LA POESIA POSTCONTEMPORANEA 6.

DSCN2324
Share Button

SCALA PER MISURARE E GIUDICARE LA BELLEZZA
DI UNA POESIA O LA BELLEZZA DI UN’OPERA POETICA.

Ho ideato e progettato la seguente scala per misurare, in modo facile, pratico e veloce, la bellezza di una poesia o di una intera opera poetica, che io definisco “Scala poetica Carrubba”.
La scala poetica si compone di tre parti di misurazioni e di 15 livelli poetici:

POESIA POETICA
15° Poesia poetica suprema
14° Poesia poetica eccellente e dilettosa
13° Poesia poetica ottima e leggiadra
12° Poesia poetica deliziosa e piacevole
11° Poesia poetica buona e bella

POESIA MISTA DI POETICITA’ E DI IMPOETICITA’
10° Poesia poetica–impoetica discreta
9° Poesia poetica-impoetica media
8° Poesia poetica-impoetica accettabile
7° Poesia poetica-impoetica gustabile
6° Poesia poetica-impoetica conformista

POESIA IMPOETICA
5° Poesia impoetica insufficiente
4° Poesia impoetica inadeguata
3° Poesia impoetica incompleta
2° Poesia impoetica insensata
1° Poesia impoetica inconcludente

Io, Biagio Carrubba, credo che qualunque aspirante poeta o poeta di professione possa usare questa scala di misurazione poetica per giudicare completamente e concretamente la bellezza di ogni poesia o di un’opera poetica. Basta confrontare i criteri delle tre parti della scala per capire subito dove si trova la sua poesia. Per esempio, se la poesia rimane a livello di POESIA IMPOETICA allora è sicuro che bisogna rivedere e trasformare il testo e la forma della poesia; se la poesia, invece, rientra nella parte media, POESIA MISTA DI POETICITA’ E DI IMPOETICITA’, allora è necessario rivedere e migliorare la poesia ancora di più. Se la poesia rientra nella parte di POESIA POETICA allora il poeta può essere ben contento e felice che la sua poesia è già di ottimo livello. La prima ripartizione che io faccio, a grandi linee, è questa: la POESIA IMPOETICA è quella che ha per temi quelli proposti, e ormai datati della poesia classica moderna. La POESIA MISTA DI POETICITA’ E DI IMPOETICITA’ è quella che esprime sentimenti personali in un contesto regionale e nazionale. La POESIA POETICA è quella, invece, che interpreta, rappresenta la società postcontemporanea in cui viviamo indicando una retta via morale e biasimando tutte le azioni negative che avvengono ogni giorno nel mondo. La poesia deve esprimere, altresì, i valori positivi della democrazia, della pace e dell’amore e portare un messaggio di speranza e di sollievo a chi vive da solo o è malato e soffre in solitudine. La poesia deve, in primis, portare una nota di lievità, di lietezza e di bellezza nell’anima di ogni lettore e appassionato di poesia.
La poesia è un’arte somma che fa parte della creatività umana. Il poeta, quindi, è e deve essere un buon artefice, cioè un uomo che sappia usare con creatività e con impegno, con ingegno, con abilità e con la perizia tecnica, le parole poetiche per lanciare un messaggio saggio, positivo e propositivo a tutti i lettori di poesie per suscitare in loro sentimenti estatici, emozioni estetiche e riflessioni benevoli sulla vita e su se stesso.

DSCN2186
II

Io, Biagio Carrubba, innanzitutto, distinguo, nel campo della creazione artistica e poetica, tra componimenti poetici e componimenti impoetici. Credo che il componimento impoetico sia quello che, nella sua realizzazione in versi, manca delle qualità essenziali per essere considerato un componimento poetico e cioè quando il testo è privo di ispirazione e di sensibilità poetica. Il testo impoetico è, dunque, un testo prosaico, ordinario e squallido. Il componimento impoetico è un testo prosaico quando manca di idealità e di poesia; è un testo mediocre, volgare, banale, che ha un tono dimesso e discorsivo ed è più vicino alla prosa che alla poesia. Il componimento impoetico è un testo ordinario quando non esce dalla normalità; è consueto e di scarsa qualità, grossolano, dozzinale, solito, comune, consueto e regolare. Il componimento impoetico è un testo squallido quando è privo di grazia, di ornamenti; è disadorno, misero, triste, desolato, privo di positività e di vivacità. Il componimento poetico, ovviamente, è quello opposto al testo impoetico e quindi è un testo aulico, ideale, sostenuto, elevato, ricercato, inconsueto; è un componimento fine, raffinato, elegante, pregiato, singolare, unico per personalità e per originalità; è un testo elevato, decorato, distinto, signorile, pieno di finezza e preziosità. Il componimento poetico è un testo allegro, lieto, felice, curato, decorato, fulgido, ricco di vivacità e di ricchezza di idee, di sentimenti, di splendore ed è pieno di luce intensa; è fulgente, fantastico, brillante, sfarzoso, gagliardo, sontuoso, acuto, vigoroso, straordinario e geniale. Insomma, il componimento poetico è quello che presenta uno stile ben preciso, un contenuto nuovo e personale e una lexis originale, un testo in cui si concretizza l’espressione letteraria e poetica del poeta-artista. Insomma esprimersi con scienza e coscienza.

III

Questa divisione netta tra componimenti poetici e componimenti impoetici è tratta, concretamente ed immediatamente, dalla realtà contemporanea in cui viviamo. Infatti la realtà attuale è composta da una serie di società postindustriali e postcontemporanee, telematiche e informatiche nelle quali predomina l’impoeticità del vivere quotidiano, ma dove tutti aspiriamo alla poeticità e alla felicità dell’esistenza. Le società postcontemporanee sono del tutto impoetiche, basate sulla lotta quotidiana di tutti contro tutti e dominate dalle personalità più forti, più ambiziose, che riescono ad occupare le cariche più importanti e prestigiose dello Stato o dei partiti politici, ma sono anche le persone più preparate e più ricche di tutto il popolo. Nella classe politica dirigente, come quella italiana, predomina anche la corruzione, il ladrocinio e tanti altri reati commessi dai vari incaricati preposti nei loro uffici statali o politici e reati connessi con il denaro pubblico della pubblica amministrazione. In una parola viviamo in una società postcontemporanea altamente impoetica.
Ma tutti aspiriamo alla santità della vita e inseguiamo la bellezza e la purezza dell’anima. In una parola desideriamo la poeticità della vita. Tutti lottiamo per la gloria, per la ricchezza, ma siamo anche stressati e abbruttiti dal lavoro e dalla dura fatica quotidiana. La maggioranza della gente, comunque, conduce una vita attiva, volontaria ed integrata nel sistema sociale e statale. Conosciamo tutti l’attuale situazione italiana, ma conosciamo bene anche la situazione europea e anche i rapporti internazionali e fra i continenti perché viviamo in un mondo globalizzato. Ma è difficile scrivere pure poesie poetiche, quando le fonti della poesia sono, per l’appunto, le società postcontemporanee, dure, complesse e impoetiche. La società delle immagini continua a fare nuovi proseliti e il numero degli addetti a internet e ai social network aumenta, ogni giorno, sempre di più fra i giovani di tutto il mondo.

DSCN2238
IV

Benedetto Croce distinse tra poesia e non-poesia, basandosi sulla opposizione tra bello e non bello, tra bello e brutto. Una poesia è bella o è brutta; in sostanza Benedetto Croce distingueva la bellezza della poesia, basandosi su valori estetici. Invece io, Biagio Carrubba, credo che la poesia abbia, innanzitutto, un valore sociale ed insieme estetico, in quanto esprime ed esplicita prima di tutto il bisogno estetico fondamentale del poeta ad estrinsecare i suoi sentimenti e le sue idee e a riflettere su se stesso e sulla realtà sociale esterna e mondiale. Dunque la poesia è, e deve essere, la forma primaria dell’ispirazione personale, ma non deve riguardare soltanto il poeta, deve rivolgersi alle società postcontemporanee e al mondo nella sua interezza. Il poeta postcontemporaneo deve sapere accettare e adeguarsi ai valori della società postcontemporanea. Deve rappresentare le società, esaltarne i valori positivi, come quelli della democrazia, della pace e dell’amore, perché se le società postcontemporanee creano tanta diseguaglianza, creano contemporaneamente tanto benessere materiale e tanti comfort e molti agi culturali e professionali che rendono la vita un continuo godimento materiale, culturale, estetico e filosofico al quale è impossibile, o quasi impossibile, rinunciare. In definitiva credo che la prima caratteristica della poesia postcontemporanea sia quella di fare riferimento alle società postcontemporanee attuali, facendo cenno alla situazione politica o a qualche fatto storico in itinere. Il poeta postcontemporaneo deve storicizzare la sua opera poetica, indicando o un elemento storico sincronico o un fenomeno politico sociale in via di svolgimento. Altrimenti il poeta rischia di scrivere un accumulo di parole senza senso e senza riferimenti culturali e sociali e quindi scade in una poesia indifferenziata, atemporale, indefinita, metafisica, sciocca e noiosa e quindi, in definitiva, impoetica in cui il poeta può dire tutto e il contrario di tutto. Un altro difetto che il poeta postcontemporaneo deve evitare è quello di scrivere poesie e versi a forma di riflessioni che assomiglino molto più ai pensierini che si trovano scritti nelle cartine dei baci perugina. Questa non è vera poesia perché la vera poesia deve essere organica, logica, sensata e contenere un messaggio positivo e propositivo verso i suoi lettori.

V

Mentre il poeta classico-moderno esprime, soprattutto, se stesso, la sua famiglia, la sua nazione, io, Biagio Carrubba, credo che il poeta postcontemporaneo debba, prima di tutto, descrivere, rappresentare ed interpretare le attuali società mondiali globalizzate che oggi dominano sul pianeta terra. Mentre il poeta classico-moderno esprime soprattutto le sue relazioni personali e guarda al passato, io, Biagio Carrubba, credo che il poeta postcontemporaneo debba esprimere, esplicare ed estrinsecare i valori positivi delle attuali società postcontemporanee e quindi deve lanciare messaggi di pace, d’amore e di democrazia. Il poeta postcontemporaneo deve guardare al futuro per sostenerlo e avere fiducia in esso, così come fa un avvenirista, il quale ha fiducia nel futuro e nel progresso e spera che ciò che ora è considerato utopico sarà realizzato nel prossimo futuro. Mentre il poeta classico-moderno esprime solo se stesso e i suoi sentimenti, secondo la sua visione personale del mondo e sa solo produrre emozioni e commozioni, io, Biagio Carrubba, credo che il poeta postcontemporaneo debba sapere esplicare, descrivere e svelare la vita nobile e attiva delle persone comuni che cercano ed inseguono la bellezza della vita e la felicità personale. Il poeta postcontemporaneo, infine, deve sapere descrivere ed estrinsecare le società impoetiche di oggi, ma deve sapere spiegare e dispiegare, altresì, la fiducia e la speranza che gli uomini hanno tra di loro; deve sapere agire sui valori positivi e deve sapere rafforzare la volontà di poter creare una società migliore e più giusta di quella attuale, grazie al progresso scientifico e culturale delle società postcontemporanee. Di fatti credo che, oggi, solo la Scienza possa guidare, illuminare il processo umano mondiale e salvare l’umanità dalla prossima catastrofe nucleare.

DSCN2248
VI

Il poeta postcontemporaneo deve sapere idealizzare la realtà per renderla più piacevole e gradevole a tutte le persone che leggono le poesie e a tutti coloro che aspirano alla felicità. Insomma il poeta postcontemporaneo deve sapere usare le parole come un gioco di prestigio per fortificare l’anima dei lettori di poesia e deve sapere rinvigorire l’animo di tutti, deve sapere fortificare lo spirito e la mente di ciascuno che è interessato a scoprire e a godersi la bellezza della vita, dato che le letture fortificano la forza morale, la cultura e lo spirito di ogni lettore. Il poeta postcontemporaneo deve sapere costruire una casamatta, cioè un’opera fortificata per il lettore capace di resistere alle intemperie, alle difficoltà e alle disgrazie che le società postcontemporanee creano e generano ogni giorno. Con questo scambio tra poeti e lettori si realizza il famoso ed impegnativo ”Patto poetico” tra il poeta e il lettore di poesie. Ovviamente quando il patto poetico riesce ed è positivo per entrambi; il lettore ci guadagna in salute fisica e psichica perché viene distratto dai problemi contingenti e materiali e per qualche ora, o per qualche giorno, rimane solo con se stesso a godersi la bellezza, il gioco di parole, le immagini poetiche e le considerazioni personali che il poeta sa costruire e sa inventare per se stesso e per gli altri. In definitiva la poesia postcontemporanea deve saper far nascere e sviluppare la creatività dei lettori e deve ampliare e corroborare l’amore per la vita, per la poesia e per tutto ciò che c’è di puro, di bello e di poetico nel mondo. Ovviamente il poeta postcontemporaneo può, anche, mostrare tutte le sue critiche o il suo disprezzo verso le società postcontemporanee. Può mostrarsi un poeta rivoluzionario o iconoclasta o cinico, ma l’importante è che non spezzi il Patto Poetico verso i lettori di poesia, dato che il patto poetico sancisce e stabilisce il reciproco scambio tra poeta e lettore. Infatti il lettore si aspetta sempre un messaggio di aiuto, di sollievo e di diletto dal poeta. A sua volta il poeta nella sua poesia dà libero sfogo alla sua fantasia e alla sua autocreatività, godendo di tutto ciò. Mi rendo conto che il patto poetico è un patto di stabilità e di alleanza tra il poeta e il lettore, ma è anche un “patto poetico illusorio, effimero e ingannevole” tra poeti e lettori.

VII

Dunque, in conclusione, io, Biagio Carrubba, credo che oggi il compito del poeta postcontemporaneo debba esprimere, non solo se stesso e il suo mondo interiore ed esteriore, ma, soprattutto, deve sapere esporre i valori positivi del nostro Zeitgeist, deve sapere esporre e rappresentare anche gli eventi negativi nazionali e internazionali; deve sapere mettere in luce, anche e soprattutto, le magnifiche sorti tecnologiche di oggi e i progressi scientifici, grazie ai quali oggi la maggioranza della gente vive una vita molto più agiata e decisamente migliore rispetto a quella che i nostri padri vivevano appena 50 anni fa. Oggi un uomo di media intelligenza e di media cultura può realizzare qualsiasi progetto grafico, scientifico e tecnico che era impensabile e impossibile realizzare 50 anni fa. Io, Biagio Carrubba, per esempio, posso pubblicare tutti i miei lavori poetici e letterari sul mio blog grazie al progresso scientifico e tecnico della rete telematica e informatica e posso farli conoscere agli altri grazie a internet, cosa che mi era impossibile appena 20 anni fa. In questo senso, il poeta postcontemporaneo può influire, positivamente e energicamente, sullo stile di vita della gente attiva e comune che lavora ogni giorno per raggiungere i suoi obiettivi e persegue la sua felicità. Il poeta postcontemporaneo deve sapere aiutare tutti i lettori di poesia a far nascere dentro di loro la loro creatività e deve sapere sostenere anche il loro stile di vita (life style).

DSCN2208
VIII

Un altro compito essenziale della poesia postcontemporanea è quello di essere uno strumento e una pratica con i quali il poeta, con la sua poesia, deve sapere aiutare i lettori di poesia a trovare e a migliorare la loro mindfulness, cioè a riconoscere la loro lucida consapevolezza, la loro piena accettazione di sé, dei propri pensieri e delle proprie azioni. Se la poesia riesce a fare ciò e ad unire la mindfulness con la pratica e la terapia del empowerment, cioè il processo di riconquista della consapevolezza di sé, della proprie potenzialità e del loro agire, allora la poesia diventa veramente uno strumento indispensabile, prezioso ed utile per tutti coloro che soffrono e vivono isolati nelle opulente e creative società postcontemporanee. In questo senso la poesia postcontemporanea deve diventare anche una poesia globale e globalizzata, cioè deve sapersi integrare con la complessità del nostro tempo. In definitiva la poesia postcontemporanea deve sapere rendere la vita più gradevole e più piacevole, nonostante tutti i problemi, le difficoltà che le società postcontemporanee pongono in vita. La poesia postcontemporanea deve saper rappresentare ed interpretare le società postcontemporanee che oggi sono divenute poliedriche, multiformi e polivalenti, in cui il presente, il passato e il futuro convivono insieme e mischiano ogni cosa, bella, brutta e di ogni tipo, procurando e producendo così una vita straordinaria, totale e intensa a tutti, così la poesia postcontemporanea deve divenire poesia poliedrica, multiforme e polivalente e quindi soddisfare tutti i gusti dei lettori sapendo cogliere ed esplicitare tutti i temi che ogni giorno si presentano sulla faccia della terra. Io, Biagio Carrubba, amo e difendo la poesia postcontemporanea e tutta la poesia, presente, passata e futura, perché, secondo me, la poesia con la P maiuscola, grande, bella, seducente, meravigliosa e magnifica costituisce per ogni uomo un momento di silenzio, di serenità e di meditazione, in mezzo alle difficoltà che si vivono ogni giorno in un mondo pieno di frastuoni assordanti e rumori che scaturiscono dall’inquinamento acustico delle nostre città. La poesia postcontemporanea, infine, deve sapere svegliare nei lettori la loro dignità, la loro creatività, la loro fantasia e deve accrescere il loro tenore di vita, culturale e fantastico, e il loro life style.

DSCN2431

A sinistra il prof. Orazio Cerruto. A destra il prof. Biagio Carrubba.

Modica 25/ 05/ 2017                                                                                  prof. Biagio Carrubba

Share Button

Replica

Puoi usare questi tag HTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>