’amore è il  Big Bang  della gioventù e
sgorga spontaneo nella fanciullezza.
L’amore è la forza interna, bizzarra e
crea l’armonia dove c’è lo scompiglio
e sconvolge dove c’è la pace.
L’amore fa girare veloci gli amanti
come i pianeti girano intorno alla propria stella.
L’amore è l’imprevedibile sentimento
che a volte dà gioia e felicità e
che a volte crea odio e passione.
L’amore è una grande forza di energia
che aiuta i giovani innamorati,
gli amanti e gli anziani
che quotidianamente affrontano
la dura lotta della vita,
che fa soffrire fino alla fine.
Insomma,
“L’amuri e ‘na manu d’aiutu ‘ppi campari miegghiu”
Modica, 31 dicembre 2013

La mia prima poesia d’Amore postcontemporanea.

Ode all’Amore

I

“Domani, ami chi non amò mai,
e chi amò, domani, ami”
Pervigilium Veneris

L’amore è la voce del cuore che parla alla Ragione,
che vuole la sua parte di vita e di emozioni.
L’amore è il sentimento più forte, fra tutti i sentimenti,
che abita nell’animo umano e costituisce
la porzione giornaliera di piacere estetico
che dà alla vita sapore, senso e gioia di vivere.

L’amore è la voglia, il desiderio e la ricerca degli altri,
è la gioia che ci dona la felicità di essere in questo mondo.
L’amore è quel grande sentimento, enorme,
che esplode dentro e sprigiona la più grande letizia
nel cuore e nell’animo, e ci dà il piacere di vivere.

L’amore è quel grande sentimento, emozionante,
che ci fa sentire un trasporto verso gli altri,
che proietta tutto l’essere verso la persona amata.
Certo l’attrazione fisica, culturale ed estetica seduce,
possiede e ci attira verso gli altri come una calamita.

L’amore è, soprattutto, quella grande passione
psicofisica che, come dice l’etimologia, ci fa spogliare.
L’amore, infatti, vuol dire spogliarsi e noi ci spogliamo
per piacere e per soddisfare i nostri impulsi sessuali,
che esplodono nelle bellissime e piacevolissime
sensazioni ormonali.

Ma molti si lasciano sedurre e tentare dall’adulterio.
Allora è necessario, per quanto possibile, resistere
alla passione adulterina e trasgressiva e rimanere fedeli
al proprio amore ed alla persona amata perché
l’amore coniugale è più gioioso, più casto e più rispettoso.
E’ noto che chi non soddisfa le forti esigenze sessuali
si compensa con la gola e si rifugia nel cibo,
perché il desiderio dell’amore si rinnova
continuamente in ogni luogo ed in ogni momento.

II

“Amor, ch’a nullo amato amar perdona,
mi prese del costui piacer sì forte,
che, come vedi, ancor non m’abbandona.”
Dante Alighieri, Divina Commedia Canto V, v.103-105.

L’amore è, in prima istanza, soddisfazione libidica,
è variazione di posizione sessuale e sensuale,
è creazione di fantasie sessuali ed erotiche.
Ma l’amore non deve fermarsi alla passione ed al desiderio,
l’amore deve essere, soprattutto, un incontro di anime e
di relazione reciproca e comprensione tra due persone diverse,
che hanno entrambi “Affinità Elettive”.

L’amore è, in sostanza, il sentimento che trasfigura
il nostro essere corporeo e ci trasporta temporaneamente
in un mondo voluttuoso, romantico e sublime,
che ci fa sognare ad occhi aperti e che ci fa vedere la vita,
(o per un breve o per un lungo periodo),
come un paradiso ritrovato pieno di felicità.

Una vita senza amore è una vita triste e povera,
invece l’amore coniugale porta una vita intensa e bella.
L’amore, più bello ed intenso, è quello che si vive in due,
con la propria donna, oppure in quattro o in sei,
con i propri figli e nipoti che si amano ancora di più.
L’amore, insomma, porta la felicità e la sicurezza e
trasporta la vita amorosa grande come l’universo.

L’amore già al primo palpito di cuore è una delizia,
ritempra le membra e da’ vigore e stenia al corpo.
La vita amorosa, in due o in quattro, disperde e
allontana la solitudine, la malinconia, la depressione e
allora tutto ad un tratto e, all’improvviso, la vita diventa
letizia, giocondità, gioia, prosperità, voluttà, leggiadria,
beatitudine, dilezione, godimento e magnificenza.

Mentre il sesso dura pochi minuti, l’amore dura tutta una vita.
Infatti l’amore è il delta della fortezza personale.
L’amore è, dunque, la prima porta che apre e
illumina le altre stanze che seguono, fino ad arrivare
all’ultima porta che sprofonda nel baratro finale.

L’amore è un fattore di progresso nei sentimenti;
l’amore è un fattore di liberazione dalle passioni
l’amore è un fattore di trasgressione che libera
dalle vecchie abitudini e dalla insofferente noia.
Bisogna credere nell’amore perché nell’amore
c’è la vita, nell’odio invece c’è la morte.
Il vero Amore è un donarsi alle persone amate.

III

“Se Atropo in seguito alle tue lunghe preghiere
ti restituisse anche uno solo di quei giorni,
tu lo preferiresti a una vita lunga quattro volte
quella di Nestore.”
Marziale, Liber X, ep. 38.

Nella nostra attuale società mondiale e globalizzata tutto scorre con una velocità fulminea, impressionante ed intransigente, così come è sempre stato dall’uomo della pietra fino ad oggi all’uomo spaziale e tecnologico. Ma l’amore è stato, da sempre, un fattore importante di stabilità, di generazione e di creazione; però, col passare dei millenni, l’amore si é distinto e diviso dal sesso che si consuma rapidamente nei “luoghi chiusi e bui” mentre l’amore si vive e si gode “nelle case pulite e profumate”.
Fatta questa distinzione tra amore e sesso posso affermare che l’amore rimane il sentimento più bello ed intenso per tutte le persone di questo mondo.
Spero che questa Ode esprima, con forza perentoria, dirompente e devastante, l’Amore universale e sublime e l’ho scritta con un linguaggio aspro, duro e con un ritmo stridente, cacofonico e cruento ma, comunque, ho voluto trasmettere un messaggio positivo ed empatico verso tutti.
Credo, infatti, che l’amore sia la più grande vocazione sentimentale degli uomini che fa seguire ed inseguire il proprio amore anche in capo al mondo.
Io, Biagio Carrubba, preferisco sempre l’amore casto e fedele dell’amore coniugale all’amore trasgressivo e adulterino ché quest’ultimo porta con sé sempre guai e veleni per tutti gli interessati alla tresca amorosa.

Modica, 26 Novembre 2015

La mia seconda poesia d’Amore postcontemporanea.
L’AMORE E’ UNA FORZA VITALE

Davanti all’Amore provo un piacere divino
e un brivido umano. Epigrafe liberamente
ispirata da “La natura delle cose” libro terzo
versi 28-29 di Tito Lucrezio Caro.

I

Contemplo la natura, gli alberi, il mare, la terra,
ammiro il sorgere della luna, il tramonto del sole,
ma più di ogni altra cosa adoro l’Amore.
A me, ormai non resta altro che
l’amore oblativo della mia preziosa moglie.
Amo le donne, le mamme, le amanti, le lesbiche,
bramo il loro corpo, il loro sesso, la loro bellezza.

II

Amo dunque sono.
Sibilla Aleramo

Ma cos’è l’Amore?!! L’Amore è una forza vitale.
L’Amore è non essere né sentirsi soli,
è scegliersi la donna giusta e comprensiva
al momento giusto e che sia solidale nell’avversità.
L’Amore è chi ti fa sentire importante anche
quando vivi una vita comune e anonima.
L’Amore è chi ti guarda dolcemente negli occhi
quando hai gli occhi umidi e pieni di pianto.
L’Amore è, per prima cosa, l’attrazione fisica e
volontaria per una donna attraente e seducente.
L’Amore è l’istinto a voler diventare
una sola persona nell’amplesso e nell’orgasmo.
L’Amore è chi ti dona e ti regala
affettuosità, volutta e ti fa provare
un diletto reciproco, quasi una dilezione.

III

L’Amore genera gioia, gaiezza, felicità, ma
ingenera anche gelosia, rivalità e invidia.
L’Amore produce letizia, delizia, diletto ma
incute anche paura, soggezione e suggestione.
L’Amore procura piacere, coito, amplessi, ma
suscita anche seduzioni, attrazioni e adescamenti.
L’Amore ispira la poesia, l’elegia, l’epigramma, ma
causa anche desideri, ambizioni e lusinghe.
L’Amore infonde voglia di festa e divertimenti, ma
include anche il matrimonio, i figli e i nipoti.
L’Amore desta speranze, progetti, ambizioni, ma
procaccia anche trappole, tradimenti e inganni.
L’Amore accende la carne, la passione e le ossessioni, ma
sprofonda anche nelle perversioni e nei giochi erotici patologici.
L’Amore crea compagnie, relazioni, dialoghi, ma
provoca anche risentimenti, bugie e menzogne.
L’Amore anela al piacere, alla voluttà e all’estasi
e si innalza al sublime, alla purezza e all’ascetismo.
L’Amore produce gentilezza, raffinatezza, compitezza
e ti porta l’allegria, il sorriso e il lusus amoroso.
L’Amore strugge gli amanti, distrugge gli adulteri,
striga gli innamorati, sgrida gli infedeli
onora e premia la fedeltà della famiglia.

IV

L’Amore, inoltre, costruisce un’esistenza meravigliosa,
dona una vita valida, intensa, fruttuosa, energica,
degna di essere vissuta e di essere goduta,
ricca di esperienze, ricca di poesia e di fantasia
come è stata la vita felice e piena d’Amore
fra Franca Rame e Dario Fo
(scomparso qualche giorno fa).
L’Amore, infine, riempie il vuoto dell’esistenza.

Modica, 17/ 10/ 2016

La mia terza poesia d’Amore postcontemporanea.
L’Amore e le Rose.

Epigrafe.
Tu, ragazza, cogli le rose finché sono fresche e tu sei giovane,
e non scordare che così precipita anche la tua stagione.
Da Rosis nascentibus in Antologia della poesia latina.

C’è nell’Amore un contagio feerico
di gioia e grazia, amore mio,
che mi fa dimenticare ogni cosa.

C’è nell’Amore un ardore vivo
di passione e tumulto, vita mia,
che mi fa svanire ogni pensiero.

C’è nella Rosa una corolla viva
di profumi e colori inebrianti
che accendono gli occhi splendenti
di passioni.

Si è vero!!! Le rose sono il miglior
correlativo oggettivo dell’Amore.
Le rose rosse infiammano il cuore,
l’amore risveglia il piacere erotico.

Le rose sbocciano sopra steli spinosi,
anche l’Amore fiorisce tra sentimenti,
aspri e lieti, giovanili, tristi e gioiosi.

I petali mostrano la loro morbidezza
e aprono il loro calice vellutato e odoroso
e scoprono i loro colori suggestivi e nitidi
che estasiano gli occhi incantati e entusiasti.

Alcune rose fioriscono, effondendo il loro olezzo,
altre schiudono le loro gemme purpuree,
altre avvizziscono in un breve lasso di tempo.

Sono contornate da verdeggianti foglie,
sono incastonate sopra arbusti superbi.
Anche l’Amore sorge e si profonde in tenera età
tra gli umori virginei e guance porporine.

E’ bello, eccitante, osservare due giovani
che si amano e si baciano, innamorati
e indifferenti alla gente che passa distratta.

C’è nell’Amore tanta speranza nuova
per una vita gaudiosa e generativa,
come c’è, in tutti, tanta euforica
e trepidante attesa,

piena di vigore e di timore,
per l’anno che sta per finire e
per l’anno che sta per cominciare.

Modica 31/ 12/ 2016

Un’altra mia poesia d’Amore, classica – moderna,

POESIA PER IL MIO AMORE.

A Gina Rizza MIA MOGLIE.

Io ti voglio ringraziare
per l’Amore che mi offri,
per l’Affetto che mi regali,
per la gioia che mi effondi,
rimanendo, vivendo con me.

Anch’io ti voglio ringraziare
per l’Emozioni che m’infondi,
per la Felicità che mi trasfondi,
coi tuoi occhi, con il tuo bel viso,
contemplando il tuo soave sorriso.

Io ti voglio ringraziare
per l’Eros che mi risvegli,
per l’Esile corpo profumato,
per la Voluttà che nascondi e
mi doni negli abbracci notturni.

Io ti voglio ringraziare
per l’Aiuto che mi profondi
per il Sostegno che mi elargisci
per la Limpida Bellezza interiore,
che i tuoi gai e dolci occhi emanano.

Anch’io ti voglio ringraziare
per la Compagnia che prodighi,
per la Furia affabile delle parole,
per la tua Voce pronta e squillante,
con la quale mi tieni vivo e vispante.

Anch’io ti voglio ringraziare
per il Sorriso lieve delle labbra,
per lo Splendore del tuo conforto,
che mi rinfranca, mi placa e consolida
la Speranza, la Fiducia e l’Amore per te.

Modica 04/ 01/ 2017

8

L’ultima mia poesia d’amore postcontemporanea.

Ode all’amore 2
2017

Solo l’Amore può intrattenere
il tempo edace e fugace.

Siamo pervenuti alla fine dell’anno solare
ma non siamo giunti alla fine dell’Amore.
L’Amore non finisce mai di stupire
anche, oggi, nel pieno delle società
postcontemporanee
tra guerre, atti terroristici e atti di follia,
negli USA,
l’Amore rinasce, ogni giorno, come
l’Araba Fenicia.

Solo l’Amore può intrattenere
il tempo rapace e perspicace.

Forse la fiamma dell’Amore
sta per spegnersi? No!
All’apparenza tutto sembra
una torre di Babele,
ma la creatività della scienza e
dell’Amore covano sotto la brace
cosicché là dove, oggi, c’è
odio e buio, domani, ci saranno
Amore e luce.

Il tempo edace, fatal nemico
con la mano rugosa ti combatte,
ti vince e ti disface (Vinc. Monti).

L’Amore di mia moglie riempie
la mia esistenza; dà senso
alle mie giornate; colma
il mio vuoto esistenziale.
Senza di lei mi sentirei disperso,
in questa vita e in questa città.
Sarei un solitario, privo di vita e
di vigore e non sentirei più vibrare
né il mio corpo, né il mio spirito,
né vivrei una vita gioiosa e dignitosa.

Solo l’Amore, legge di natura,
combatte, vince e disfa la Morte.

Anche gli Stati democratici
delle società postcontemporanee
vogliono proteggere l’altra metà di genere.
A Taormina l’altro ieri si è svolto
il G7 per difendere e
sostenere la parità di genere.
Le donne vogliono anche loro
difendere l’Amore e la famiglia,
ma reclamano anche una parità
economica di genere.
Mi pare giusto che sia così.

Anche l’Amore femminile combatte
per ottenere la parità di genere.

L’Amore è come un fungo edule,
ma può essere anche un fungo tossico.
L’Amore giusto cresce, fiorisce e
profuma come una rosa aulente,
ma quando l’Amore si rivela sbagliato,
allora sfiorisce e avvizzisce
come una rosa appassita e lezza.

Solo l’Amore può intrattenere
il tempo edace e fugace.

Modica 25/ 11 /2017

9

Poesie di resilienza.

La prima poesia di resilienza che io conosco è senza dubbio la poesia SE di R. Kipling. Ma è talmente famosa e bella che io non la riporto. Invece riporto una poesia di resilienza contemporanea del poeta Alejandro Jodorowsky, poeta cileno naturalizzato francese. È una bella poesia di resilienza che mi fa piacere riportare qui perché la trovo molto bella e significativa per le idee espresse e per le belle immagini che presenta.

Amo sviluppare la mia coscienza per capire
perché sono vivo, cos’è il mio corpo
e cosa devo fare per cooperare con i disegni
dell’universo.
Non mi piace la gente che accumula
informazioni inutili
e si crea false forme di comportamenti,
plagiata da personalità importanti.
Mi piace rispettare gli altri,
non per via delle deviazioni narcisistiche
delle loro personalità,
ma per come si sono evolute interiormente.
Non mi piace la gente la cui mente
non sa riposare in silenzio,
il cui cuore critica gli altri senza sosta,
la cui sessualità è perennemente insoddisfatta,
il cui corpo s’intossica senza saper apprezzare
di essere vivo.
Ogni secondo di vita è un regalo sublime.
Mi piace invecchiare perché il tempo dissolve
il superfluo e conserva l’essenziale.
Non mi piace chi per retaggi infantili trasforma
le bugie in superstizioni.
Non mi piace che ci sia un Papa che predica
senza condividere la sua anima con una Papessa.
Non mi piace che la religione sia nelle mani
di uomini che disprezzano le donne.
Amo collaborare e non competere.
Mi piace scoprire in ogni essere quella gioia
perenne che potremmo chiamare
“Dio interiore”.
Mi piace l’arte utile per guarire.
Non mi piacciono le persone eccessivamente
stupide.
Mi piace tutto ciò che provoca il sorriso.

Amo affrontare volontariamente
la mia sofferenza con l’obiettivo
di espandere la mia coscienza.

Anche questa poesia si può definire kalokagathìa, cioè bella e buona.

10

Finale

Siamo in piena “Età postcontemporanea”, nata intorno al 2010, quando finisce, pressapoco, l’età postmoderna. La velocità dei cambiamenti sociali, oggi, nel mondo è molto rapida grazie allo sviluppo della scienza, della tecnica, di internet e dei new media. Tutto ciò è palese perfino ai bambini ed è ben avvertito e conosciuto da tutti gli abitanti del mondo. Il progresso scientifico e tecnologico, non solo ha modificato la vita quotidiana delle popolazioni mondiali, ha anche trasformato il mondo del lavoro, delle banche e del commercio mondiale; ha anche mutato le interazioni sociali fra le persone comuni ed ha, anche, tramutato, le relazioni d’amore, etero ed omosessuali. La maggioranza della gente, oggi, interagisce, soprattutto, attraverso i new media e i social network. Oggi viviamo in un mondo pieno di mass media che producono e trasmettono una grande quantità di notizie, di spettacoli e di informazioni che, ogni giorno, riempiono di letizia e di svago la vita di milioni di persone di tutto il mondo. La TV in particolare, con i suoi infiniti canali, trasmette sempre nuove notizie, nuovi spettacoli e dà, continuamente, nuove informazioni in tempo reale da tutto il mondo, cosicché è difficile abbandonare, ogni sera, la TV con le sue immagini, i suoi spettacoli, i telegiornali, i servizi speciali, gli approfondimenti culturali, gli intrattenimenti musicali, i talk show politici, le olimpiadi, i cartoni animati, i film, i concerti, i documentari che, quasi quasi, fanno dimenticare e abbandonare le bellezze della natura e della terra che già da sole fanno innamorare e ammirare la vita, istintiva, viva, tumultuosa e affascinante che si svolge ogni secondo in tutto l’Universo. Noi uomini siamo attaccati alla TV, ai new media, ai social network e alla vita come le telline sono attaccate agli scogli di mare. Se un teleutente sa cercare bene in tutte le TV, sia statali che private, trova, senz’altro, il ben di Dio del mondo dello spettacolo televisivo, della musica, dello sport, della cultura, della scienza, della tecnologia, della filosofia, dell’arte e della civiltà delle società postcontemporanee. Come ha cantato il celebre cantante Freddie Mercury nella sua ultima canzone prima di morire: “Queen The show must go on” (Lo spettacolo deve continuare, 1990). Inoltre, oggi, i mass media e la TV permettono grandi confronti ai politici, come le Interrogazioni parlamentari dove singoli deputati chiedono e reclamano risposte dal Governo in carica, e così si incentiva la Democrazia dello Stato, la Democrazia parlamentare e la Democrazia di tutta la Nazione italiana. Dunque le società postcontemporanee sono, secondo me, delle società veramente democratiche, ma piene anche di povertà e di crisi economiche che abbracciano e coinvolgono tutte le classi sociali. Anche gli approcci amorosi sono cambiati nel corso dei tempi: dalle società, classiche – moderne, lente e personali, agli amori delle società postmoderne più veloci e interpersonali, agli amori di oggi postcontemporanei rapidi, vari e frastagliati in famiglie etero ed omosessuali. Oggi gli amori nascono, crescono e muoiono in un batti baleno. Il sesso prevale sull’amore e sui matrimoni e si formano e si compongono poche famiglie stabili e oneste.
Anche in Italia, oggi, tra i giovani prevale il sesso accompagnato da fenomeni sociali letali come la morte di due giovani donne suicidatesi per non riuscire a sopportare l’onta di foto hard postate su internet, come i casi di Tiziana Cantoni e di Michela Deriu suicidatasi pochi giorni fa a Porto Torres. Inoltre prevalgono ingestibili fenomeni di sopruso a danno di giovani ragazze nei social network, come è successo a Modena all’inizio di novembre c.a. ad un gruppo di ragazze che sono state ricattate e vilipese da altrettanti ragazzi, che hanno postato foto compromettenti delle loro coetanee su internet. Un altro episodio simile, sconcertante, è successo pochi giorni fa anche al liceo “Virgilio” di Roma dove molti studenti della Roma bene hanno mischiato e praticato sesso e droga coinvolgendo le famiglie degli studenti, la preside del liceo e, perfino, la Ministra della Pubblica Istruzione Valeria Fedeli.

II

Per fortuna le donne di molti Stati democratici hanno reclamato e difeso la parità di genere e la parità economica come è avvenuto a Taormina nel G7 di genere che si è svolto il 6 e 7 giugno 2017, sotto la guida di Maria Elena Boschi. Un altro fenomeno sociale positivo, questa volta, che è venuto alla ribalta in questo ultimo mese è stato, senza dubbio, la rivolta di molte attrici americane che hanno denunciato un molestatore subdolo e assiduo (scandalo di Harvey Weinstein). La rivolta di questo primo caso, scoppiato negli USA, è poi dilagata anche in Europa, dove molte altre donne del mondo della politica hanno trovato il coraggio di denunciare i loro molestatori vicini e conosciuti. Anche in Italia molte donne e attrici hanno trovato il coraggio, la volontà, la fermezza di svelare e denunciare un noto regista italiano e presunto molestatore: Fausto Brizzi. Mi sembra giusto che le donne non subiscano più le molestie e violenze sessuali. Credo che ciò debba essere un esempio e un monito per denunciare anche le molestie e gli abusi sessuali che avvengono dentro le case. Infatti pedofili e orchi entrano, di nascosto, e, subdolamente, ignominiosamente e maleficamente, nel silenzio e nel buio delle stanze private e familiari, si aggirano, si infiltrano e si ficcano dentro i letti dei bambini innocenti, commettendo abusi sessuali sui bambini, oppure su ragazzine e ragazzini che vengono ingannati e raggirati tramite i social network. Che questi esseri abominevoli siano condannati, dannati, vessati, segregati, angariati, seviziati e sodomizzati dai diavoli per l’eternità.

III

L’amore dunque, secondo me, si sta sempre di più divaricando tra l’amore profano terreno e l’amore sacro, romantico e idillico, come viene idealizzato dalla pubblicità e dalle agenzie d’amore online. Oggi la maggioranza dei giovani preferisce l’amore terreno e caduco e si allontana sempre di più dall’amore idealizzato e celeste di un tempo. Io, Biagio Carrubba, non patteggio per l’amore sacro e idealizzato ma sostengo e difendo, soltanto, l’amore carnale, carnoso, passionale, concreto e terreno ma pulito e legalizzato, casto e puro delle buone e tante famiglie italiane, che sono alla base della sana società italiana postcontemporanea. Io sostengo e difendo l’amore che porta gioia, benessere, armonia, fortezza e felicità a tutti i giovani e a tutti gli uomini e le donne che amano con sincerità e fedeltà. Infatti credo che solo l’amore forte, autentico, fedele, onesto può vincere l’amore fedifrago, disonesto, malefico, deviato e perverso dei maniaci e degli infedeli. Allora come la poesia d’amore postmoderna descriveva, interpretava ed illustrava l’amore dei giovani postmoderni e delle famiglie postmoderne così, oggi, la poesia d’amore postcontemporanea deve cantare, decantare, elogiare l’amore sobrio, genuino, fedele, sincero, armonico ed edificante dei giovani postcontemporanei e delle famiglie postcontemporanee.
Io, Biagio Carrubba, penso che la poesia d’amore postcontemporanea debba diventare il riflesso delle società postcontemporanee e dell’amore postcontemporaneo. Penso, inoltre, che la poesia d’amore postcontemporanea debba saper costruire e fortificare l’umanità e non deve contribuire alla sua distruzione, come fanno le guerre e gli odi tra le grandi nazioni del mondo e tra i singoli cittadini all’interno delle proprie case e delle proprie città. Penso, infine, che la poesia d’amore postcontemporanea debba essere à la page, cioè al corrente delle ultime novità in fatto di amore postcontemporaneo; deve illustrare, interpretare, esplicare ed esprimere le forme dell’amore postcontemporaneo di oggi. Deve, insomma, suscitare nei lettori i loro sentimenti più forti e rafforzare la loro resilienza per affrontare i pericoli di ogni giorno con maggiore amore e resistenza. Infine mi chiedo: che cosa può fare la poesia d’amore postcontemporanea dinanzi ad un mondo, impoetico e crudele così fatto? Niente!!! Non può cambiare assolutamente niente. Però, secondo me, può influire positivamente sull’apprendimento psichico e sul percorso individuale, creativo e inventivo, di ciascuno di noi. Infatti la poesia può migliorare lo sviluppo della personalità e può rendere più sensibile e positivo l’atteggiamento dei lettori verso la vita e verso gli altri e può fortificare e rafforzare la gentilezza e l’anima bella di ogni lettore di poesia.

 

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Modica 28/ 11 /2017                                             Prof. Biagio Carrubba

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