Cos’è la poesia.

Poesia2
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Ma continuano a vivere i tuoi versi: su di essi Ade,
il ladrone spietato, non potrà allungare la mano.
(da Ad Eraclito–Poesia di Callimaco – vv. 5 e 6.
Traduzione di Giuseppe Zanetto).
I
La poesia è, innanzitutto, una effezione artistica-creativa della mente umana. La poesia è anche una produzione critica-riflessiva basata sulla distinzione di parole e langue. La parole è l’aspetto individuale e creativo del linguaggio e dipende dalle variazioni attuate da ciascun parlante; la parole è, quindi, l’esecuzione personale; è un atto di volontà e di intelligenza. La parole si distingue dalla langue che è il sistema di segni di una lingua, considerata astrattamente; è un sapere collettivo; è, come dice Saussure, “la somma di impronte depositate in ciascun cervello”; è un prodotto sociale che ciascun individuo registra passivamente. La langue appare un fenomeno linguistico esterno all’individuo il quale non può né crearla né modificarla. Questa opposizione tra langue e parole serve a spiegare il complesso funzionamento della lingua. Dunque la langue produce il linguaggio comune, la parole crea il linguaggio poetico. Fatte queste debite spiegazioni tecniche, si può dire che la poesia è basata, dunque, essenzialmente sulla creazione lessicale e linguistica del poeta che decide, secondo la sua ispirazione, di scrivere un proprio componimento poetico, cioè una singola poesia, mentre la composizione della poesia richiede tutta la conoscenza tecnica, linguistica, politica e sociale del poeta. Dunque la composizione di una poesia è il mettere insieme da parte del poeta tutte le sue competenze umane, linguistiche e sociali, al fine di organizzarle e produrre il componimento poetico che nasce sia dalla volontà del poeta, sia dalla combinazione di tutte le variabili poetiche, sia dai valori etici e politici del poeta che danno al componimento poetico la sua peculiare bellezza e raffinatezza. Inoltre la poesia è basata sull’asse della combinazione e sull’asse della selezione delle parole che il poeta dispone sulla riga per creare nuove, belle ed originali immagini. La poesia, quindi, è anche l’effetto della facoltà immaginativa del poeta il quale, tramite l’asse della selezione e della combinazione, trova le parole adatte per esprimere il suo pensiero, i suoi sentimenti e la sua opinione sull’argomento che ha deciso di sviluppare e trascriverlo in forma poetica sulla carta. Benedetto Croce ha affermato che la poesia è la sintesi di forma e sentimento, ma secondo me, Biagio Carrubba, la poesia è molto di più di una sintesi. Infatti la poesia è la sintesi tra langue e parole che, a sua volta, ha come base fondamentale “l’estro poetico, la fantasia poetica e la creatività poetica”. Senza queste tre facoltà mentali basilari nessuno riesce a scrivere poesie. Il poeta, invece, che possiede l’estro poetico e la creatività poetica aggiunge a queste cose il suo messaggio poetico personale che diventa il suo alto atto locutivo, cioè il suo insegnamento morale e civile. Una volta stabilite e possedute tutte queste cose, il poeta scrive la poesia che gli deriva dalla sua facoltà immaginativa e creativa. A questo punto il poeta ha scritto la poesia che si differenzia dal linguaggio comune per l’uso del suo linguaggio poetico personale; ed è proprio questa differenza, la prima grande importanza che ha la poesia. Essa, infatti, ci libera dal linguaggio comune e ci fa librare nel mondo della fantasia e delle immagini nuove. Infatti, il poeta, con il suo linguaggio poetico elegante, raffinato e prezioso, ci innalza dal linguaggio comune e ordinario e ci trasporta nel mondo straordinario della sua immaginazione, fatto da pensieri nuovi e immagini fuori dal comune. La differenza, quindi, tra la poesia e il linguaggio comune consiste nel fatto che, il linguaggio comune ci fa respirare l’aria viziata e inquinata di tutti i giorni, mentre la poesia ci fa respirare l’aria pulita, rarefatta e profumata delle sfere celesti.

II

La poesia è, in seconda battuta, una delle più alte manifestazioni culturali, ideologiche e personali dell’attività spirituale e psicologica umana, accanto alla musica, all’arte, alla filosofia ed alla scienza.
Dunque una definizione di poesia potrebbe essere questa: “La poesia è un’attività mentale, creativa e critica. Essa è una riflessione creativa, intuitiva ed inventiva ed una meditazione divergente, critica ed analizzatrice della realtà, della società e dell’Io del poeta”. In definitiva tutto il significato della parola poesia si può racchiudere in una unica parola, la poiesi cioè la facoltà creativa del poeta nel momento in cui realizza la sua attività artistica, creativa e immaginativa.
Il poeta analizza e giudica la società ed esplora sé stesso. In definitiva la poesia è una produzione escogitata e creativa del poeta, il quale trova le parole giuste che esprimano i suoi contenuti ed i suoi sentimenti. I grandi hanno saputo fare tutto ciò: dai grandi poeti dell’antichità classica fino ai nostri giorni. Da Archiloco a Callimaco, da Catullo ad Orazio, da Ovidio a Marziale, da Paolo Silenziatore a Dante Alighieri, da Francesco Petrarca a Lorenzo il Magnifico, da Ugo Foscolo a Giacomo Leopardi, da Manzoni a Pascoli, da D’Annunzio a Marinetti, da Ungaretti a Montale, da Pavese a Roberto Roversi, da Else Lasker-Schuler a Bertolt Brecht, da Nazim Hikmet a Salvatore Quasimodo, da Elio Pagliarani ad Andrea Zanzotto, da Pasolini a Bufalino, da Mario Luzi a Edoardo Sanguineti, da Allen Ginsberg a Lawrence Ferlinghetti, e tanti altri noti e meno noti.
La poesia è, in terza battuta, essenzialmente una riflessione personale del poeta che sviluppa un ragionamento logico e critico su un aspetto della realtà, ma è soprattutto un procedere per immagini che il poeta scrive sopra un aspetto o della realtà o su un argomento da lui prescelto, o su sé stesso o, su qualsiasi tema che lo stimola e che gli suscita il desiderio di esprimersi con linguaggio poetico e creativo.
Dunque, la poesia non è il frutto della volontà di Dio o degli dei come credevano i greci o come ha scritto Platone, ma è soltanto la volontà ed il desiderio del poeta di esprimersi.
Questo desiderio cova in ogni uomo che vuole esprimere sé stesso e le proprie idee in un particolare momento della sua esistenza come riescono a fare i grandi poeti.
La poesia dunque è l’attività critica di pensiero del poeta che sintetizza le proprie idee e le proprie immagini su di un determinato argomento che può essere rivolto sia al passato, sia al presente e sia al futuro.
La poesia, al di là del periodo storico in cui è scritta, è universale in quanto nasce dalla mente del singolo poeta, che usa il proprio linguaggio personale e poetico. Egli esprime non soltanto il suo punto di vista particolare e contingente ma, esprime anche la sua Weltanschauung che rimane sempre espressa.
In definitiva ed in primis la poesia soddisfa il piacere linguistico del poeta che, a sua volta, vorrebbe soddisfare anche il piacere linguistico dei lettori che nella poesia cercano il piacere estetico linguistico che non trovano in sé stessi.
Un’altra caratteristica importante della poesia è che essa deve anche contenere la ideologia politica, culturale e filosofica che il poeta esprime attraverso i suoi versi; infatti la poesia è, anche, un’opera politica perché, se non mostra e non dimostra i suoi valori etici e politici, diventa una composizione poetica qualunquista, spersonalizzata e generica.
Grazie alla dimensione politica invece l’opera poetica non si trasforma in un qualcosa di parole banali e triviali ma, l’intento poetico e politico del poeta rende l’opera poetica interessante ed orientata a tutti i lettori di ogni strato sociale e politico a cui si rivolge.
Quindi, la grande poesia che colpisce e piace a tutti non appartiene neanche ad una classe sociale, come potrebbe essere un poeta che appartiene al proletariato o alla borghesia ma, essa attraversa e colpisce tutti gli uomini di tutti i ceti sociali perché esplora e chiarisce le esigenze psicologiche, spirituali e linguistiche degli uomini e non soltanto l’aspetto economico e sociale dei lettori.
Purtroppo però ai tempi d’oggi la poesia è diventata sempre più una voce debole all’interno dei mass-media, di internet e dei social network che sono diventate le voci dominanti e forti e conosciute della nostra epoca. Però mentre queste voci forti non contengono la bellezza poetica perché usano un linguaggio comune e pieno di slang che, non crea di certo poesia; invece la poesia grazie al suo linguaggio poetico, evocativo e raffinato e al suo messaggio personale e profondo riesce o, dovrebbe riuscire, a creare la bellezza poetica ed il piacere linguistico che ancora oggi affascinano migliaia di lettori.
Questo privilegio che la poesia mantiene ancora oggi è l’ancora che riesce a mantenere a galla la poesia nel grande mare di internet.
Allora si può dire che la poesia è come una sorgente di acqua pura e fresca che riesce ancora a dissetare l’arsura di tutti i giorni. Dunque, la poesia è come bere un sorso di acqua pulita e fresca per ritrovare la calma dopo lo stress di ogni giorno.
Io, Biagio Carrubba, consiglio a tutti i potenziali lettori di poesia di leggere alcune poesie prima di andare a letto per riuscire ad assaporare il piacere estetico e linguistico che concilia il sonno e dona un senso di pace al meritato riposo.
In definitiva un’opera poetica è molto bella quando tutte le poesia del florilegio poetico, nel loro insieme, riescono a staccare il lettore da terra e allontanarlo dai suoi problemi quotidiani. Insomma un’opera poetica mostra tutto il suo fascino e la sua bellezza quando il lettore riesce ad entrare nel mondo immaginario del poeta, quando le poesie riescono a farlo volare, quando riescono a dargli un tuffo nel cuore e quando riescono a conquistarlo con immagini e visioni, originali e nuove.
Se il poeta, con le sue descrizioni, riesce a trasporre il lettore dal mondo reale e quotidiano al mondo immaginario e immaginifico dei personaggi; se riesce a farlo entrare nel suo mondo poetico, allora il lettore partecipa e gusta tutta la bellezza e la creatività dell’opera poetica.

III

Il primo momento della scrittura di una poesia si ha quando il poeta avverte il desiderio, la volontà e il piacere di scrivere qualcosa di nuovo su un aspetto della realtà o su sé stesso che vuole comunicare agli altri. Dunque, in principio della poesia c’è l’esigenza del poeta di esprimere e comunicare il proprio pensiero critico agli altri e questo momento iniziale della poesia si può definire “il momento della ispirazione iniziale della poesia”. L’ispirazione può essere irruente o venire di getto oppure può essere calma e lunga e si può definire “l’atto creativo della poesia”. A questi momenti iniziali, dopo l’ispirazione, segue l’aspetto riflessivo e critico del poeta.
Dunque, la poesia è una riflessione critica, cioè è un testo poetico corto o lungo, del poeta su un aspetto della realtà o, della società o, su se stesso o, su un argomento scelto dal poeta, che vuole comunicare il suo messaggio ai lettori.
La poesia è un messaggio elaborato dal poeta su una manifestazione della realtà o, della società o su se stesso o, su un argomento prescelto.
La poesia è una meditazione che sintetizza i sentimenti, il giudizio critico del poeta sulla realtà o sulla società o, su se stesso o, sull’argomento scelto.
La poesia è un testo scritto con linguaggio poetico, cioè con un lessico scelto e selezionato dal poeta, e formato da figure retoriche, che hanno lo scopo di abbellire il messaggio e la poesia stessa.
La scelta delle parole tiene conto anche del suono, del ritmo e delle cadenze delle parole stesse che, combinate fra loro, diventano parole poetiche che hanno lo scopo di creare un’aura ed un’atmosfera particolare, che è poi la base ed il punto di partenza della bellezza della poesia stessa.
Invece il punto di arrivo della bellezza di una poesia si ha quando il lettore riesce a gustare e a percepire il piacere mentale delle immagini e dei concetti e a comprendere tutto il messaggio della poesia nella sua mente e non soltanto nelle parole. Infatti il cervello umano trasforma gli impulsi neuronali e sinaptici in impulsi linguistici e lessicali. A questo punto la mente, cioè l’attività cosciente e organizzativa dell’Io, comprende il significato delle parole e li trasforma in significati e ragionamenti. La mente attiva fa tutto questo in pochi secondi e subito dopo scopre e subisce il fascino della bellezza della poesia o di qualsiasi altra bellezza naturale e umana.
Il messaggio della poesia può essere implicito o simbolico come nei grandi poeti simbolisti, ma ovviamente c’è anche la parte delle parole espresse che riescono a volte a chiarire e a volte a nascondere il messaggio stesso.
La poesia contiene sempre un messaggio implicito, ma contiene anche la tesi che chiarisce il messaggio e l’intenzione stessa del poeta, che può essere “un atto illocutivo, locutivo o perlocutivo”.
Se l’arte è la sintesi tra l’immaginazione ed il sentimento e, la filosofia è la sintesi tra pensiero critico e realtà sociale, la poesia è la sintesi tra pensiero critico, sentimenti del poeta e realtà sociale a cui si riferisce il poeta.
Non ci può essere così solo poesia romantica o solo poesia sociale o solo politica ma, la poesia è sempre una sintesi operata dal poeta tra i suoi giudizi, le sue riflessioni, i suoi sentimenti e la realtà sociale e politica in cui opera. Dunque il poeta, nella sua poesia, lancia il suo monito, la sua verità ed il suo messaggio ai lettori, per trasmettergli sia una sensazione di bellezza musicale (dovuta al suono, al ritmo ed alla dolcezza delle parole), sia un messaggio forte che dovrebbe scuotere la coscienza e la cultura ai lettori al fine di fargli riconoscere il nuovo punto di vista del poeta.
Io, Biagio Carrubba, penso che come esista il piacere estetico del gusto, della vista, del tatto, dell’olfatto esiste anche il piacere linguistico, lessicale e poetico, connesso alla lettura e all’udito che crea il piacere poetico dovuto alla bellezza musicale delle parole della poesia. Io definisco il diletto poetico come “il piacere linguistico ed estetico” creato dall’armonia delle parole e dall’aura della poesia. Anche Dante Alighieri ha definito la poesia “Fictio rethorica musique poita” cioè “la poesia non è altro che una composizione ad arte di retorica e di musica”. (da De vulgari eloquentia liber 2, IV, 2 edizione I Meridiani Mondadori pag. 1413).

IV

Quasimodo sostiene che il poeta deve lanciare un monito etico e la poesia deve essere una sintesi tra verità parziale e personale del poeta e realtà sociale, che lo stesso Quasimodo definiva “realismo etico”.
Quasimodo ha scritto: “Per le esperienze poetiche di questi ultimi anni, si è parlato di , ammesso il reale nella rappresentazione, e <l’etica> nella finalità. Facile, schedare; ma l’esistenza avversa, l’asprezza della sua mente politica, l’opposizione al dolore, hanno avvicinato l’uomo all’uomo, il poeta, dicevo, all’uomo che ascolta”. (Dal Discorso sulla poesia, 1953 in “Meridiani” pag. 290 e seguenti).
Io, Biagio Carrubba, deduco da queste affermazioni di Quasimodo che la poesia è “una espressione personalistica, etica e sociale”, in quanto ha il compito di sintetizzare il punto di vista del poeta portando ai lettori un messaggio di “verità e di libertà”.
Anche per me, Biagio Carrubba, la poesia è sintesi tra personalità del poeta ed esigenze sociali, ma io aggiungo che la poesia deve anche spiegare ai lettori l’azione politica del poeta e spingerli ad una rivoluzione personale, affinché, si formino una loro coscienza politica ed abbiano una realtà politica di sinistra, perché penso che la libertà e la verità si trovino in una ideologia di sinistra e comunitaria rappresentata nelle istituzioni rappresentative della Democrazia. Ovviamente sono consapevole che questa mia speranza è pura utopia, perché nella maggioranza dei casi nessuno legge poesia per fini politici, per cui ognuno rimane quello che è.
Come i versi di una poesia contribuiscono a creare la bellezza del florilegio poetico, così una poesia diviene bella ad interessante quando il suo messaggio e la sua tesi risultano nuovi, personali ed originali. Quindi il poeta nella poesia, lancia il suo monito, avverte su qualche pericolo o trasmette un’esperienza personale su temi trattati in forma poetica e spera di colpire e sconvolgere il lettore con la bellezza delle parole. Allo stesso modo ogni poesia deve contribuire all’originalità e alla bellezza dell’intera opera poetica.
Un altro aspetto della bellezza di una poesia è dovuto al riscontro pratico di essa e, cioè quando essa riesce a lenire e diminuire il disagio, lo stress, l’ansia, le paure, le delusioni e le preoccupazioni che il lettore accumula nella sua quotidianità; quindi se la poesia riesce a far questo vuol dire che è riuscita nel suo intento, in quanto non solo allevia le sofferenze psicologiche quotidiane ma, addirittura porta cultura e serenità sia nell’anima che nella mente, apportando leggerezza e levità nel lettore, rendendo più leggere e più sopportabili le fatiche del giorno.
Io, Biagio Carrubba, credo che la poesia non debba soltanto essere lo specchio della società e non debba soltanto rilevarne le contraddizioni ma, deve anche mettere in evidenza le frustrazioni del tempo e della società e soprattutto, deve avere il compito di portare, con messaggio forte e chiaro, un sentimento di speranza e di pace, perché il compito della poesia è quello di portare fiducia e coraggio nei lettori, rincuorandoli ed incoraggiandoli nel superare le difficoltà e i problemi della quotidianità.
I grandi poeti sanno esprimere non solo la loro weltanschauung ma anche riescono ad interpretare e rappresentare le tensioni della loro epoca e i problemi del loro tempo e della loro società in modo efficace. Se vogliamo capire i problemi della Roma antica del I sec. a.C. e del I sec. d.C., dobbiamo leggere i poeti come Orazio e Marziale che hanno saputo esprimere e descrivere la vita quotidiana, la tensione e il loro Zeigeist. Insomma, le poesie nella loro più eccellente manifestazione e prestazione rinnovano e fanno rinascere lo spirito del tempo (Zeigeist), scuotono la coscienza degli uomini e spingono a creare nuove forme di cultura, creativa, umana e sociale. E quando sembra che la crudeltà e la crisi dei tempi rinneghino la poesia, perché ritenuta superflua e marginale, allora questa ritorna più forte di prima come l’Araba fenice dopo la sua estinzione. La poesia, per l’ennesima volta, porta una luce brillante al periodo storico e allo spirito dei tempi e fa vedere lo Zeigeist con occhi nuovi e rinnovati.
In definitiva un’opera poetica, oltre a rinforzare l’arte di quel periodo storico, quando raggiunge la perfezione formale, alessandrina, di ritmo e di armonia, nei suoi versi e nelle sue parole, si avvicina, senza dubbio, alla perfezione armonica e creativa e rappresenta una parte dello Zeigeist del suo tempo e si protrae e si proietta nei secoli futuri. In questo senso si può dire che la poesia trasmette un messaggio evergreen. Credo che l’opera poetica, quando raggiunge livelli artistici altissimi, si avvicini alla bellezza e alla complessità di una sinfonia musicale classica come la V o la IX di Beethoven ed entrambe, poesia e sinfonia, producono in chi legge o ascolta meravigliose sensazioni di leggerezza e di bellezza che fanno volare l’umanità a livello celestiali e divini e sanno esprimere una perfezione estatica infinita.
Insomma la grande poesia, con la sua bellezza linguistica, riesce anche a suscitare i grandi sentimenti contenuti nel tempo e riesce anche ad esprimere lo spirito dei tempi come l’Orlando Furioso di Ludovico Ariosto e la Gerusalemme Liberata di Torquato Tasso i quali sono riusciti a rappresentare l’esatto spirito e cultura del loro tempo storico e sociale, e cioè della Riforma e della Controriforma, anche se i loro poemi trattano di altre epoche storiche.

V
Analisi di un testo poetico

L’analisi di un testo poetico prevede le seguenti fasi:
Analisi del contenuto.
Scrivere una breve introduzione alla poesia;
leggere attentamente il testo;
capire il contenuto della poesia;
1. fare la parafrasi;
2. fare la sintesi;
3. capire il tema della poesia;
4. capire il messaggio della poesia;
5. chiarire la tesi della poesia;
6. e scoprire tutti gli altri atti locutivi del poeta.

Analisi della forma.
1. Capire il genere della poesia;
2. capire la metrica della poesia;
3. distinguere il linguaggio poetico e figure retoriche;
4. capire la lexis o lo stile della poesia;
5. trovare il tono emotivo e la stimmung della poesia;
6. infine spiegare la bellezza delle poesia.

In base alla lexis e allo stile della poesia, io, Biagio Carrubba, divido e distinguo le poesie in dieci tipi, che, storicamente, vanno dal linguaggio più oscuro e simbolico al linguaggio più lungo e prolisso, passando per vari gradi, dove si trovano le poesie più belle perché hanno un lessico chiaro, netto e sintetico:
1. Stile ermetico, allegorico, astratto e analogico.
2. Stile simbolico, fiorito, ornato, elegante.
3. Stile metaforico, forbito, raffinato, ricercato.
4. Stile chiaro, realistico e sobrio, pulito, lucido.
5. Stile lineare, aperto, spoglio, essenziale, dimostrativo, serio, di scuola attica.
6. Stile scabro, stringato, sintetico, conciso, serrato, irriverente, sarcastico, formale, decadente ed alessandrino, ricamato, curato nei minimi particolari.
7. Stile bolso, goffo, pesante, fiacco, irritante ma pieno di concetti comuni
8. Stile decorativo, curato nei minimi particolari e formale, anomalo, imprevedibile, geniale di scuola asiniana.
9. Stile ampolloso, prolisso, noioso, monotono ma con ampi sprazzi di buone idee e di buona musicalità dei versi
10. Stile barocco, rococò, enfatico ed ampolloso, gremito e riempito fittamente di notizie e di particolari.

Dal punto di vista emotivo e della stimmung, io, Biagio Carrubba, faccio una distinzione tra poesie calde, tiepide e fredde.
Come è noto le parole, oltre a contenere l’informazione del significato, contengono molti sentimenti tanto è vero che le parole, come si dice, molte volte sono più pericolose e provocatorie delle azioni stesse perché colpiscono direttamente gli istinti, i sentimenti e le emozioni delle persone. In questo senso la poesia è un concentrato di significati e sentimenti forti come odio e amore.
Io, Biagio Carrubba, tenendo conto di questo fatto, distinguo tra poesie calde, tiepide e fredde. Se una poesia riesce a scaldare e scuotere i sentimenti e ad emozionare ed infiammare il lettore con temi quali amore e patria allora la poesia si più definire una poesia calda e ardente.
Se invece una poesia non riesce a riscaldare e a creare passione ma semplicemente trasmette solo il messaggio e la tesi ma non riesce a riscaldare i sentimenti del lettore allora la poesia è fredda e razionale.
Quando una poesia per una parte riesce a suscitare sentimenti e passioni ma non in modo ardente e passionale ma soltanto colpisce la razionalità, in questo caso sarà una poesia tiepida e sobria.
Il poeta è libero quando scrive una poesia perché può scegliere liberamente il tema, l’argomento e i sentimenti che vuole esprimere. Anche il lettore è libero di leggere le poesie che gli piacciono e scegliere gli argomenti e i generi di poesia che più gli aggradano. In conclusione la poesia è una forma di libertà personale, sia del poeta che la scrive, sia del lettore che ha la libertà di leggerla. La poesia riesce a creare e a suscitare forti emozioni, come far piangere, far sorridere o ridere, come fa un bel romanzo; ma a differenza del romanzo che riesce a suscitare emozioni con 500 – 600 pagine (o anche di più), la poesia ci riesce in 2 – 3 pagine (o anche di meno). La poesia elimina le molte pagine noiose delle descrizioni ambientali o dei personaggi che sono necessarie, per il romanziere, per entrare nel vivo dell’azione.
Io, Biagio Carrubba, posso testimoniare questo: quando scrivo una poesia mi sento libero dal linguaggio comune perché sento che la poesia è una forma di scrittura creativa e perché mi libera dallo stress quotidiano.
Io, Biagio Carrubba, credo che la poesia aiuti a liberare la coscienza degli uomini, aiuti a rendere gli uomini più liberi dai legami sociali; aiuti l’amore e la fratellanza tra gli uomini; aiuti a credere nell’utopismo e a rafforzare la speranza dell’umanità nel proprio futuro. La poesia rimane, in tutti i casi, la miglior forma d’arte e la più economica perché è a portata di tutte le tasche. Essa trasmette il suo messaggio, breve e sintetico. Essa è anche il miglior modo, nella nostra società super complessa e super tecnologica e super computerizzata, di risvegliare le capacità creative e divergenti di ognuno di noi. La poesia, infine, riesce a trasfondere i valori fondamentali della vita come: la verità, la lealtà, la bontà, l’eticità, la libertà e la beltà. Infatti la poesia è buona perché sa rinnovarsi sempre in ogni epoca e produce nuovi capolavori poetici che sanno rendere la vita più bella, più vivace, più vivida e più spiritosa.

VI
In ultimo mi chiedo: a che serve la poesia?
La poesia serve, innanzitutto, a soddisfare e a colmare il bisogno estetico e il vuoto del sublime che il poeta sente dentro di sé.
La poesia serve, inoltre, in seconda battuta ad esprimere i sentimenti e i pensieri del poeta sulla società, sulla vita e su se stesso.
La poesia, in terza battuta, ha la funzione di lanciare il messaggio del poeta, che interpreta il suo tempo e la società in cui vive.
Il messaggio, inoltre, chiarisce l’argomento trattato nella poesia con il quale il poeta spiega la sua ragione, ovviamente con il linguaggio poetico, e indica lo scopo del suo messaggio, esplicito o implicito che sia, a se stesso e agli altri. Lancia anche la sua spiegazione e il proprio monito affinché gli altri scoprano la sua verità e la sua libertà. Quindi, si può dire, che lo scopo primario della poesia sia quello di costruire la libertà e di aprire le coscienze dei lettori. La poesia insegna, svela, dimostra (docere), procura piacere, svago e diletta (delectare) e crea forte emozione, suscita patos e commuove (movere). Date tutte queste condizioni, la poesia, inoltre, spinge il lettore a delle azioni che possono essere in conflitto o in conformità o di criticità verso la società. Il buon poeta è colui il quale trasmette emozioni e pensieri positivi come la speranza, la fratellanza e la solidarietà fra tutti gli uomini, mentre è un cattivo poeta colui il quale istiga all’odio alla guerra e alla dittatura (basti pensare ai poeti fascisti che esaltavano il regime fascista). Il poeta non deve fomentare le passioni negative e non deve sviluppare il fomite, ciò che suscita ed alimenta il male, ma deve esortare ed incitare al bene e all’amore. La poesia, inoltre, serve a far conoscere al lettore parole nuove, rare, raffinate e difficili che lui non conosce perché usa il linguaggio comune e quindi ha l’occasione di impararle. Inoltre i lettori, leggendo le loro poesie preferite, hanno l’opportunità e il piacere estetico di entrare nel mondo interiore del poeta e del suo tempo. Ma per ottenere tutto ciò, ci vogliono pochi soldi, ma ci vuole, anche, molto tempo, molta passione e molta professionalità. I poeti, inoltre, oltre a indicare il bene e il male, molte volte scrivono poesie personali in risposta ad altri poeti che li hanno criticati su qualche argomento e comportamento. Anch’io, Biagio Carrubba, riporto, per rimostranza, la seguente poesia che ho scritto, di impeto, perché ho subito un torto in ambito professionale.

APOCOLOCYNTOSIS

Chi non è capace di saper distinguere
il loglio dal grano, il fieno dalla paglia
è meglio che se ne stia a casa,
a contare le stelle e non deve usurpare
una carica pubblica che non gli compete.
In una scuola pubblica di Modica di secondo grado,
dove impera il bullismo e la ineducazione
(ma sarebbe più giusto dire la maleducazione)
chi occupa il primo posto e si dimostra incapace
di saper imporre la buona educazione
non è degno di occupare quel posto importante.
Un inetto deve starsene zitto e mosca,
e non deve mostrare né nequizia né nequità
verso i proff compìti, integri e integrati.
Vincere un concorso con la raccomandazione
non gli dà il diritto all’arroganza e all’abuso
di esonerare un elemento serio e intemerato.
Dopo tre richiami e accuse infondate
e campate in aria, ricatta, obbedendo
alla sua fantasia di ignorante e di incompetente.
I cretini devono starsene a casa.
Dopo tre anni quella scuola è degenerata e
si è deteriorata per la sua mancanza di autorevolezza
per non saper governare una scolaresca sempre più
svampita, variegata, indisciplinata ed impertinente.

2
Il suo comportamento mostra un intento persecutorio
che raggiunge i limiti e la prassi del mobbing.

3

L’Università di Catania mi ha fatto scoprire
la grande cultura, la filosofia e la letteratura
e dove ho conseguito una laurea per la vita, invece
questa scuola di Modica mi ha fatto scoprire
la piccola cultura e la grande umiliazione e
mi consegna alla sofferenza e alla morte.
Maledetti non dovete pronunciare più
il mio nome invano!!!
Maledetti non dovete fustigare più
il mio animo gentile e nobile!!!
Maledetti, oh voi, che vi piegate
agli interessi economici dei furbi e dei disonesti.
Purtroppo i malati di testa al ritorno di essa
ripeteranno le accuse e le frustrazioni
così come è accaduto in questi tre anni
e come si ripeterà nei prossimi tre mesi.
E’ già tutto scritto. La psicologia non si sbaglia.
Ciò che è accaduto accadrà di nuovo.
Questa prosa di sfogo non ha bisogno
di un finale poetico, perché tutto è prosastico
e paranoico in quella scuola disgraziata.
La mia anima, sdegnata, se ne va tra le ombre.

Modica 16/ 04/ 2016 Prof. Biagio Carrubba

Modica, 30/ 04/ 2016                                                                   Prof. Biagio Carrubba

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